Oggi pubblico un altro dei diari mensili del nostro grande amico Pasquale De Feo, detenuto ad Oristano.
Questo diario fa parte dei diari arretrati di Pasquale che stiamo recuperando grazie alla preziosa collaborazione del nostro Carmeo Musumeci.
Oggi pubblico il diario relativo al mese di gennaio 2019.
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La prossima volta…01/01/2019
Inizia un nuovo anno e come le altre volte ci auguriamo speranza per il prossimo anno, ma nella realtà sono illusioni che ci aiutano ad andare avanti.
Ormai questa vita è andata, mi viene più facile pensare alla prossima.
Se ci sarà. farò sicuramente altre cose.
Se poi ricorderò questa vita-non vita-allora indirizzerò il mio percorso su tutto ciò che non ho potuto realizzare.
Contribuirò a far emergere la grande truffa risorgimentale con annesso genocidio.
Farò di tutto per diventare ricco in modo da poter avere libertà di esaudire tutto ciò che mi piace e dire quello che voglio.
Laurearmi, anche più di una laurea, leggere tanto per arricchire oltre misura la mia cultura.
Desidererei sistemare tutti i miei famigliari, in modo che abbiano una serenità economica.
Mi costruirei una casa dai nonni nel Cilento, dove adesso abita mio padre.
Diventerei un grande creatore di benessere, aiuterei tutti quelli a cui voglio bene.
Sognare è l’unica espressione a cui non possono mettere le manette e neanche la censura.

Desideri senza valore. 02-01-2019

Dalla cattività di oltre un trentennio, sono riuscito ad analizzare la realtà fuori da queste mura con un distacco che aiuta a capire che vivono un’esistenza molto artificiosa.
Tengono a tante cose che non hanno valore, e valori importanti con principi nobili, vengono calpestati senza provare il minimo rimorso.
Come un tempo il potere esigeva che il popolo fosse ignorante, per meglio condurre il “gregge” di pecore; oggi, con l’aiuto dei mass media, si da risalto a “mode” superficiali affinché la popolazione sia plasmata nella leggerezza e si interessi poco alla sostanza che nutre l’anima e dia benessere alla comunità.
L’era digitale ha creato ancora di più questo divario, perché anche le relazioni sociali si sono diradare, prevalgono quelle digitali.
Il controllo del potere sulla società è diventato più agevole, lo si denota anche dalla mancanza di agitazione sociale, metabolizzando ogni cosa senza reagire, di questo passo la popolazione sarà un ottimo gregge di pecore.

Non affitto ai… meridionali. 03-01-2019

Mio padre mi raccontava che quando era migrante in Germania, c’erano cartelli davanti ai ristoranti con scritto “vietato l’entrata ai cani e agli italiani”.
Mi raccontavano parenti emigrati al Nord, che non affittavano le case ai meridionali, anche con cartelli.
Sembravano cose lontane nel tempo, ma purtroppo ho letto un articolo di un quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” in cui raccontava quello che è successo a un ragazzo barese trasferitosi a Milano per lavoro.
Lavora come chef e frequenta anche un’accademia di cucina, vive ospite a casa di amici.
Era in cerca di casa e su face book trova un’offerta di affitto di un monolocale.
Invia al messaggio per affittare la casa, la risposta è negativa con questa motivazione: “Non affitto a extracomunitari, né a persone del Sud Italia”.
Voler lasciar perdere, ma ha ritenuto giusto che bisognava far conoscere questa realtà, così ha denunciato tutto sui sociali, con la registrazione (screenshot) della conversazione.
Il ragazzo ha voluto precisare che per lui essere chiamato “Terrone” non lo ritiene un insulto, perché è orgoglioso delle sue origini meridionali.
Se potessi vorrei far conoscere questo episodio a tutti i meridionali che hanno votato Salvini, un razzista antimeridionale con tanto di video, non credo assolutamente della sua conversione sulla via di “Damasco”.

Giustizia e carceri secondo Papa Francesco. 04-01-2019

Nel mese di settembre avevo scritto una lettera alla Vice Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, inviandogli il discorso di Papa Francesco davanti ai giuristi di tutto il mondo, nella Sala dei Papi in Vaticano il 23 ottobre 2014, e il mio libro “Le Cayenne italiane”.
L’avevo ascoltata mentre era ospite di Augias e Rai Tre, dove presentava il suo libro.
E’stata molto gentile, mi ha risposto e spedito il libro che avevano scritto sul discorso del Papa.
Hanno sezionato il discorso e una ventina di personalità lo hanno commentato, tra cui la stessa Cartabia e c’era anche Carmelo Musumeci.
Nel libro ho trovato tante cose interessanti; anche se, quando si parla di temi cari alla setta giustizialista, i media non gli danno mai risalto, pur trattandosi del Papa.
La cosa sufficiente e che sugli argomenti dell’ergastolo, il 41 bis e anche la carcerazione preventiva, personalità del settore conoscono bene la realtà e le distorsioni anticostituzionali, come le forzature e la creatività giurisprudenziale usata dalla magistratura.
Il titolo del libro è: “Giustizia e carceri secondo Papa Francesco”.
Curato da Patrizio Gonnella e Marco Ruotolo.
Edizione Jaca Book.
Il punto centrale del Papa e che la giustizia sia “Pro-Homine”.
Invita i giuristi a intervenire per limitare il populismo penale che tende alla vendetta.
La società è stata inquinata da politici senza scrupoli con l’aiuto dei media, complici di un clima di caccia alle streghe: “purificare con il fuoco tutti i problemi sociali”.
Come allora si inventarono come capri espiatori, eretici, maghi e streghe, oggi i nemici da buttare in pasto all’opinione pubblica, sono tutti soggetti che sono stati mostrificati; spesso anche intere comunità.
Questo potere senza etica morale, ha bisogno di un mostro che venga colpevolizzato per coprire la causa principale dello sfacelo civico dell’intera popolazione:la corruzione.
Purtroppo la gente viene condizionata dalla Tv e da certi figuri che manipolano la realtà in funzione degli interessi di chi gestisce il paese.
La magistratura che da ordine è diventata una casta con un potere abnorme, è il massimo garante di questo sistema, ma anche il più feroce nel proteggere lo status quo.
Perseguita chiunque vuole cambiare le cose, pertanto l’organo che immobilizza il paese non facendolo progredire.
Le pene che vengono ingiustamente inasprite per seguire istanze giustizialiste, non è altro che il ritorno a istanze primitive per una vendetta pubblica, con il fine di controllare la popolazione.
La legge non è uguale per tutti, ma bensì uno strumento affinché l’elite tiene a bada le masse, facendogli credere che lo sia, in questo modo la popolazione diventa il poliziotto di se stessa.
La criminalità o devianza serve per mantenere l’ordine sociale, e quando non c’è abbastanza, in virtù di una legge si criminalizza chi non lo è.
Nelle carceri il sistema non cambia, il metodo è simile: controllare, mostrificare e reprimere.
Con le pene sproporzionate, tra cui l’ergastolo e le torture istituzionalizzate come il 41 bis, cercano di dare l’esempio con la paura.
Questo pone un problema di stato di diritto, se viene calpestato si violenta la democrazia.
Per un paese che si ritiene la culla del diritto, pone un problema di civiltà, perché la mancanza di rispetto dei diritti fondamentali, sanciti anche nella nostra Carta Costituzionale, si ritorna alle monarchie assolute dove il popolo era servitù della gleba.
La devianza di genera nella società, per la maggior parte prodotto dalle sue politiche sociali, pertanto continuare a usare il metodo del capro espiatorio per rimediare al male o in generale ai problemi sociali in nome del diritto penale, quanto del diritto è invece negazione.
I criminali sono una questione che limita la serenità sociale, ma non si parla mai dei crimini del potere che distruggono il futuro delle prossime generazioni.
Concludo con un pezzo estrapolato dal libro “Per essere tutti uguali davanti alla legge penale dovremmo anche avere le medesime opportunità di accedere a modelli di condotte legali.
Inoltre, anche le illegalità dei ricchi dovrebbero essere punite al pari di quelle tipiche dei gruppi sociali posti al fondo della gerarchia sociale”.

