Francesco Annunziata..  Nellino.. detenuto a Catanzaro, insieme alla lettera in cui raccantava la sua esperienza horror a Salerno (continuate a mandare lettere al Direttore Alfredo Stendardo… è una opportunità che gli date di “migliorare” le condizioni del carcere..:-)… vi ricordo il link…http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/11/03/full-metal-jacket-a-salerno/)…. ci ha inviato questa lettera rivolta a Barbara D’Urso, che poi faremo arrivare “materialmene” sulla scrivania con posta cartacea.

Intanto lo pubblichiamo sul Blog. E’ un testo cortese nei modi, che nasce da un precedente rispetto.. ma indignato nella sostanza.  In pratica si tratta della solita falsificazione sistematica e furba che viene servita all’ingrosso in quasi tutti i circuiti mediatici italiani di un certo peso. Barbara D’Urso semplicemente si accoda… quando infati il cane pastore abbaia le pecore si accodano.

Che poi io sarei ancora più drastico verso la programmazione televisiva pomeridiana, anzi verso la maggior parte delle trasmissioni televisive… Sarei per uno sciopero collettivo di mesi e mesi verso questo letame, questi recinti pruriginosi, con storie inventate ad arte, fatti intimi spiattelati pubblicamente, esibizionisti e frustrati a pagamento. Ci sono tanti campi incolti in Italia… per esempio si potrebbe sperimentare la coltivazione del kiwi o dell’arancia cinese… ma anche riprendere la cultura della patata.. e tanti conduttori e ospiti in studio li “valorizzerei” in tali opere di pubblica utilità… premendo game over sulla fabbrica (senza giorni liberi) di rincoglionimento collettivo.

Comunque.. nello specifico la lettera di Nellino nasce dalla visione di alcune puntate di Pomerigio 5, la trasmissione di Barbara D’Urso, dove veniva spacciata l’idea che in sostanza (questo sembra di trarsi dalla lettera che leggerete) il carcere in Italia è sempre troppo blano, che ci sono assassini che escono dopo tre anni, che il lassismo porta a casi come quello di Angelo Izzo (che invece è tutto un caso a sé, come dice bene Nellino, e come in altri momenti hanno detto, con altrettanta chiarezza Carmelo Musumeci e Sebastiano Milazzo) e tutto il resto della tiritera blaterata in occasioni simili. E sembra che anche avvocati abbiano preso parte alla fiera della minchiata. Ma questa è forse l’unica cosa che non può stupirmi. Anzi è normale.. è giusto… se si pensa che ci sono ministri che non sapevano che qualcuno aveva pagato il loro appartamento davanti al Colosseo.. ci si può davvero stupire che ci siano avvocati che non sanno il diritto? ..

Vi lascio alla lettera di Francesco Annunziata a Barbara D’Urso..

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ALLA TRASMISSIONE POMERIGGIO 5 DI CANALE 5

Gent.ma Sig.ra Barbara D’Urso,

chi le scrive  è un detenuto appassionato di tutte le sue trasmissioni, e che nutriva un profondo rispetto per il modo in cui le conduce. Parlo al passato perché è da un pò che il suo modo di lavorare è combiato. Anche Lei si è fatto assoggettare del potere superiore e dell’odience. E’ più conveniente  assecondare la linea del terrore e dell’incertezza, che dimostrarsi garantisti ed andare controcorrente. D’altronde, se vogliamo, il suo agire è comprensibile, in un certo qual modo. Chi le dà pane…..(parola non comprensibile) padre e bisogna pur essere accondiscendenti se non si vuole perdere il lavoro. Anche di fronte alle ingiustizie, alle bugie, alle mezze verità, alle falsità.. è molto più semplice chinare la testa.

Sono sicuro che lei conosce benissimo quante cose inesate vengono dette alla gente comune, attraverso la sua trasmissione. E’ troppo colta e intelligente che non può essere altrimenti. Pur non essendo laureata in giurisprudenza, si informer dei casi di cui andrà a trattare, pertanto ad ogni bugia saprebbe controbattere e rettificare, ma purtroppo non lo fa. E purtroppo per lei! Perché si  è unita alle altre trasmissioni che fanno della disinformazione il proprio grido di battaglia.

