Giovanni Zito -detenuto a Carinola- è uno degli autori storici di questo Blog.

Di lui in archivio troverete una marea di materiale.

In lui l’ironia travolgente si alterna a malinconie sconfinate, e  momenti di surreale andamento, dove i simboli parlano come poesia, tracciando un segno al confine tra parole e dolore, tra lividi e spirali del tempo.

Un po’ come in questo suo pezzo.

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Rotolando verso il fondo, trovo ancora il silenzio nascosto. Lo sento palpitare dentro di me questo rumore assordante..”uomo”.

Sto cercando quel calore fiammante sgargiante che attiri la tua attenzione del giorno appena trascorso dietro un velo di gioia riposto “uomo”.

Poi volano parole senza senso nel tempo di chi cade per non essere più tu.

Basta, si può essere vivi anche così “uomo”.

Santi e chiese non fanno per me, preti e padroni figli della stessa forza. Miracoli scadenti in momenti di illusioni.

Cerco fino in fondi in piedi “uomo”, dietro le mura davanti alle sbarre grida con la penna. Solo così le parole andranno in cerca del sapore, busseranno alla pora del tuo vicino sospetto “uomo”.

Silenziosamente questo muto scritto sarà letto, osservato, spiato.. coraggio del reduce, passaggio del tempo piombato.

Croce presente perenne dal diluvio, costante matricola di zeri “uomo”, che allunga, che stende il minuto di luce del volto sconosciuto del mittente sbagliato.

In piedi accanto al tuo letto la foto di un flash della memoria, lontano pensiero nei miei occhi, nelle mie mani, tra le dita e poi domani.. “uomo”.

Il silenzio logico del mio cammino, un traguardo ostinato e lento, come il sogno irraggiungibile estraneo, come il battito del mio cuore “uomo”.