L’arroganza della casta. 05-1-2019

Corrado Augias conduce una trasmissione su Rai Tre alle ore 12,30, invita i personaggi che hanno scritto un libro e ne discutono davanti alle scolaresche.
Spesso invita Nicola Gratteri Procuratore Capo del Tribunale di Catanzaro, ormai ne hanno fatto un’icona antimafia, pertanto tutte le corbellerie che dice, Augias, le ritiene “oro colato”.
Non voglio soffermarmi su falsi storici che propina sui libri; avendone scritto varie volte nel diario.
Ma solo su un singolo episodio.
Raccontava un fatto per portarlo come esempio; un presunto mafioso acquista una squadra di calcio, la fa progredire, questo porta entusiasmo e nella tribuna dello stadio si affollano tutte le autorità del paese o della città.
Tutti si congratulano con il presidente della squadra davanti alla popolazione che si trova nello stadio, un’ostentazione di potere.
La cosa che mi ha stupito e che tra le autorità, ha inserito anche il magistrato del luogo, ritenendolo un’autorità e non facente parte di un ordine che amministra la giustizia, ormai si sentono una casta come i politici.
Si ritengono uno dei poteri che gestiscono il paese.
La Costituzione dice un’altra cosa, ma loro vanno avanti sicuri che nessuno li contraddirà; come i vari Augias.
In nessun paese civile e democratico, un giudice dell’accusa viene ritenuto tutto ciò che dice come se fosse il Vangelo.
Negli Usa hanno una legge che limita l’arbitrio dei Pm, invece in Italia sono diventati onnipotenti.

Le classi dominanti. 06-1-2019

Sfogliando un libro di sociologia, mi ha colpito un punto che rispecchia il mio pensiero e credo la maggioranza dei cittadini.
“Le classi dominanti controllano le risorse nella società, e usano la legge come mezzo di controllo.
Il dominio di classe avviene in due modi: creando leggi penali che si incentrano sui comportamenti delle classi inferiori, e quindi criminalizzandole, e diffondendo il mito della legge come strumento al servizio degli interessi di tutti, aggregando così le classi inferiori e cooperare al proprio controllo.
Il sistema penale favorisce i più potenti a discapito dei deboli”.
Certe parole sembrano vecchi vocabolari dell’era comunista, ma si possono cambiare con “le varie elite del potere”al posto di classi dominanti, e tutto rientra ai giorni nostri, ma la sostanza non cambia.
Principalmente questa realtà è molto più accentuata in Italia, dove la maggioranza è il braccio “privato” della legge di chi gestisce il potere del paese.
Lo si evidenzia anche dal fatto che neanche lo 0,50% dei colletti bianchi è in carcere, contro il 9% dei carcerati in Germania e una media europea superiore al 5%.
Non bisogna dimenticare che in Europea la corruzione raggiunge la somma di 120 miliardi di euro, la metà riguarda l’Italia, si può immaginare la stortura.
Il nostro sistema anche se repubblicano, somiglia a quello dei “Principi rinascimentali”.

Kerc.7-1-2019

In Crimea c’è la comunità italiana più dimenticata della storia.
Emigrati al tempo degli Zar, circa duecento anni fa, marinai e contadini provenienti dalla Liguria e la Puglia si trasferirono a Kerch.
Con l’invasione dell’Unione Sovietica, Stalin li deportò in Siberia, ammassati su carri bestiame, come gli ebrei; uno dei sopravvissuti dichiara che: “fu la deportazione più crudele.
Si moriva di freddo, di fame, di stenti”.
Oggi della comunità di 5 mila persone che erano all’inizio della seconda guerra mondiale, ne sono rimasti 500, ma tramite face book sono state ritrovate tante famiglie italiane di Crimea che, stanno pensando di tornare a vivere a Kerch.
Nel 2015 durante la visita di Silvio Berlusconi nella penisola di Crimea, Putin riabilitò la comunità italiana.
I giovani hanno ottenuto borse di studio per varie università italiane.
L’associazione degli italiani di Crimea, è molto attiva con corsi di italiano, pubblicazione di libri e mostre in giro per l’Europa sulla storia della comunità.
Sono convinto che amano l’Italia più i discendenti italiani all’estero che, quelli residenti nel paese.

