Per la rubrica “Recensioni” -nata da una idea di Claudio Conte, detenuto a Catanzaro- pubblico oggi una recensione, dello stesso Claudio de “Innamorata di un angelo” di Federica Bosco

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Su “Innamorata di un angelo” di Federica Bosco- Newton Compton Editori di Claudio Conte

Di questo libro mi avevano anticipato che era bello ma… che si trattava di un romanzo da “spiaggia”, adolescenziale, per non caricarmi di troppe aspettative… scambiandomi forse per un intellettuale…J!

Quando si tratta di emozioni, sentimenti, la prima impressione è quella che vale… sempre! Anche per quelli suscitati da un libro.

Inoltre, nelle letture, come nella vita “la bellezza sta negli occhi di chi guarda…”.Questo è un principio che mi sentirete ripetere spesso, perché è una delle poche verità alle quali credo. Me  lo conferma l’esperienza… come a voi… ma risulta radicato già nel soggettivismo kantiano…

La conoscenza di ciò che ci circonda è proporzionale alla nostra capacità di comprensione e apprezzamento… come per i sentimenti e l’amore.

“Innamorata di un angelo” può essere letto come un romanzo da “spiaggia”, ma a guardarlo nel suo insieme, “senza perdersi nel dettaglio” (come dice Pat uno dei personaggi) o se non ci limitiamo a guardare “solo la foglia senza considerare la foresta…” si perviene ad un altro giudizio… molto più profondo e coinvolgente.

L’ho fatto, leggendo il punto di vista dell’autrice come paradigmatico dell’universo femminile, che (in un’opera di atteggiamento junghianamente estrovertito) si figura l’Amore vero, puro, quello di un uomo che finalmente non sia egoista, non tradisce,capace di amare in modo totale e  incondizionato… come Pat-rick.

E soprattutto leggendo tra le righe… si scorge la ricerca e… una domanda, una speranza di fondo: esiste? Esiste l’amore vero, eterno, completo, universalizzante, che sopravvive alla stessa morte? E può esistere su questa terra? O necessariamente deve trasfigurarsi e vivere in un’altra dimensione?

Questioni molto profone… in un apparente libro “da spiaggia”.

L’autrice ammette la possibilità di un tale amore, ma solo nella fase adolescenziale… perché in quella adulta… le “fregature” sono tali che non permettono neanche di “sognare”.

E mi chiedo: è così nella realtà? Noi uomini siamo tutti incapaci di un amore completamente sincero… tanto che le donne hanno bisogno di figurarselo in un romanzo e solo in età adolescenziale? La mia risposta (di parte) è NO! Non può essere!

Sarà perché nel mio “splendido isolamento”… non vivo la deriva che sta stravolgento anche i rapporti socio-sentimentali degli ultimi anni. Sarà perché ci vivo da un’età post-adolescenziale e dunque sono rimasto  con un’idea “alta..” dell’amore. Ma non credo sia difficile trovare un uomo che sia leale, protettivo e capace di amare incondizionatamente… la sua “anima gemella”. Se no che uomo è? Che amore è? Non si richiedono doti eccezionali, ma semplicemente di amara, di donarsi, senza le paure, condizionamenti sociali, “tattiche” che trasformano l’amore quasi in una “gara a chi non rimane fregato”.

Rimango fiducioso anche per coloro che hanno “smarrito la strada…”. Basta ritornare alle origini… dei sentimenti… essere sinceri con se stessi e con chi si ama… come fa Pat.

Il romanzo non tratta solo l’amore adolescenziale, ma anche i sogni, la determinazione, la maturità di alcune ragazze.

Mia ha 16 anni, la sua vita è incasinata, ma ha una passione… la danza… che ama più dela sua vita, per la quale affronta tutti i duri sacrifici che una tale disciplina richiede: dalla paura del dolore alla libertà. Scende a compromessi con il suo orgoglio, e in tutto questo, nei momenti più difficili è sostenuta, consigliata dal suo “angelo”, un ragazzo (Pat) che ama fin dall’infanzia, fratello maggiore della sua migliore amica.

Un amore alla fine ricambiato, completo e sincero per il quale è pronta a sacrificare la sua più grande passione… e non solo… nel segno di quelle unioni che una volta realizzate… niente e nessuno può dividere… “Serva me. Servabo te…”.

Catanzaro, 17 febbraio 2012

P.S.: E’ in uscita il seguito