Non mi prolungo e vengo subito al dunque: era da un pò di tempo che volevo scriverle, e la molla è stata il recente caso della morte dell’Angelo di Avetrana per mano di un mostro. Per ovvie ragioni sono contrario alla pena di more, eccetto in casi come questo. Suppongo sia superfluo descriverle come la penso sul punto. Ma da parte mia sarebbe anche  ammesso un pensiero simile, ovvero che per questo ci debba essere  solo la morte. Ma da parte della società civile no! Non è forse quella stessa società civile che si differenzia dal mostro perché vive nel diritto? Uccidendolo sarebbe a sua volta mostro. Ed a lei Signora D’Urso chiedo: è favorevole o contraria alla pena di morte? Per mero scrupolo le ricordo che l’Italia è stato il paese promotore per la moratoria per l’abolizione della pena di morte. Lei vorra andare controcorrente proprio ora?!!

Se è vero come le piace ripetere spesso in tv, che lei è contraria alla pena di morte, le rivolgo una ulteriore domanda: è favorevole o contraria alla pena dell’ergastolo? Per mero scrupolo la informo che in Europa non esiste la pena dell’ergastolo come in Italia. Ovvero, esiste la dicitura ERGASTOLO, ma è un tempo …. (parola che non si comprende) a seconda del Paese, 15 anni, 20 anni, 10 anni, ecc.ecc. Ma c’è una fine alla pena. In Italia no. Ed è qui che lei e il suo programma, come molti altri, fanno disinformazione.

In Italia esiste la pena dell’ergastolo e ciò consiste nella dicitura: FINE PENA MAI. Signora Barbara D’Urso.. FINE PENA MAI. Cioè condannato a morire in carcere. Non esiste alcuna possibilità di uscire se non si collabora con la giustizia. Ciò significa mettere un altro al posto tuo e non mi addento in tatticismi superflui allo copo di questa mia. Le ripropongo la domanda: lei è favorevole  o contraria alla pena dell’ergastolo? Aspetti.. non risponda ancora.

E’ meglio morire subito (pena di morte) oppure attendere che sopraggiunga la morte dopo 30 – 40 – 50 anno? (Ergastolo) = morire 31.536.000 volte all’anno.

Ora può rispondere.

L’art. 27 della Costituzione italiana recita che la pena deve essere volta al reinserimento del reo nella societ. Se non posso mai più uscire dal carcere, come potrò mai reinserirmi nella società? L’ergastolo è in netto contrasto con la Costituzione.

Quindi, Sig.ra D’Urso, quando nella sua trasmissione lei  lascia passare il messaggio che in Italia l’ergastolo non esiste, quando lascia passare il messaggio che un assassino al massimo fra 3 anni sarà libero, quando lascia passare il messagio che in Italia non c’è la certezza della pena, non sta facendo INFORMAZINE, ma DISINFORMAZIONE, tradendo anche la sua stessa professione di giornalista.

Le dico che in Italia c’è l’ergastolo e che ci sono circa 1400 ergastolani che per legge non potranno mai uscire dal carcere. Anche se un giudice volesse farli uscire, non potrebbe per legge. Le dico che non esiste che  un assassino dopo tre anni sarà fuori, perché in tre anni in Italia non avrà fatto nemmeno il processo di primo grado. Le dico che in Italia c’è la certezza della pena, ci sono persone che sono in carceere da 20 – 30 – 40 e finanche 52 anni, come ricorderà di quel signore di Salerno dimenticao in manicomio.

Fa specie a volte sentire anche certi avvocati che intervengono nella sua trasmissione, sostenere certe tesi, mentendo sapendo di mentire. La casalinga che è a  casa e vi ascolta e non conosce queste realtà, sicuro avvertirà le vostre bugie come verità e svilupperà un senso di incertezza che è poii quello che desiderate per nascondere le relative magagne.

