Giovanni De Tommasi, continua il resoconto, di cui abbiamo già pubblicato la prima parte (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/07/17/incontro-del-terzo-tipo-tra-un-ergastolano-e-unaltra-forma-di-vita-prima-parte/) dell’incontro da lui avuto con una forma di vita extraterrestre. Naturalmente gli credo.. perché dovrei credere che questo incontro non sia realmente avvenuto?..:-).

Certo il Marziano, “Marzi” sa porre le domande giuste.. in questo incontro piano piano si sviscerano tematiche forti, che riguardano la giustizia, e soprattutto le magagne, i bachi marci e morti in essa, almeno secondo lo sguardo di Giovanni. E più si avanza, più il clima goliardico e giocoso dato dal dialogo surreale non nasconde mai, nonostante lo stile ironico, la forte indignazione verso un meccanismo dalle mille porte, un giocattolo impazzito nelle mani di burattinai.. scenari sinistri e ambigui, sotto il cielo opaco del proliferare di pentiti, molte volte “imbeccati”.. e sullo sfondo di processi sommari, manipolazioni e carriere.

Comunque la si pensi, è un lavoro interessante quello che sta facendo Giovanni De Tommasi. E l’idea di renderlo in forma “dialogica” è azzecatissima. Sta infatti trattando temi che, se posti in forma di saggio o monologo, sarebbero pesanti, ardui e ostici per tanti.. mentre in forma di “dialogo a due” non stancano… e così il messaggio che si vuole comunicare giunge a destinazione.

Questo film, questo dialogo.. questo Steven Spilbera e Robert Zemekis in forma “carceraia all’italiana”… questo “incontro del terzo tipo”.. non è ancora finito. 

Alla prossima puntata..

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“No! Giovanni sto solo pensando a garantirmi un veloce ritorno al diritto. Ma mi inquieta il tuo teorema, che sviluppi su questa parte della terra, e me va di farti questa domanda.”

“Dì Marzi!”

“Ma te Giovanni, per essere carcerato o prigioniero, come desideri il termine?”

“Prigioniero Marzi…”

“.. dicevo.. per essere tale.. hai violato le leggi del vostro codice penale?”

“Bella domanda Marzi, ma in seguito ti potrò rispondere. Per il momento sai come ti rispondo?”

“Dimmi!”

“Che provengo da un Sud annichilito e per di più criminalizzato”.

“Giovanni, la tua risposta non è consona al mio significato della domanda”.

“Té! Come spesso accade Marzi, cerchi di capire a priori se io sia quel criminale che etichetta il sistema. Cos’è, amico alieno?.. non sarei credibile?”.

“No! Giovanni non maturare il pensiero prima. Io sono qua solo per capire e fare delle mie analisi per il nostro scopo”.

“Sai, Giovanni, noi nel nostro giudizio prima cerchiamo di capire l’essenza dell’essere”.

“Ecco Marzi. Questo tuo pensiero mi soddisfa, in quanto è legato a giudizi razionali. Notando, Marzi, che hai esaudito il mio concetto espresso. Prima che io possa rispondere con efficacia alla tua domanda, bisogna che tu comprenda bene certe fonti di pensiero che attualmente sono dominanti in questo paese. In modo diverso, se non sprai cosa comportano queste fonti di pensiero, in te matureranno dei preconcetti. E sappi Marzi, di preconcetti si fanno vivere le masse, che soggiogate da certe propagande dei midia, dove il giustizialismo è epopea dominante di quei classici giocolieri di parole (io li definisco così), dove le avidità dei poteri eclissano le tante problematiche, dando sfoggio a quelle propagande di emergenze criminali”.

“Qua rasenti il dramma, Giovanni”.

“Ne è pieno questo paese di drammi, Marzi. Specie se tali drammi compongono dei fattori di artefatti”.

“In che senso Giovanni?”

“Amico alieno, il senso lo capirai nel momento che il nostro colloquio si approfondirà”.