Erasmus. 8-1-2019

Alterno lettura e scrittura, ma quando non riesco più a prestare attenzione, mi divago una mezz’oretta davanti alla Tv, facendo impazzire il telecomando.
Casualmente attira la mia attenzione una signora anziana che racconta come dopo l’insegnamento a scuola, la sera messo i figli a letto, si metteva a scrivere lettere-manifesto per convincere politici, burocrati ecc., del suo progetto rivoluzionario.
Mi sono incuriosito e seguendo il servizio ho capito di cosa si trattava.
La signora Sofia Madia (spero di aver capito bene il cognome) è stata l’inventrice di Erasmus, per 18 anni ha bombardato tutti quelli che potevano fare qualcosa per realizzare il suo progetto europeo, fino a quando l’Unione europea l’ha sposato ed emanato con Erasmus acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, il programma di mobilità studentesca dell’unione europea, creato nel 1987.
Da tanti anni i giovani degli stati europei possono studiare nelle università di qualsiasi stato che appartiene all’unione europea (anche alcuni che non appartengono all’UE), ringraziando la caparbia di questa insegnante.
Mentre scrivevo mi è passato nella mente le parole del primo astronauta che mise piede sulla Luna “Un piccolo passo per l’uomo, un enorme passo per l’umanità”.
In questo caso un grande passo per l’integrazione degli abitanti del Continente con la crescita dei futuri cittadini europei.
L’Unione Europea ci ha donato 74 anni di pace e di benessere, che è difficile trovare da altre parti, pertanto non bisogna prestare attenzione a certi politici che speculano sulle crisi per salire i gradini politici intercettando i voti della disperazione e della miseria, sparando a zero sul progetto UE.
Credo che fra un secolo, verranno glorificati i personaggi che hanno contribuito alla creazione della comunità europea, e dimenticati i corvi che la denigrano.

L’ambiente plasma le persone.09-1-2019

Ricordo che una volta mio fratello Carmine, ergastolano come me, mi scrisse una frase che non ho più dimenticato: “Chi nasce e vive in un castello, si comporta da castellano, chi nasce e vive in un quartiere tipo favelas si comporterà conforme all’ambiente e la cultura che respira fin da bambino”.
Le parole non erano esattamente queste ma il senso le rispecchia.
Non c’è nessun dubbio che sia così, ormai anche la scienza l’ha certificato.
Il film “Una poltrona per due”, dimostra come l’ambiente plasma le persone.
Due fratelli che incarnano il potere della finanza, fanno una scommessa di un dollaro, cambiare il loro Amministratore con un piccolo ladruncolo.
Con un’accusa falsa fanno arrestare il direttore e lo demoliscono socialmente.
Mettendo il ladruncolo al suo posto, questo si dimostra addirittura più nobile, bravo e onesto del precedente.
Confermando che è l’ambiente e le possibilità che contribuiscono alla formazione morale e sociale di una persona.
Papa Francesco ha dichiarato più volte che la povertà contribuisce alla devianza, e non la si può sanare riempiendo le carceri.

Hong Kong. 10-1-2019

C’è un organismo “Euromonitor International” che misura quali siano le città più visitate al mondo.
Anche se l’Italia ha quattro città fra le prime cinquanta al mondo; unica nazione d’Europa; solo la Cina a pari merito ha quattro città.
Abbiamo città che sono gioielli architettonici in confronto alle prime, purtroppo conta la massa di afflusso dei turisti.
Roma scende dal dodicesimo al quindicesimo posto; Milano scende al trentesimo posto; Venezia è quarantunesimo, e Firenze al quarantasettesimo gradino.
La città più visitata è Hong Kong, seguita da Bangkok e terza Londra.
Con i nostri beni artistici è il made in Italy in tanti campi, dal cibo alla moda ecc., almeno una città tra le prime tre ci sarebbe stata bene, purtroppo la colpa è della cattiva politica, perché Roma viene citata internazionalmente per l’immondizia in mezzo alle strade, questo fa capire il degrado degli amministratori politici.

Il metodo della paura. 11-1-2019

Alcuni mesi fa guardando la trasmissione di Augias su Rai Tre, sono incappato in Rosario Alitalia che presentava il suo libro, mi ha incuriosito l’esposizione che ha fatto e l’ho acquistato: “Il metodo della paura”.
Terrorismi e terroristi, di Rosario Alitalia.
Editori Laterza.
Alitalia è un magistrato, scrive per la rivista di geopolitica “Limes”.
Il 6 dicembre 2017 è stato eletto a New York giudice della Corte Penale Internazionale.
Sulla copertina è scritto che: “Il terrorismo è un metodo funzionale al potere.
E l’uso della paura per soddisfare interessi politici e ideologici.
La sua storia è, essenzialmente, la cronaca di un abuso di umanità”.
Concordo su tutto quello che ha scritto, principalmente nell’usare atti di terrore per potere e strategie geopolitiche, e su questo possiamo ampliare di molto il discorso.
Ci sono due punti che mi saltano agli occhi; il primo è che ha fatto prevalere la sua funzione di magistrato italiano, quando scrive il capitolo che riguarda le stragi mafiose degli anni 90 e il ruolo di Cosa Nostra, mitiga il ruolo della magistratura all’interno del sistema che gestisce il potere nel nostro paese.
Scrive che a “Portella delle Ginestre si voleva sovvertire non l’ordine allora corrente bensì quello futuro”.
Inoltre attesta che: “Le azioni violente servono a fermare con il terrore un processo sociale e politico per riportarlo al sistema vigente di cui l’organizzazione mafiosa è da sempre espressione e garante”.
A Portella delle Ginestre furono i magistrati a non far emergere la verità sui mandanti; nel processo e nelle dichiarazioni di Gaspare Pisciotta braccio destro di Salvatore Giuliano ci sono i mandanti, tra cui il padre del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Negli anni 90 si inventarono addirittura dei pentiti per far accusare degli innocenti.
Perché?
Anche allora volevano fermare il cambiamento?
E come mai hanno pagato solo una marea di poveri cristi?
L’unica cosa certa è che nulla è cambiato, anzi tutto è andato a trascendere, molto peggio di prima.
La magistratura è il garante e il più feroce difensore del sistema che gestisce il potere del paese.
Il secondo punto; cerca di moderarsi quando deve calcare la mano sui nostri “alleati” americani.
Ormai è riconosciuto che il terrorismo mondiale islamico sunnita (a parte quello sciita), finanziato e armato tramite l’Arabia Saudita, fedele alleata degli americani, diventa molto moderato e cerca tra le righe di giustificare gli errori che hanno fatto, e che purtroppo hanno causato centinaia di migliaia di morti, con un numero incalcolabile di feriti, disabili e mutilati.
Concordo con la sua analisi e ne ero convinto anche prima, che il terrorismo islamico è nato con la guerra santa dichiarata in Afganistan per cacciare i russi che avevano invaso il paese.
Ma, quello che non sapevo e ho appreso dal libro e che gli americani addestrarono, armarono e finanziarono gli afgani, ma fecero tutto i pakistani; il dittatore Zia volle che fossero i pakistani ad avere contatto esclusivo con gli afgani che addestravano.
Fra il 1982 e il 1992 l’ISI (servizio segreto pakistano) addestrò circa 35000 militanti musulmani.
Gli americani lo fecero per colpire i sovietici, il nemico numero uno.
Quello che non provvederanno e che avevano creato il più grande e duraturo strumento di morte della storia contro se stessi.
Quel seme del male piantato, si è sviluppato in tutto il mondo.
Il metodo della paura è stato usato da tutte le nazioni come arma per perseguire obiettivi geopolitici, gestire il potere, controllare il dissenso, fare pressioni politiche, diffondere paura e inculcare terrore.
Di conseguenza avviene il superamento dello stato di diritto, quando ciò avviene si istituzionalizza la barbara, perché usando il metro del taglione si inizia l’arbitrio legittimato dalle leggi di stato.
Non vengono menzionati tutti i periodi che sono stati usati metodi per infondere paura e anche terrore, ma sono tanti.
A pag. 234 scrive che: “I crimini contro l’umanità, che consistono in infrazioni della dignità umana sistematiche o su larga scala, da parte di autorità pubbliche o con il loro consenso o tolleranza (tortura…deportazioni, riduzioni in schiavitù, persecuzioni).
Vanno puniti.
Purtroppo queste cose sono successe in Italia, ma l’impunità l’ha fatta da padrone; ancora oggi si perpetua.
Concludo con una frase che mi è molto piaciuta perché si adatta al nostro Paese: “Chi per combattere il nemico cambia se stesso, ha già perso”.