Cosa ne pensa dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, e che dopo innumerevoli arresti pubblicizzati ovunque.. i latitanti sono sempre 30? Non le sembra strano?

Chi le parla era un ragazzo di 18 anni che oggi ne ha 36 ed è un uomo sposato con due figli, che è stato condannato ad una pena di 30 anni perché giudicato colpevole di reati molto gravi. Vada oltre alla “semplicità” dello status di colpevole o innocente.. ma..

SECONDO LA SUA OPINIONE UN RAGAZZO DI 18 ANNI E’ LA STESSA PERSONA DI UN UOMO DI 36 ANNI?

In uno stato civile, tenerlo in carcere tutta la vita, riporterà indietro la persona che presumibilmente ha ucciso? Sarà in questo modo fatta giustizia o semplicemente appagato il comune senso di vendetta? E con  il principio della vendetta non si è sullo stesso piano dell’assassino? Lei se rompe un vetro lo ripagherà con 100 euro. Quale è il prezzo per una vita? Non c’è! E non può essere quello di un’altra vita, in uno stato di diritto come si definisce l’Italia.

Il codice di Hammurabi predicava occhio per occhio, e dente per dente. Che lavoro è insinuare la cultura del sospetto? Non è fare quello che state facendo con quelle due ragazze cugine di Sara, formulando ipotesi fantascientifiche che agli occhi del telespettatore diventano verità assolute? Se qualche folle farà un gesto sconsiderato contro quelle due ragazze, voi vi sentirete innocenti?

Gent.ma Sig.ra Barbara D’Urso, quando parla di carcere e certezza della pena, si informi, si documenti e distingua i vari casi. Nella puntata del 11.10.2010 si è sentito fare l’esempio di Angelo Izzo (alro porco), del tutto fuori luogo e realtà distorta, perché si è omesso di riferire che Angelo Izzo era un collaboratore di giustizia, usato e premiato con la libertà, mettendo altri al so posto e che poi lo si è ritrovato a commettere un altro reeato infamante. Vi scandalizzate quando uno esce per l’indulto, e non vi scandalizzava quando una persona che si è autoaccusata di centinaia di omidici, poiché collabora con la giustizia, non fa un giorno di carcere?

Sono consapevole che non cambierà nulla perché non può, non dirà una sola parola di quanto le ho detto, perché non può, ma ci tenevo a farle sapere quello che penso, e farle sapere che ci tiene compagnia per lunghi pomeriggi sempre uguali, chiusi  3m quadrati, che ci piace quando combatte per i diritti delle donne, quando combatte per difendere le donne e i diritti di tutte le minoranze e di chi è più debole.

Le invio un pò di  materiale per informarsi sul carcere, sulla pena e sulle PERSONE  che “vivono”  in carcere. Magari la curiosità prenderà l sopravvento e andrà a dare una occhiata.

Personalmente non mi piace fare vittimismo, la mia filosofia è: hai voluto la bicicletta? E ora pedala. Lei, campana, conoscerà questo detto popolare. Io sono di Pagani (Salerno). Hai sbagliato? E’ giusto che paghi. E paghiamo. Il problema è l’ingiustizia, le bugie che vengono dette. Non si può andare in Europa e vantarsi che siamo un paese civile, lamentandoci di Guantanamo, quando sappiamo benissimo che in Italia c’è di peggio.

Almeno dicessero la verità.

Ecco, mi fermo qua, ringraziandola del suo tempo,

con l’affetto per la dott.ssa Giò e scusandomi per i toni un pò duri.

Il detenuto     Francesco Annunziata

P.S.: continuo a guardarla, ma qualche volta spengo..:-)

P.S.II: si è mai chiesta cosa significa trascorrere 10-20-30 anni chiuso in quattro mura? Si indigna per gli animali chiusi in spazi troppo stretti, quasi quasi per un carcerato converrebbe essere un animale, mi creda… avrebbe meno doveri e più diritti.