“Allora Giovanni, inizia a farmi comprendere queste fonti dominanti di pensiero che sostieni ci siano qua da voi”.

“In sintesi, abbiamo discusso del giustizialismo”.

“Sì! Mi hai già fatto un accenno amico terrestre. Io, Giovanni, sostengo che questa forma sia una cosiddetta perversione mentale. Te ne ho già parlato, da dove provengo prolifera la giustizia e tali concetti da noi non esistono; e non vi è alcuno che possa allontanarsi  dal giusto senso di giustizia. E anche se da noi non sappiamo cosa sia questa forma giustizialista, nessuno può sconfinare i parametri della Giustizia. Ma, Giovanni, voglio che mi parli di questa forma di giustizialismo che esiste da voi”.

“Sappi Marzi, il giustizialismo è distante dalle logiche di una democrazia, calpesta ogni diritto e viola i diritti costituzionali e giuridici; ed affinché lo si possa giustificare si enfatizza l’emergenza criminale. Devi sapee che questo paese è dominato ormai da decenni di emergenze. Ed il giustizialismo in questo paese fa cassa, lo sai?

“Come “cassa”, Giovanni?”.

“Questa concezione di pensiero rende assai Marzi”.

“Voglio farti questa domanda, amico terrestre. Perché quà da voi il vostro sistema  deve vestire certi panni?”

“La domanda capisco che viene spontanea,e  con ciò ti poni un’analisi della tua venuta in questa parte del pianeta. Rispondendoti che l’emergenza enfatizzata serve affinché il sistema  porti una certa logica politica che, se si vuole definirla per quei loro concetti, la si può definire la logica dell’industria del crimine”.

“Ma cosa mi dici, Giovanni? Una industria del crimine non esiste”.

“Calma ed ascolta amico alieno!”

“Ma una industria è ben altra cosa, amico terrestre”.

“Marzi.. non correre. So cosa significa industria”.

“Innanzitutto crea occupazione, Giovanni”.

“E la loro industria non crea occupazione? Ora ti elenco cosa ruota intorno a questa industria”.

“Allora provaci Giovanni, sono curioso”.

“Forze di polizia ne abbiamo diverse, in esse anche con svariate denominazioni. Attorno al sistema giustizia ruota l’apparato più concentrico, e più interattivo.. ed unitamente alle forze di polizia, si alimenta e si sviluppa il prodotto per l’idnustria. Questo è il sistema inquisitorio, poi vi è il sistema giudicante. Stai attento, che nulla cambia. In questo sistema troviamo segretari, cancellieri, le varie scorte. Poi vi sono i processi che questo sistema inquisitorio produce e crea, con durata di anni e anni. Qua, Marzi, si producono processi he hanno un forte nesso di propaganda. E questi amico alineo vengono definiti maxi-processi”.

“Perché li chiamano così, Giovanni'”

“Per la mole delle persone che vengono portate a giudizio. 200, 300, 400, oppure 500 persone. Questi sono i processi di  mssa. Ed oltretutto, amico alieno, i cosiddetti processi sommari”.

“Giovanni, cosa significa processi di massa o sommari'”

“Amico Marzi, che giudizio mai si puà dare, con serenità, in processi del genere?!? Pertanto sono dei calderoni, dove non è il reo che si cerca. Il tutto fa parte di certe logiche giustizialist, e la propaganda enfatizza gli architettosi castelli accusatori che si costruiscono. E non è il diritto che vige nei vari processi. Nei processi sommari non può esistere un’equità di giustizia né tantomento subentra quella serenità di giudizio in calderoni del genere. Per cui, Marzi, questa è l’industria del giustizialismo. Una volta entrato in questi calderoni, prima ti riscaldano ben bene, poi ti preparano quel loculo adatto, creandoti ostatività giuridiche da tutte le parti, in modo che tu sia parcheggiato per eventuali bisogni di carrieristi futuri”.