Permesso. 12-01-2019
Ieri sono andato in permesso, le tre ore che mi danno ogni sei mesi, ormai è diventata una routine, ma ogni volta è sempre una emozione che penetra nell’anima e mi riempie il cuore di rimpianti, di quello che è stato e quello che poteva essere.
La realtà non la si può cambiare, né recuperare il tempo perduto, lo si può usare per il futuro, quello che rimane.
Per vivere il quotidiano che ho sognato per tanti anni e la cattività me lo impediva.
Ora il mio pensiero fisso, forse è meglio chiamare sogno, è quello di passare una settimana libero con mio padre, ed è quello il mio obbiettivo, pertanto cercherò con tutto me stesso di convincere il magistrato di sorveglianza a concedermi questo permesso libero.
Mio padre l’ho trovato più invecchiato, ormai ha 81 anni, il tempo è trascorso anche per lui, mi auguro che rimanga tra di noi ancora per molto.

Venderei i beni della Chiesa. 13-1-2019

Tempo fa il Papa dichiarò che bisogna vendere i beni della Chiesa inutilizzabili e usare il ricavato per aiutare i poveri.
Questo Papa sorprende sempre, ma purtroppo ha il potere della Curia che si frappone tra ciò che vorrebbe fare e quello che non gli fanno compiere.
Trascorsi alcuni mesi tutto è piombato nel silenzio censorio di chi non vuole cambiamenti.
Credo che la cosa più importante siano i semi che il Papa sta piantando, sono certo che nel tempo fioriranno, anche perché la Chiesa deve entrare nel terzo millennio se vuole sopravvivere; rimanere ancorato al passato è un suicidio.
La Chiesa è una delle organizzazioni religiose più ricche del mondo, pertanto ha le risorse per aiutare tanta gente, ma purtroppo per la maggior parte lo fa per proselitismo religioso.

Cesare Battisti. 14-1-2019

In Bolivia è stato arrestato Cesare Battisti, riconosciuto da una vicina di casa, hanno partecipato anche poliziotti italiani, con l’aereo pronto per portarlo in Italia.
In Tv ho ascoltato tanti politici, ognuno cercava di essere più feroce di altri.
Siccome l’estradizione è brasiliana e lì non c’è l’ergastolo, pertanto l’Italia deve sottoscrivere che la pena è 30 anni.
Apriti cielo, ognuno cercava di essere più crudele possibile.
Tutti i Tg hanno messo la notizia in bella mostra.
L’impressione che danno e come se l’arresto di Battisti si sono risolti tutti i problemi del paese.
Nella realtà colgono questa occasione per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai reali problemi e dalle incongruenze della politica di governo, ogni promessa elettorale mancata, si inventano una storiella di nemici immaginari o fantasie manine…
Il terrorismo fa parte della nostra storia, sono reati degli anni 70, è stato 37 anni senza commettere reati, pertanto questo accanimento è solo un mezzo usato per fini politici.
Ricordo che il Presidente della Repubblica Cossiga, diede grazia a un pastore sardo con la motivazione di “Buona latitanza”, perché in oltre 30 anni di latitanza non aveva commesso reati, formandosi una famiglia con alcuni figli.
Pertanto sarebbe auspicabile per Battisti e tutti gli altri detenuti politici in carcere da oltre 30 anni, una soluzione politica e chiudere questo periodo doloroso della storia italiana.

Treni a idrogeno. 15-1-2019
L’Italia sta guardando alla tecnologia dei treni a idrogeno per usarli nelle tratte dove non c’è elettrificazione.
In Germania da circa un anno nella regione di Amburgo hanno iniziato a metterli in servizio e fra un paio d’anni saranno 14 convogli alimentati a idrogeno.
Devono creare tutte le infrastrutture che non ci sono, ma la tecnologia c’è pertanto è solo di volontà politica e non soffermandosi sui costi.
I benefici a luogo termine saranno di gran lunga superiore ai costi.

Dedico a tutti i giovani. 16-1-2019
Ho trovato questo scritto in un diario di un soldato italiano che aveva combattuto nelle colonie italiane durante la seconda guerra mondiale.
L’ha pubblicato dopo oltre 50 anni, quando gli è passata l’amarezza per la sconfitta.
L’ho ritengo molto bello e significativo e voglio farlo conoscere, ma principalmente ai giovani d’oggi, molto scarsi di valore.

