Per la rubrica di recensioni -nata da un’idea di Claudio Conte, detenuto a Catanzaro- pubblico oggi una recensione, dello stesso Claudio, del grande libro di Dino Buzzati  “Il deserto dei tartari” , uno dei gioielli della letteratura italiana. Ringrazio Marina, tramite la quale questa recensione c’è giunta.

———————————————————————————————————————————–

Su “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati- ed. Mondadori

di Claudio Conte

Il deserto dei tartari è un romanzo scritto molti anni fa…tra il 1938 e il 1939..il più famoso di Buzzati, scrittore e giornalista per molti anni al Corriere della Sera…che morì a Milano nel 1972, rimasto sempre attuale per i temi trattati…anche se nasce in un tempo nel quale l’ideale militarista di stampo fasci-nazista stende la sua ombra sull’Europa…Un libro pervenutomi per una di quelle infinite strade che apre la letteratura …inviato da una nostra cara amica…frequentatrice del nostro blog…
Avevo visto il film…ma il libro porta a maggiori riflessioni..il tema è quello dell’attesa..per la grande occasione..quella che si può attendere per tutta una vita..per la quale si sacrificano a volte intere esistenze,chiedendoci se arriverà e se ci sarà concessa di coglierla…
Il libro parla della vita come attesa,a volte di rinuncia,in un clima di eroica solitudine che attende la morte per misurarsi con essa..in una battaglia “campale” che soffoca le umane paure..una vittoria dell’uomo sul più grande mistero,la più grande sfida della vita…
Nelle pagine del romanzo prendono vita e forma l’inganno delle abitudini, come gesti ripetitivi che nascondono lo scorrere del tempo..l’inganno di vivere nella speranza che qualcosa accada..
Per certi versi, si potrebbe intravedere l’esistenza di molti condannati all’ergastolo..molti dei quali spendono tutta la loro vita nell’attesa..in un’illusoria speranza per alcuni,di preparazione alla battaglia “campale” per altri..ma senza l’eroismo che regala l’azione..senza la gloria che dona il gesto..ma solo un volgere lo sguardo nell’abisso senza tentennare nella perfetta solitudine del silenzio..
Quello che rende possibile e condanna a tale dimensione-condizione i personaggi di Buzzati, è l’assenza dell’amore..l’amore cambia la vita..l’amore cambia ogni aspettativa…l’amore non ha bisogno di speranza perchè vive il momento e ti completa…la speranza invece altro non è data che dalla sensazione d’incompletezza del momento..si spera…perchè quel momento non ci soddisfa …mentre quando sei avvolto nel mantello dell’amore…vorresti fermare l’attimo….
Sì, nei personaggi di Buzzati ne Il deserto dei tartari manca l’amore. E non potrebbe essere diversamente…per prepararsi alla morte..non bisogna amare niente e nessuno…neanche se stessi…
Per prepararsi alla morte è necessario tagliare i legami col mondo..rifugiandosi nella Fortezza..in una perfetta solitudine e condire di eroica immaginazione, il momento dell’atteso confronto con la fine di se stessi..e così tutto diventa più facile…acquista un senso..il senso che Drogo comprende alla fine quando rimane solo ..in una stanza…cacciato lontano dalla battaglia che si prepara e…che lui ha atteso con fiduciosa speranza….

Catanzaro-carcere, 7 marzo 2012