“Giovanni, mi fai venire voglia di riscaldare i motori”.

“Attento, amico alieno. Vi è ancora da capire, perché si potrebbe correre qualche rischio che tu il messaggio non lo recepisca bene, e sul tuo pianeta alla fine non potrebbero capire tanto bene quello che dirai di quà, della terra;  e si potrebbe verificare che inviino altri alieni in avanscoperta, nel caso che tu, Marzi, non avessi afferrato bene il concetto democratico di questa nazione. Vi evito un altro viaggio Marzi”.

“Dai, su Giovanni.. non prendermi per rincoglionito. Ti ascolto con interesse e sto comprendendo bene quanto dici”.

“Scusami allora, amico alieno. Essere bombardato da questi giudizi, su questa parte della terra, avrà certamente maturato il preconcetto. Ed allora non assumere preconcetti di me, alieno”.

“Anche se intendo capire, un certo timore me lo susciti. Ma andiamo avanti, amico terrestre”.

“Restando all’argomento processi, incontrimo poi quella figura enigmatica.. una figura ben remunerata. Questi sono i pentiti. Poi subentra il mantenimento ai loro familiari. Che c’è amico alieno.. ti agiti?

“Non lo so, ma questa parola.. pentito.. mi sconcerta. E’ una mia sensazione, Giovanni”.

“Ti capisco, amico alieno, e vieni da un altro mondo dove credo che non ci siano queste figure”.

“Lo credi bene, Giovanni. Il notro sistema non pagherebbe genete del genere. Ma, alla fine chi sono?”

“Marzi.. è gente disposta a vendere figli, madri, e ogni genere che li circonda. Non sanno cosa sia un senso morale. Tutto è predisposto in loro intorno all’interesse. Se non fossero pagati non sarebbero manipolati e pilotati. Pertanto vigono due tipi di interesse per loro. NOn farsi la galera… e prendere dei soldi. La figura è una delle più subdole, e basta approfondire un’analisi di quanto lasciano per iscritto (i cosiddetti verbali processuali), per capirne le menzogne. Gli inquisitori creano gli impianti processuali, i cosiddetti Teoremi, e loro formulano le accuse. Gli indirizzi delle accuse li sanno già.. glieli fanno comprendere. Ma ne discuteremo con calma di questi, ed il modo che spesso si attua per ottenere queste figure. Restando sempre, Marzi, sull’argomento industria, vi ruota poi il sistema carcere. Questo si amplifica sempre di più, l’industria prospera e richiede espansione. Poi vi è quel sistema dell’informazione, di cui ne abbiamo parlato in sintesi. Qua si manifesta quella cronaca propagandistica che fa trend”.

“Come trend, Giovanni?”

“Dai amico alieno, i media seguono una direttiva per inculcare concetti, e spesso distorcono la realtà. Poi subentriamo in altre strutture, e qua si blocca tutto il garantismo. Con più enfasi, ci imperano i giustizialisti e se ne procacciano altri per carriere. In questo campo la garanzia del diritto è utopia, ed entriamo nel santuario dell’antimafia. L’industria qua prende un aspetto biforme, Marzi, in quanto il prodotto ha un altro concetto di trattamento. Qua vige quel concetto della giustizia “a doppio binario”. E stai attento Marzi.. non lo ammetteranno mai questo. E’ anticostituzionale.”

“Giovanni, eppure le fanno”.

“L’industria che gestiscono deve portare avanti questo concetto”.

“Ma questa parola, Giovanni, non mi è nuova. Sembra oltretutto di averla sentita, però più piccola, la parola”.

“Molto probabilmente la parola che avrai sentito è.. mafia”.

“Sì! Sì! Sì! Giovanni ricordo.. sul nostro pianeta abbiamo sentito di queste mafie. Devono essere qualcosa di terrificante queste mafie, Giovanni”.

“Lo dici a me che è terrificante, Marzi? Per questo concetto sono stato deportato e reso ergastolano ostativo. Vuoi che non sia terrificante per me?”