Dedico a tutti i giovani

Affinché possano comprendere che le avversità della vita potranno si, trasformare i progetti di gioventù in irraggiungibili chimere ma non dovranno abbattersi, per questo: non inciampate nei ciottoli della vita, rimuoveteli, se potete, altrimenti scavalcateli, e non voltatevi a guardare il passo che avete fatto.
La vita del singolo è un episodio, è l’umanità che progredisce nella sua avventura, e voi la rivivete nei vostri figli.
Nessuno sa dove essa arriverà, ma deve proseguire e voi dovrete sentirvi soddisfatti quando a questo progresso avrete contribuito: dovrete sentire profondamente in voi questo stato di “cose”.
Non basta leggere o sentire raccontare ma, come il bue che rumina cibo, una volta apprese, “le cose” sono dentro di voi, dovrete riflettere… meditare… immedesimarsi in esse… farle vostre.
Se non le sentirete in voi, interpretandole, non farete che crescere il vostro tormento, dovuto alle verità non ancora conosciute, al bisogno di verità non ancora assimilate.
Fate sempre il bene per il bene e non badate a chi dovrebbe dare l’esempio buono e invece lo dà cattivo: soltanto i deboli hanno bisogno di esempi, il forte segue la propria strada senza tentennamenti.
Aprite, allora, le vostre menti e trasformate la sconfitta nel punto di partenza per la vostra rinascita.

I passi di un uomo solo. 17-1-2019
L’amico brasiliano prima di Natale mi mandò il suo libro uscito con la collana “l’evasione possibile” curato dall’Associazione Liberarsi, con una bella dedica che mi rallegra il cuore: “A Pasquale amico fraterno del passato e del presente”.
Il libro è composto da racconti, documenti e lettere, ed è molto ben corredato.
Con la prefazione del figlio di Giuliano Capecchi.
“I passi di un solo uomo”, di Sebastiano Prino, Edizione Libri liberi.
La sua foto mentre cavalca e l’autopresentazione, dicono tutto di Bastiano.
Anche lui figlio della povertà e per scalare i gradini della società, per arrivare al benessere e rispetto sociale, gli hanno accusato reati gravi.
Purtroppo invece di elevarsi socialmente è caduto in un abisso peggiore della miseria.
L’elite del paese rubano ed estorcono da veri criminali, ma sono sicuri dell’impunità, perché il sistema di potere che gestisce la nostra terra è mafiosa, con la legalità delle leggi che si sono fatte, perpetuano l’illegalità tenendo nell’indigenza milioni di persone, mentre loro sguazzano nell’opulenza senza vergogna.
La ferocia verso i poveri non ha freni, mentre l’indulgenza verso i cosiddetti colletti bianchi è palese, lo si evince dalle statistiche; in Germania c’è il 9% di detenuti che sono colletti bianchi, mentre in Italia non c’è neanche lo 0,50%.
Non bisogna neanche dimenticare che c’è un sistema giustizia del doppio binario:la parte settentrionale del paese ha una giustizia europea, mentre la parte meridionale è fatta di leggi di tipo “coloniale” basata sulla discriminazione, repressione e crudeltà.
Hanno creato un sistema repressivo nel meridione (inclusa la Sardegna) per nascondere il degrado programmato dalle istituzioni, affinché la cassa dello stato sia a disposizione del nord e riservando le briciole al sud.
Fino a quando non si scardina questo abominio, ci saranno sempre delle future generazioni, i Bastiano e i Pasquale, figli della miseria sociale creata dalla nascita di questo paese, una impostazione che non si è mai cercata di cambiare.
I sette racconti del libro rispecchiano il discorso che ho fatto sulla povertà, degrado sociale, prepotenza sul potere e uso della giustizia in funzione di protezione del sistema.
Sono tutti belli, ma “L’ottavo sacramento”mi è piaciuto di più, forse perché dipinge la realtà dello strapotere della magistratura (Sabauda) che difende con ferocia lo status quo; un sistema iniquo come quello dei secoli scorsi dove il popolo era schiavo e l’aristocrazia e il clero erano i dominus.
La parte documentale, ci sono scritti che ho vissuto anche io, come la detenzione all’Asinara in regime di tortura del 41 bis; il periodo trascorso nel carcere di Sulmona con la crudele direttrice Armide Miserere e altri scritti.
Bello “Il luogo dell’anima”, ognuno di noi ha un luogo dove l’anima è felice, non avendo bisogno di nient’altro che di se stesso.
Oggi Bastiano si trova in regime di condizionale a Nuoro, prima di uscire si è laureato nel carcere di Padova in storia.
Lavora in un centro dove si occupa della biblioteca.
Potrebbe essere un uomo libero, ma purtroppo l’ergastolo è una schiavitù perpetua, una pena che contrasta con l’art. 27 della Costituzione, in più l’ergastolo ostativo è una pena di morte, come ha scritto lui stesso nel libro.
Spero quanto prima di leggere un altro libro dell’amico Bastiano.

Lontano gennaio 2010… 18-1-2019

Ho letto uno scritto di un ergastolano pubblicato nel giornalino di Padova “Ristretti Orizzonti”, sono rimasto stupito, perché nel raccontare il primo permesso, scriveva che era dal lontano gennaio 2010, dal suo arresto, aveva di nuovo riassaporato la libertà e il calore familiare.
Nel leggere la frase dava l’impressione di un tempo molto lungo, invece sono solo 8 anni, seppur un tempo considerevole, di fronte a ergastolani come me che sono in carcere da 20-30-40 anni sembrano un’inerzia, e senza avere avuto un giorno di permesso.
Purtroppo è questione di fortuna, dipende dal carcere dove si viene trasferiti e anche dal magistrato di sorveglianza.
Io questa buona sorte ancora devo riuscire ad averla.

Ritorno a Oristano. 19-1-2019

Mi hanno avvisato ieri sera e stamane alle ore 06,00, sono partito da Secondigliano(NA) dove sono rimasto 33 giorni.
Alle ore 17,30 sono arrivato a Oristano.
Ho trascorso un buon mese in ottima compagnia, ho rivisto mio padre e sono andato tre ore in permesso.
L’aria di casa agita il mio animo, desidero tornare per vivere la mia vecchiaia nella tranquillità del Cilento dove abita mio padre, con la serenità nel cuore.

