Per la rubrica Recensioni -nata da un’idea di Claudio Conte, detenuto a Catanzaro- pubblico oggi una recensione, dello stesso Claudio, al libro di Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”.

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Su “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh- Garzanti

di Claudio Conte

Vanessa Diffenbaugh è al suo primo romanzo, ha tratto ispirazione dalla sua esperienza di madre adottiva.

Con “Il linguaggio segreto dei fiori” parla di una ragazza, Victoria, cresciuta in uno di quei moderni orfanotrofi, rimasti freddi contenitori d’infanzie negate. Victoria ha paura di qualunque tipo di legame, del contatto fisico, delle parole, di lasciarsi amare… che trova rifugio solo nel suo giardino segreto… tra i fiori. Con i quali riesce a interagire col mondo e regalare felicità… Diventa una fioraia molto apprezzata nella sua città perché con le sue composizioni floreali… riesce a esaudire molti desideri dell’amore… curare molte ferite dell’anima…

I fiori con il loro linguaggio e misteriose proprietà… quasi poteri… ritornano a essere potenti messaggeri d’amore… ricevere ogni fiore ha sempre rallegrato ogni cuore… una pratica che si è imposta in epoca vittoriana e della quale è giunto, ai nostri giorni, solo una debole eco.

La Diffenbaugh ha, dunque, il merito di avere riscoperto un linguaggio… un modo di comunicare poetico, con i gesti, anziché le tante parole dette che ormai nella nostra epoca… quella della comunicazione… hanno perso senso e profondità.

Alla fine del libro c’è un dizionario… sui significati dei fiori… che possono trovare degna espressione nei versi che molti amanti della scrittura possono utilizzare… per arricchire le loro poesie… e ridisegnare i confini di un linguaggio riservato  a pochi.

Sì… un romanzo bello e utile.

D’altra parte non è un caso che sia stato eletto da tutti gli editori del mondo il libro del 2011, un libro conteso, che la statunitense Random House ha acquistato alla cifra record di 1 milione di dollari, nel caso qualcuno ritenga che nella cultura quello economico possa essere un parametro di valore…

Un libro che come il “fiore di nocciolo”… riconcilia… la conoscenza col… sentimento… l’amore… mostrandoci la forza immensa dell’amore più vero… quello del “muschio”… imperfetto e senza radici, di madre… che dà senza pretendere nulla in cambio… o quello del “cactus” appassionato… o della “rosa rossa” dell’innamorato… che l’amore nelle sue tante forme… che vince e do un senso alla vita.

Catanzaro-carcere 29 marzo 2012