“Ti devo dire, Giovanni, che questa parola, mafia, la usiamo spesso, anche noi”.

“Davvero Marzi'”

“Sì! Amico terrestre.. quietiamo i capricci dei nostri bambini..”

” E cosa gli dite Marzi?”.

“Che li spediamo al Sud del pianeta Terra, in Italia, dalle mafie, e subito fanno i bravi. Hanno una paura di questa parola, Giovanni”.

“Vedi quanto è efficace la propaganda, Marzi? Sul vostro pianeta la parola Mafie quieta i vostri bambini e li spinge a non fare i cattivi. Per cui, quando ti ho detto che anche nel vostro pianeta la propaganda ha soggiogato voi, te, Marzi, mi hai quasi aggredito verbalmente, dicendomi che voi del pianeta Cart non vi fate soggiogare dalle propagande”.

“Ed in qual modo la vostra propaganda di informazione ha soggiogato noi?”.

“Marzi è sempllice. Anche voi vi avvalete del concetto di quella parola, Mafie, anche se in piccole dimensioni, e per fini pacifici, per quietare gli spirriti dei vostri ragazzini”.

“Bhe Giovanni, devo ammetterlo, sì! La vostra propaganda ha influito a che si usasse la parola Mafie.. credevamo, dal risultato che dava, che fosse più efficiente delle favole degli orchi”.

“All’opposto di voi, amico alineo, qua chi fa il cattivo, ed in questi casi trattasi non di bambini ma dei giustizialisti, se ne è appropriato della parola Mafie. Occorre fare tendenza sulla massa, specie quando i cattivi sono stati quei giustizialisti, come ti ho detto”.

“Sì! Ora afferro il tuo concetto Giovanni”.

“Credo che lo saprai, Marzi, gli imput mediatici propagandati con vigore lavorano sulle cognizioni mentali, e si fa credere quello che si desidera, ed alla fine le vere storie normali, di qualsiasi natura esse siano, il vero nesso della realtà.. è sempre una incognita”.

“Sì, amico terrestre. Condivido quanto i sistemi usino l’azione mediatica per inculcare concetti; e quanto si distorce la realtà. Ma fammi capire quel discorso che mi hai fatto sulla tendenza, Giovanni”.

“Allora, i furbetti altolocati di questa parte della Terra, Marzi, si sono appropriati di un lessico convincente. Conoscono l’arte della comunicazione. Questa li rende convincente, specie quando non esiste replica. Ed oltretutto sanno fare il gioco delle tre carte”.

“Che cosa è il gioco delle tre carte, Giovanni?”.

“Come, amico alieno.. milioni di anni luce più progrediti.. e non sai il gioco delle tre carte?”.

“No! Non lo so”.

“Chi gestisce il gioco, Marzi, non perde mai. Il proprio interesse è sempre attivo”.

“Ah, questo è il gioco delle tre carte.. interessante, Giovanni. E quei furbetti a cui ti riferisci, sono nei vari sistemi?”.

“Sì! Qua ruotano diverse categorie di più settori. Gestiscono i loro potere e, a seconda dei propri animi, e della propria formazione individuale, assumono l’io dell’onnipotenza. Certamente, con quella concezione di pensiero le fasce deboli debbono essere sottomesse.. ma, nello stesso tempo, quell’io di onnipotenza si frantuma, quando interagiscono con ltri esseri di potere. Questo è il sistema della scala gerarchica, Marzi! Quella del potere”.

“Ma questa, amico terrestre, non è una concezione di uguaglianza!”.

“Bhé! Amico Marzi, è costituito e sancito questo principio etico-politico di parità; ma sai, qua da noi, si fece fuori la vera ideologia.. quell’ideologia che difendeva i diritti delle masse o fasce deboli, per dar posto alla concezione capitalistica. Pertanto, Marzi, questa nuova tendenza è orientamento sempre. E questo orientamento chi lo decide?”