Fratelli meridionali riuniti. 20-1-2019

L’Associazione Fratelli Meridionali Uniti ha scritto un post apparso sulla pagina di Face book, con le foto del figlio di Bossi, Nicole Minetti, Massimiliano Romeo (attuale capogruppo al Senato della Lega), in tutto erano 52 esponenti politici milanesi in Regione Lombardia, hanno scritto: “Una banda di papponi che sperperava denaro pubblico(anche al Sud) per i propri ca…, dai matrimoni per le proprie figlie a viaggi, abbigliamento ecc. passando a posti regalati al Pirellone agli amici e figli degli amici e relativi stipendi.
Feltri dove sei?”.
Il servizio informazione pubblico e quello privato colpiscono all’unisono come un esercito solo quando c’è da denigrare il meridione, mentre si censurano quando si tratto del Nord, che messi insieme rubano cento volte più dei politici meridionali loro sodali e clienti.
Il giorno che i meridionali prenderanno coscienza della loro realtà, o diventeranno tutti uguali oppure il paese si divide in due e ognuno andrà per la sua strada.

Tradizione risorgimentale. 21-1-2019

Continua la tradizione risorgimentale nel rubare tutte le risorse riservate al Sud, sono trascorsi 158 anni ma tutto continua nello stesso percorso di colonia interna, i saccheggi italici dei fratelli italiani settentrionali continuano come gli fosse dovuto e noi nati per subirli.
Tempo fa avevo letto che investono tutto al Nord per costruire una rete per la Banda larga alla pari con l’Europa, ma lasciano nel deserto il Sud.
Giustamente il giornalista di Napoli scriveva che fra vent’anni le istituzioni tosco padane avrebbero detto che è inutile investire al Sud perché manca di collegamenti della Banda larga; un buon motivo per stornare altri soldi destinati al Sud e investirli in Padania.
Leggo un articolo del giornalista Lorenzo piccolo dove evidenzia le ruberie che dividono l’Italia in due, ma principalmente il razzismo antimeridionale che si traduce nel furto sistematico delle risorse utili per le infrastrutture del Sud.
Il quotidiano Libero, che fa del razzismo una bandiera, cerca sempre di far apparire il Nord come vittima, senza avere quel minimo di decenza nel nascondere tutte le malefatte che combinano, invece la sbandiera come grandi successi del Nord, quando si possono classificare senza ombra di dubbio furti sistematici ai danni del meridione.
Essendo atti governativi, sono documentabili, pertanto non possono essere smentiti.
Come per tante altre cose, così hanno fatto anche con i collegamenti con internet.
Nel 2016 il Fse (Fondo Sociale Europeo), stanzia 54 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, per la legge vanno assegnati per l’80% alle regioni del Sud, come aree sottoutilizzate e solo il 20%al Nord.
Alla fine, tra i vari organi (Cipe, Stato-regioni ecc.) si mettono d’accordo e il 96% va al Centro Nord e solo il 4% al Sud(Abruzzo).
La scusa che hanno trovato, è una soluzione del miglior truffaldino: “Il Sud anticipa queste risorse al Centro Nord nell’immediato, per fare la banda ultra larga.
Ma il Governo si impegna a restituirle più avanti nell’ambito del più ampio Fondo sviluppo e coesione”.
E’ più imbarazzante la motivazione che il furto che hanno commesso.
Il meridione ha bisogno delle infrastrutture, principalmente della rete internet, che ci può aiutare a ridimensionare il Gap con il Nord, invece se ne inventano di tutti i colori per rubare soldi destinati a noi; altro che criminalità organizzata, questi sono anche legalizzati e protetti da magistratura sabauda, pertanto hanno l’impunità assicurata.
Mentre per l’opinione pubblica hanno il colpevole idoneo-la criminalità meridionale-come il prezzemolo adatta per qualsiasi pietanza.

La Costituzione. 22-1-2019

Leggendo il discorso del Presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, detto dal carcere di Rebibbia (RM), ti rinfranca l’anima, anche se poi nella quotidianità nulla cambia.
L’emerito Presidente ha manifestato: “La Costituzione è uno scudo, che protegge soprattutto chi non ha potere.
E i carcerati non hanno potere, ma hanno una loro dignità di cittadini che va riconosciuta pur nella ristrettezza della libertà personale: non esistono barriere ideali ma solo fisiche tra chi è dentro e chi è fuori dal carcere”.
I giudici della Consulta girano le carceri per dare lezioni sulla Costituzione, una bella iniziativa, però dovrebbe essere tramutata in fatti concreti, perché nella realtà, sono i magistrati per primi che non la rispettano, essendo che la loro discrezionalità supera qualsiasi scudo di protezione.
Il problema maggiore è che la magistratura ha un potere che stravolge tutte le reti di protezione che contiene la Costituzione, perché da ordine al servizio del Paese è diventata una casta di potere che è uscita dall’alveo costituzionale, pur essendo dei funzionari che hanno vinto un concorso ministeriale ma non sono stati eletti dal popolo.
La corte costituzionale potrebbe riportarli sulla retta via, ma credo che anche loro hanno le mani legate.

Mario Carrara. 23-1-2019

Come diceva Eduardo non si finisce mai di imparare, ma anche di apprendere, perché la conoscenza è sterminata.
Mentre stavo spulciando un libro sulla Prima Guerra Mondiale, mi ha incuriosito un capitolo sui disertori, non credevo a quello che leggevo, ho trovato un signore di nome Mario Carrara allievo e genero di Cesare Lombroso, psichiatra che aveva così descritto i disertori: “Sono criminali, pregiudicati che hanno violato la disciplina militare, come avevano mancato prima ai doveri civili, per una costituzione anomala PSICOANTROPOLOGICA”.
Questo allievo era degno allievo di Lombroso, affinché non ci fossero dubbi ne sposò anche la figlia.
Lombroso aveva costruito le sue teorie folli sul nulla, siccome erano funzionali alla monarchia savoiarda per sterminare le popolazioni meridionali, la sua “magia” degna di uno stregone fu fatta diventare scienza ufficiale, in modo che legittimarono il bagno di sangue.
Carrara degno del suocero legittimò ogni nefandezza contro i soldati della prima guerra mondiale, anche le decimazioni.
Questi figuri meschini ci sono stati e ci saranno sempre, pertanto il maggiore responsabile e chi comanda, in questo caso la monarchia savoiarda e il suo rappresentante Vittorio Emanuele II.

