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Il nostro Piero Pavone, detenuto a Spoleto, ci ha inviato due poesie del fratello Nino, di recente finito in carcere.

Si percepisce molta sofferenza e molta delicatezza in queste poesie.

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Mi chiamo Paolo… di fantasia

a chi importa… che vuoi che sia!!

In questo giorno di pieno inverno

vivo un incubo… un inferno

cantando un canto disperato

nascondo i miei occhi lacrimanti

alla gente che mi passa davanti

ognuno con dentro la propria storia

e c’è chi ha perso la memoria

di tempi lontani ormai andati

di amore persi, di cuori lasciati

li osservo ancora e mi faccio coraggio

pensando a chi di me sta peggio.

E’ sera… mi abbraccio e mi sento mio

volgo il pensiero al nostro buon Dio

lo stringo a petto con le mani

è la speranza del mio domani

e non ho più paura della mia sorte

in questa fredda e cupa notte

ho solo il desiderio di pace e d’amore

vorrei gridarli con tutto il cuore

ma c’è uno strano silenzio nei miei pensieri

pensi a chi sei… a quello che eri

girano le chiavi… si chiude il blindato

penso a te amore mio bramato

e un altro giorno ormai + andato

mi lascio andare e mi abbraccio ancora 

finché il sonno mi riporta all’aurora.

Palmi (RC) 13/02/2014

Nino Pavone