“Sì! Il potere. Giovanni lo so questo”.

“Allora, anche da voi si fa tendenza?”.

“Giovanni, ogni sistema ha la propria tendenza. Questo si sa, anche se a me era nuova questa parola. Ma il nostro ordinamento è incentrato sull’uguaglianza e sulla vera giustizia dei diritti garantiti a tutti. Te ne ho parlato in merito. Ma, come sempre, Giovanni, nel nostro colloquio mi susciti quell’interesse del sapere. Ora fammi capire bene quel concetto, dal quale il sistema estrapola quel pensiero di alimentare l’industria del crimine”.

“Anche se è un discorso assai più ampio, perché i fatto ri sono molteplici e ne vengono fuori persecuzioni individuali, che non lasciano scelte, affronteremo quest’argomento del  no lasciare scelte con cronologia di argomento.. ma, amico alieno, partiamo da una base di fondo. Un’industria ha il suo capitale, crea il suo prodotto,e  ne ricava un guadagno, giusto?”

“Sì, amico terrestre, l’industria si fonda sull’organizzazione della produzione. Tutto tutto ruota intorno a ciò che produce e poi si vende”.

“Ora, Marzi, cerca di afferrare il concetto che ti porto. Un Sud non sviluppato economicamente.. dimmi.. cosa crea?

“Giovanni.. semplice disoccupazione”.

“La disoccupazione a cosa porta? In molti casi alla necessità di vivere. In altri casi subentra disperazione,e d allora si arriva di fronte a reaaltà che spesso si nascondono. Poi subentrano le culture. Molto spesso ci si scontra con quelle arroganze dell’io onnipotente, di cui ti ho parlato. Perché la necessità di arrangiarsi porta a violare le leggi del sistem, amico alieno. Ecco che poi, Marzi, ti affacci in quella logica di chi vuole e brama lo scopo recondito dell’industria del crimine. Pertanto, amico alieno, si diventà prodotti dell’industria. Ed il sistema non cerca le alternative adatte, o non le vuole; in quanto per esso sembra più efficiente avere prospera l’industria per  l’efficace rendita. “

“Vai avanti , amico terrestre. Il mio essere lungimirante inizia a farmi comprendere”.

“Ora, amico aliento, entrato in questa logica e concepito il ricavato dal prodotto della loro industria. Può non accadere mai he questo venga a mancare, e se mancasse non lo si dovrebbe trovare”.

“Certo Giovanni, e per fare sviluppare sempre di più la loro industria.. ammettono il prodotto. Si ricorre a quella forma repressivi, dove i disagi di una disoccupazione… sono evidenti. Ma, amico mio alieno, poi entra in campo l’alto fattore”.

“Scommetto, amico terrestre, la propaganda vero?”  Per tutti i giustizialisti, l’ho letta sì! Giovanni, è certamente per una questione di logica.

“Ora, amico alieno, entrato in questa logica, e concepito il ricavo del prodotto della loro industria, può mai accadere che questo venga a mancare. E se mancasse, non lo si dovrebbe trovare”.

“Certo Giovanni”.

” E per fare sviluppare sempre di più la loro industria. Si ricorre a quella forma repressiva, dove i disagi di una disoccupazione sono evidenti. Ma,, amico Alieno, poi entra in campo l’altro fattore”.

“Scommeto, amico terrestre, la propaganda, vero'”.

” Cosa ti risento dire, propaganda Marzi?”

“Per tutti i giustizialisi. L’ho detta.. sì! Giovanni…  e certamente per una questione di logica, lo devo ammettere, mi fai dire quello che non concepivo. Noi, Giovanni, aborriamo questi concetti di propaganda, in quanto etichettano in senso negativo una nazione, cercando d non esportare concetti di etica morale fuori dalle sfere del proprio vivere, ed un nostro principio istituzionale è la crescita e lo sviluppo. Su questo si può accettre da noi quella che voi qua definite propaganda, amico terrestre”.