Il viaggio per il clima. 24-1-2019

Una ragazza svedese di 16 anni Greta Thumberg, ha viaggiato per 65 ore per raggiungere Davos, dove si svolgeva il World Economic Forum.
La studentessa ecologista nota in tutto il mondo per il discorso alla conferenza sul clima in Polonia e gli scioperi a scuola, il venerdì per la sensibilizzazione sui rischi dei cambiamenti climatici.
E’andata ma non si aspettava iniziative che possono incidere, pertanto non nutre molte speranze.
Intervistata ha dichiarato che: “Alcuni dicono che non stiamo facendo abbastanza per combattere i cambiamenti climatici, ma non è vero.
Perché per non fare abbastanza devi comunque fare qualcosa, invece la verità è che di fatto non facciamo niente”.
Questi ragazzi sono la speranza del mondo, perché le multinazionali non riescono a renderle pecore belanti, ma ragionando con la loro testa e hanno la consapevolezza che la Terra la stiamo deturpando e pertanto bisogna fare qualcosa.
Ammiro questa gioventù impegnata e mi rammarico che non ho vissuto neanche quella, sia per il carcere e sia per l’ignoranza.
Speriamo di rifarci un’altra vita, se c’è la reincarnazione.

Castelnuovo di Porto. 25-1-2019

Questo paese in provincia di Roma Castelnuovo di Porto, lo conosco, lo conosco perché ci abita l’amica Beatrice.
In questi giorni viene menzionato spesso in Tv e sui quotidiani perché con l’emanazione del decreto sicurezza devono svuotare il centro degli immigrati, gli abitanti non ne sono contenti perché molti di loro si sono integrati, inoltre ci sono circa trenta posti di lavoro nel centro che perdono il posto, tante attività dovranno licenziare per la riduzione commerciale essendo che oltre 500 migranti non spenderanno più.
I bambini vedranno scomparire i loro compagni di scuola, credo che odieranno chi gli ha fatto perdere i loro amici di banco.
Leggendo un articolo ho potuto costatare che lo svuotamento del centro accoglienza, tocca tutti i punti delle dinamiche sociali del paese, anche la squadra di calcio.
Un ragazzo senegalese Ansou Cissè che è ospite del centro, gioca nella squadra del paese e ne è il capocannoniere, il presidente è amareggiato perché senza il ragazzo rischiano la retrocessione.
Il ragazzo non capisce perché vogliono sfasciare il suo sogno; a febbraio il presidente l’avrebbe portato a fare dei provini con squadre di categorie superiori, ora viene tutto distrutto.
Posso immaginare come si sentono queste persone che vengono sradicate dal posto in cui si erano ambientati; alcuni sono fortunati perché alcune famiglie li ospiteranno, il resto dovranno arrangiarsi e alcuni diventeranno clandestini.
Salvini ha iniziato a colpire, purtroppo è solo l’inizio.

La pena. 26-1-2019

Erroneamente si parla sempre di pena, quando nella Costituzione ci citano “le pene”, invece la magistratura l’ha ridotta a una sola pena, la carcerazione.
La pena è stata asservita alle esigenze di sicurezza sociale e ai più svariati istinti emotivi, il problema della giustizia e dei sovraffollamenti deriva proprio da questa distorsione.
L’art. 27 della Costituzione stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione, invece tutto è improntato sulla pena come strumento di repressione.
Fino a quando le pene non saranno rieducative nei fatti, non possiamo parlare di pene rieducative, quando ciò avverrà, si parlerà solo di rieducazione senza menzionare le pene.
Affinché avvenga questo salto culturale, c’è bisogno di una classe politica guidata da statisti, all’orizzonte non c’è ne sono, anzi i politicanti che ci ritroviamo sono asserviti alla magistratura che vogliono un sistema sempre più rigido; d’altronde come i militari vogliono militarizzare la società, così i magistrati desiderano avere delle leggi da poter rendere il popolino presunti colpevoli da giudicare.
Ci vorrebbe una rivoluzione culturale che imporrebbe il garantismo nei tribunali, l’abolizione della carcerazione come unico mezzo per perseguire i reati e l’umanità nelle carceri come unico scopo di rendere alla società persone migliori di quanto hanno sbagliato.
Purtroppo l’opinione pubblica ha una realtà falsata della situazione perché è indottrina da 25 anni e pertanto è stato creata una corrente maggioritaria di giustizialisti che, urlano a ogni atto civile che si prospetta da qualche personaggio che conosce cos’è la civiltà giurista di un paese democratico.
Invece di ammirare la civiltà del Nord Europa guardano alla legge del taglione della sharia dei paesi islamici, pertanto è difficile che gli organismi dello Stato possono fare qualcuna di queste riforme.
L’unica speranza è l’Unione Europea, con la Cedu che possa civilizzare l’Italia con le sue sentenze.

27 gennaio 1961. 27-1-2019

Oggi compio 58 anni, sembra ieri che ragazzo correvo incontro al mio destino convinto che fossi il padrone del mondo, la caduta è stata molto dura, dopo oltre trent’anni sono ancora qui in una cattività che consuma tutto, iniziando dall’anima, ma la crudeltà del “tiranno sabaudo” non è sazio, continua a reprimermi anche la speranza.
Non esseri umani ma mostri da tenere lontano dalla società e segregati da usare come il male della società, per coprire la classe che gestisce il potere che è più criminale di chi ha criminalizzato al suo posto.
Troppo tardi ho capito la realtà del paese, ma un ragazzo agisce in base a quello che recepisce nel suo piccolo ambiente e il condizionamento segnerà tutta la sua vita.
Sono rassegnato al mio destino da molti anni, auspico che almeno la vecchiaia me la faranno trascorrere da uomo libero.

