Questa rubrica di recensioni -finora imperniata sui libri, ma nulla impedisce che si possano fare recensioni anche di film, canzoni, ecc. – è nata da una idea di quella  testa notevole che è Claudio Conte, detenuto a Catanzaro, e la recensione di oggi, come tutte quelle pervenute finora, è dello stesso Claudio.

Il libro su cui Claudio ci dice oggi la sua, “Il mio angelo segreto” di Federica Bosco, è la continuazione de “Innamorata di un angelo” su cui Claudio aveva già scritto (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/04/30/recensioni-claudio-conte-su-innamorata-di-un-angelo/).

In questa come in altre recensioni, emerge chiaramente anche la natura romantica e idealista (nel senso migliore.. un modo senza ideali e aspirazioni è un mondo morto.. ) di Claudio.

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Su “Il mio angelo segreto” di Federica Bosco- Newton Compton Editori

di Claudio Conte

Vi avevo anticipato l’uscita del seguito di “Mi sono innamorata di un angelo”, e l’autrice viste le richieste di impedire che una storia così bella avesse tale epilogo ne ha scritto la continuazione con  “Il mio angelo segreto”.

La formula utilizzata è quella di una storia che narra l’esperienza del coma e dei suoi effetti  postumi… come quelli di una “ipersensibilizzazione” dei sensi che permettono il contatto  con quelle dimensioni parallele alla nostra, delle quali sappiamo ancora così poco, anche se a volte ne intuiamo la presenza, quando non riusciamo a darci delle spiegazioni logiche. Ne sono testimonianza quotidiana i tentativi di contatti spirituali con l’aldilà, come le truffe e i raggiri che spesso si nascondano dietro tali pratiche.

Avrei suggerito alla Bosco una maggiore attenzione e pathos nel sostenere l’argomento, con una maggiore enfasi spirituale, che invece sembra relegata ad appendice giustificatrice della storia reale che si appropria della maggior parte della stesura.

Più scientificamente o filosoficamente avrei optato per l’adozione di una soluzione psico-filosofica, per sostenere la sopravvivenza di Pat… sostenendo la natura binomica dell’anima, comprensiva del femmineo e mascolino. E rappresentare quest’ultimo nella voce di “Pat” che Mia continua a “sentire” nella sua testa… dentro di sé… come quella “parte” di se stessa che la incita ad andare avanti, a non arrendersi, ammettendo in tal modo la funzione combattiva della natura mascolina, che anche le donne hanno dentro di se.

Mi rendo conto però che in tal modo l’aspetto romantico che s’impernia sulla coppia ne avrebbe risentito, e se le lettrici e lettori hanno chiesto una continuazione della storia d’amore, non mi resta che convenire con questa scelta… che filosoficamente potremo sempre ricondurre a quella platonica dell’anima gemella.

Una “parte di te” che quando l’incontri, qualunque cosa succeda, continuerà a vivere in te o tu in lei, in quel luogo senza tempo e dimensioni che è l’anima. Questo lo abbiamo sperimentato un po’ tutti, quando abbiamo incontrato la parte migliorare di noi stessi, oppure abbiamo perso una persona cara, l’abbiamo persa fisicamente… ma essa continua a vivere in noi, per noi è viva… condizionando a volte le nostre scelte alla sua approvazione.

E questo ci conferma che nulla può sconfiggere l’amore… l’amore vero… neanche la morte… ma non stiamo dicendo niente di nuovo.

Catanzaro-carcere  11 marzo 2012