“Però, amico alieno, ti sto addentrando nel concetto di questo sistema, e spero che non  ne vorrai cogliere il nesso per esportarlo”.

“No, amico terrestre. Andiamo calmi. Te l’ho espresso il pensiero. Ascolto sì, la tua analisi che mi esponi; ma queste relazioni non possono appartenere al pianeta Cart, e tantomeno sono materializzabili su da noi”.

“Ma la nostra propaganda ti ha portato qua; e per giunta in un filiale di questa industria, Marzi. Eri l’unico non dormiente, ricordi?”

“Sì!”

“Marzi, a volte non dormo perché, dopo 22 anni in questi perimetri ho dovuto raffinare l’arte della telepatia. Ci sono stato costretto”.

“Come, Giovanni, sei stato costretto alla comunicazione telepatica? Mi incuriosisce tutto questo”.

“Sai, Marzi, quando un sistema ti deporta per 22 anni, attaccandoti con tutto il proprio potere giustizialista.. ti allontana e deforma i rapporti con i propri cari.. in quanto non esige il tuo cambiamento, ma la tua resa incondizionata, e stabilisce le privazioni anche nei tuoi affetti.. non comprendendo che, in 22 anni in questi luoghi, le difficoltà che si sono maturate sono ampie… e quanto in quei 22 anni è mutato in te. Per tanto, amico alieno, per questi resti sempre il prodotto della loro industria, da manipolare e riciclare secondo le esigenze che si presentano. E’ la storia individuale che ti porti dietro, amico alieno. Ma ne discuteremo ancora”.

“E’ interessante, amico terrestre, capire cosa vi è dietro a certe storie”.

“Ed allora, Marzi, si sceglie l’arte della telepatia per poter comunicare con un tuo familiare. Lo si esonera dal contatto fisico, in quanto non si abbia quel rischio che un carrierista giustizialista, suffragato da esperienze  dettatigli dal momento, non si avvalga di quelle loro creature recondite e di castelli costruiti per tenere in piedi quei teoremi precostituiti. Ed allora si fanno scelte, amico alieno”.

“Capisco Giovanni.. perché hai scelto la comunicazione telepatica con i tuoi cari. S corre il rischio che anche essi possano diventare prodotto di queta loro industria”.

“L’ho già vissuto amico alieno. Pertanto, Marzi, non dormivo perché ero concentrato a comunicare telepaticamente”.

“Mi accorgo, Giovanni, che questi giustizialisti occupano la tua mente”.

“In parte sì, Marzi; per quel motivo di essere stato reso ostativo e, perché oltretutto non intendono che io lasci questa loro industria. Per questi sono un prodotto ancora efficace e remunerativo. Ma non solo io, tanti del Sud, amico alieno”.

“Allora, Giovanni, la propaganda viene incitata dal sistema che gestisce questa industria”.

“Ne abbiamo parlato di come è sottoposta l’informazione. Ed è questa che divulga il pensiero, applcando concetti emergenziali per orientare le masse ed, a seconda poi delle esigenze del sistema, vengono date notizie per dare qui risvolti dovuti, Marzi.”

“Ma dimmi, Giovanni, lo dicono apertamente di essere giustizialisti?”.

“Non lo farebbero mai, specie chi ha cariche istituzionali. Pongono il tutto sotto l’etica della legalità, Marzi, e  non l’ammetteranno mai quella loro propria forma giustizialista. Sanno bene che questa Repubblica è fondata su dei principi costituzionali di diritti e garanzie. Se ne guardano bene dall’affermare le violazioni di questi concetti dichirandosi giustizialisti. Verrebbe minata così la stessa credibilità del concetto democratico”.

“Interessante, per il mio scopo qua da voi, Giovanni”.