Salerno. 28-1-2019

Mentre mettevo a posto la posta e appunti, ho trovato una lettera di Carmelo del mese di novembre, dove mi informa che è stato a Salerno dove ha avuto tre incontri, mi pare alla Camera Penale e due scuole.
Scrive che è rimasto meravigliato della bella città che ha trovato moderna, accogliente e sensibile.
Ha pensato a me domandandosi se “questo infernale sistema mi darà la possibilità di farmela vedere da uomo libero”, in tutti i casi mi esorta a non smettere di lottare, cosa che non farò mai, lotterò sempre, anche se sono rassegnato al mio destino.
Mentre mi trovavo a Secondigliano, una sera su Rai Due hanno fatto un servizio su Salerno, facendo vedere tutte le belle cose che sono state fatte, principalmente le luminarie che vengono a vedere da tutta l’Italia.
Effettivamente era bello vedere la città piena di gente che, intervistata entusiasta diceva da dove veniva, Lazio, Calabria ecc.
I servizi televisivi sono sempre adulterati, ma confermandomi le stesse cose da Carmelo, devo dedurre che De Luca da sindaco ha fatto un buon lavoro.
Ogni sei mesi vado in permesso con la scorta da mio padre, ma vedo poco della città; quando sono andato il 12 gennaio sono riuscito a vedere il porto e un po’ il golfo, nient’altro.
Mi auguro di potermi fare un giro come facevo quando da ragazzo la sera andavo con gli amici a gustare la bellezza del lungomare e i suoi giardini.
Ce la farò!

Le verità storiche…nascoste. 29-1-2019

Qualche giorno prima di partire, l’amico Pierdonato mi aveva dato un libro da leggere, si trattava dei colloqui di un carcerato e un ex maresciallo dei carabinieri.
Non sono riuscito a leggerlo perché sono stato riportato qui a Oristano.
Due cose mi sono rimaste impresse, la prima è che in un dialogo lo scrittore ex maresciallo, risponde al carcerato che “a una certa latitudine è filantropia, a un’altra latitudine è considerato mafioso”.
Il detenuto raccontava che la sua famiglia proprietaria di terreni, il nonno e il padre avevano sempre fatto del bene alla gente del paese, sullo stesso percorso avevano proseguito i figli, ma erano stati perseguitati dalla giustizia per discussioni avute con gente del paese vicino.
Su questo discorso gli da la risposta della latitudine.
Il secondo punto e che i primi arresti per mafia e ‘ndrangheta sono stati fatti dopo l’unificazione d’Italia, quello per ‘ndrangheta avvenuto a Seminara(RC) nel 1880.
Quello per mafia a Carini(PA) il 10-8-1865.
Effettivamente nel meridione tutto è mafia, un sistema molto utile per mantenere una repressione costante sulla colonia interna del paese.
Questi fenomeni sono documentabili solo dopo l’Unità d’Italia, questo dovrebbe far riflettere molto.
Anche perché la parola mafia deriva dagli stessi invasori: voce piemontese introdotta nel resto d’Italia che equivale a camorra.
In dialetto piemontese esiste “mafio”, nel senso di uomo rustico e incivile, ma non si trova mafia, termine che peraltro non si incontra neppure in quello siciliano, prima del 1860.
Maffia invece esisteva ed esiste nel dialetto toscano e umbro, dove vale come “boria”, e fare “maffia” significa “fare lo spaccone”.
La parola mafia è dovuta a queste due parole, che i piemontesi-toscopadani trassero dal loro dialetto “mafio e maffia”.
Pertanto furono i piemontesi e inventare la parola mafia ed etichettare i siciliani; come fecero con la camorra con i napoletani.
Il giorno che i meridionali avranno consapevolezza della loro condizione, si ribelleranno e non credo che il paese sarà più lo stesso, perché finirà la schiavitù “ilota” e riacquisteranno la libertà perduta nel 1860.

Alekandr Isaevic Solzènicyn. 30-1-2019

Ho letto una piccola lettera di un quotidiano dal titolo: “Non dimentichiamo le parole di Solzènicyn”, sono cose che non avevo mai letto da nessuna parte, pertanto non so se sono vere, però mi hanno molto incuriosito.
Tra il 6 e il 7 novembre 1917 ci fu la presa del potere in Russia da parte del bolsevichi.
Il popolo russo non organizzò la rivoluzione, anzi era stato soffocato l’autentico socialismo russo e le idee socialiste appartenevano ai Romanov e ai Rurik, che hanno governato prima di loro.
Purtroppo vera e propria mafia finanziaria è la causa di molte rivoluzioni e guerre, e hanno sconvolto la Russia, perché Nicola II non aveva voluto cedere a certi signori l’economia del paese e dava molto fastidio la fede cristiana di Nicola II e di tutta la sua famiglia.
In merito alla rivoluzione russa Solzènicyn disse: “Voi dovete capire:i capi bolsevichi che si sono impadroniti della Russia, non erano russi.
Odiavano i russi.
Odiavano i cristiani…
Il fatto che il mondo da ignorante di questa realtà è prova che i media globali stessi sono nelle mani dei perpetratori”.
Si auspica che: “un giorno si possa parlare tutti insieme, che ci sia dialogo tra chi ha provocato disastri mondiali e chi li ha subiti, cercando di trovare un’unità, si potrà davvero costruire una società migliore”.
Lui conosceva le dinamiche dal di dentro, anche perché aveva trascorso molti anni tra Gulag ed esilio, d’altronde era successo la stessa cosa anche nelle nazioni dove il comunismo aveva preso il potere.
Non ho mai letto nessun libro di Solzènicyn, spero di colmare questa lacuna.

Trump non si smentisce mai. 31-1-2019

In alcuni stati degli Stati Uniti è calata la temperatura fino a meno 42 gradi, un freddo impressionante, si sono già alcuni morti.
Le autorità raccomandano di non uscire di casa, in caso di urgenza di stare attenti quando respirano.
Trump non si è fatto scappare l’occasione e con un tweet ha ironizzato: “dove il riscaldamento globale? Semmai è il raffreddamento”.
Uno scienziato del ramo ha risposto, che la Terra si difende dal riscaldamento con picchi di raffreddamento.
Nello stesso momento in Australia c’è un caldo torrido, ha caudato tanti incendi e sta decimando la fauna animale.
Non so se tutto ciò sia vero, ma quello è innegabile e ne siamo responsabili è il riscaldamento climatico e l’inquinamento del pianeta; i mari sono diventate delle pattumiere di plastica.
Negare tutto ciò è nascondere l’evidenza.
Le future generazioni ci malediranno per avergli lasciato in eredità un pianeta irrimediabilmente contaminato e irrecuperabile.