“Questa forma giustizialista, Marzi, alimentò più menti negli anni ’90. Vi fu un cambiamento totale, che rivoluzionò molto in questa nazione. Fu allora che una nuova classe dirigente si presentò come paladina della legalità, per ottenere il consenso di massa. Ideologie dei sistemi furono messe da parte, in quanto l’estremismo ideologico non aveva consensi presso la pubbllica opinione. Ed allora i sistemi di partito svilupparono un’altra visione di ptere. Si cambiò la sostanza, ma non la forma, e tutto si inglobò in un concetto capitalistico”.

“Capisco, Giovanni. Ed in questi csi fu alimentata l’industria che hai esposto sotto quella prospettiva del giustizialismo”.

“Da quel momento si formarono gli ergastolani osttivi del Sud.. diventò elemento primario del prodotto. E ti chiedo, amico alieno, hai compreso dove lo si ricava il prodotto?”.

“Credo di averlo compreso, Giovanni.. dal vostro Sud?”

“Bravo Marzi.. da quel Sud annichilito e criminalizzato”.

“Ora capisco, amico terrestre, il motivo per cui non hai risposto subito alla mia domanda in merito al tuo essere prigioniero; e voglio dirti che noi eravamo fiduciosi della vostra democrazia”.

“Aspetta Marzi! Ti sento dire ‘eravamo’.. com mai?”

“Uso il plurale, perché mi faccio carico di decidere ed uno il condizionale in quanto mi fai un quadro, Giovanni, della situazione, che fa riflettere molto”.

“Eh!! Amico alieno, ti sei fatta tutta questa via lattea per un quadro che fa riflettere; appena ti compongo la cornice, i reattori della tua  navicella sfrutteranno tutta la loro potenza, affinché la messa in orbita ti faccia allontanare quanto prima da questo casino e tu posssa ritrovarti subito nella galassia”.

“Perché dovrei avere tutta questa fretta Giovanni?”

“Perché rinuncereste al vostro progetto, Marzi”.

“E se io ti dicessi che potrei, con i miei poteri, cambiare le menti di coloro che mettono in atto questo giustizialismo, amico terreste?”.

“Marzi, non mi va di avere un alieno fisso nella mia cella, che possa credere che qua ci sia un sistema demcratico, per quanto ti dico che potrei montare un’altra branda sulla mia. Che fai, ti tocchi? Sei pure un alieno superstizioso?”.

“E’ precauzione Giovanni. Però mi chiedo.. come potrebbero trattenermi e rendermi prodotto come te, in questo paese?”

“Certamente amico alieno, vieni da un altro pianeta, credi nei diritti democratici, e ignori del tutto quei fattori di artefatti”.

“Ma io dimostrerei che sono un incensurato”.

“Qui puoi dimostrare ciò che vuoi, amico alieno. Non conta, ed ora ti spiego come ti rendono prodotto. Manipolerebbero nella loro industria, e e subito fanno uscire un paio di pentiti, ti accuserebbero 3-4 di loro, per avere sentito dire da altri.. che hanno visto nei cieli del Sud un mafioso aggirarsi su una navicella spaziale, atterrare, ed in alieno confabulare con mafiosi. Dopo averti fatto prigioniero, in quanto i tuoi poteri non sarebbero efficaci con i giustizialisti, ti porterebbero davanti agli inquisitori dell’antimafia, e formulerebbero per te, amico alieno,  un accusa di 416bis”.

“Cosa sono, Giovanni, questi numeri?”

“Amico Marzi.. questi sì!.. che sono numeri. E che numeri! Con questi ti etichettano mafioso”.

“Giovanni, per sentito dire da 3-4 pentiti potrebbero formularmi un’accusa da genere?”.

“Potrebbero qua, amico alieno. Non usare proprio il condizionale, in questi casi, perché non ci sta proprio”.

“Ma, amico terrestre.. devono almeno avere le prove per dire che io mi aggirava in quei cieli del Sud mafioso, e che confabulavo con mafiosi”.

“La prova Marzi!! Se non hai crompreso, la prova così è già creata, proprio con le tre dichiarazioni di pentiti. Ma ne bastano pure due, a volte anche uno. Dipende da chi ti giudica, e quanta propaganda fanno su di te”.

“Ed i processi vengono poi fatti per sentito dire, Giovanni?”

“Non solo.. è certa pure la condanna? E sai perché, Marzi? Perché il sentito dire da 2, o 3, o 4 pentiti viene definito un “riscontro incrociato” alle loro dichiarazioni. Oppure Marzi le definiscono “dichiarazioni convergenti”.

“Interessante questa forma di procedura, amico terrestre”.

“Che c’è che ti soddisfa, amico alieno.. non dirmi che stai entrando nella logica del posteriore?”.

“Amico terrestre, il mio termine “interessante” vuole significare una battuta. Evito di dire altro”.

“Qualcosa di alieno, Marzi”.

“Bhé, mettiamola così. Ma cos’è quest’altra logica del posteriore, Giovanni?”.

“E’ il modo che ti pone la scienza giuridica”.

“Ah, è quel modo dove sai di essere stato fottuto solo alla fine, vero Giovanni?”

“Che c’è… ti fa sorridere il concetto, Marzi?”

“Sorrido fino a un certo punto, Giovanni”.

“E fai bene, Marzi”.

“Mi sto rendendo conto che questa forma di scienza giuridica ha assunto una connotazione bizzarra, Giovanni”.

“In che senso, Marzi?”.

“Nel senso che estrapola da un contesto di soggetti, determinati fatti, e superficialmente li pone sul piedistallo della credibilità, dando un’assoluta fiducia in quello che si dice, mancando di certezze di prove, Giovanni”.

“Lo so bene, Marzi”.

” E come è stata formulata la legge su questi  pentiti, amico terrestre?”.

“Formulata e di recente riformulata.. e quanto è scritto e sancito manifesta un discreto diritto, ma poi si stravolge sempre”.

“In che modo si stravolge, amico terrestre?”.

“Ti faccio un esempio Marzi: la legge dice, che le dichiarazione  dei pentiti devono essere riscontrate intrinsecamente ed estrinsecamente; cioé il riscontro alle loro accuse deve essere interno ed esterno. Non so lo in questi casi devono concordarsi sul loro dire, ma devono dare il modo che ciò che dicono sia riscontrato esternamente, cioè con indagini fatte, Marzi”.

“E le indagini non le fanno, Giovanni?”.

“Sì! Col luminol, amico alieno”.

“Che cosa è sto luminol ora, Giovanni?”.

“E’ una lampada portatile magica”.

“Ma dai, Giovanni, mi prendi in giro?”.

“In giro, amico alieno? Le indagini sui miei processi, sono state fatte col Luminol”.

“E che fa sto Luminol magico, Giovanni?”.

“Io non l’ho mai visto, ma dicono che una volta acceso esce il fatto, ed il pentito così sarà credibile”.

“E che tecnologia del menga è questa? Noi anni luce più avanzati, non arriviamo a tanto, amico terrestre”.

“Te l’ho detto, Marzi, qua sei in Italia, e non puoi credere quanto sia pieno di maghi questo paese. Leggono nelle sfere. Hanno i pendoli, e prendono per il culo. Che fai amico alieno, ridi?”

“Rido sì, Giovanni”.

“Ti preoccupi Marzi? Non vuoi sorvolarlo?”.

“Per nulla a questo mondo, Giovanni.. è molto più garantista la vecchia via. Questo quando me ne andrò, perché ancora mi devi spiegare bene il concetto di ‘sentito dire’, amico terrestre”.

“Ah! Sì! Amico alieno, i è tnto da dire. Devi pensare che spesso usano pure pentiti defunti”.

“Come pentiti defunti, Giovanni?”.

“Dopo 22 anni, Marzi, è successo a me”.

“Me ne devi parlare, Giovanni”.

FINE DELLA SECONDA PARTE