Tramite Francesca Rennis ci è giunta questa lettera-appello di Cataldo Alessandro, detenuto nel carcere di Catanzaro. A differenza di coloro che normalmente scrivono su questo blog, Alessandro non è un condannato, ma è ancora in attesa di processo. E’ in galera da otto mesi in attesa di un processo. E già questo qualche riflessione sull’uso e abuso della custodia cautelare dovrebbe darcela (o ri-darcela, dato che si spera che questo tipo di riflessioni ci sia già entrato altre volte nella zucca).

Il 27 marzo 2012 Alessandro Cataldo viene a sapere dal Dirigente sanitario del carcere che il disturbo è relativo ad una patologia tumorale. Questa patologia sembra avere i requisiti del linfoma di Hodgkin. Comunque, essendovi stata l’attestazione (stando alla lettera) di una problematica patologica grave da parte dello stesso Dirigente sanitario del carcere di Catanzaro, la struttura è a conoscenza dei problemi di salute di Alessandro Cataldo. Ma Alessandro, in questa lettera, attesta che giunti al 24 aprile ancora non c’è stato nessun intervento a suo riguardo.

Ci aggiungiamo anche noi alla richiesta di un intervento tempestivo ed efficace, per non aggiungere in futuro il nome di Alessandro Cataldo alla lista dei cadaveri che periodicamente sforna il carcere. Le belle parole su come il carcere non sia un luogo dove le persone non sono ridotte ad esseri di serie b, ma la loro umanità è rispettata.. quelle parole vanno dimostrate coi fatti.

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Catanzaro, 24 aprile 2012

Egr. Sig. Direttore
Mi chiamo Cataldo Alessandro, nato il 23/7/1977 a Cetraro (CS). Sono un detenuto dal 2 dicembre 2010 per l’operazione Over Loading e quindi da un anno e mezzo detenuto e praticamente da otto mesi nel carcere di Siano in attesa di un processo. 
In questi otto mesi ho riscontrato un disturbo che mi portava dolore al collo e quindi dopo aver fatto tutti gli esami specifici, il 27 marzo 2012 sono venuto a conoscenza tramite il dirigente sanitario che il disturbo dipendeva da noduli, cioè tumore e quindi io dovrei urgentemente essere sottoposto a chemioterapia ed altre cure specifiche. Però ad oggi, 24 aprile 2012, nessuna di queste terapie essenziali mi è stata applicata. Io, con questa missiva mi appello alle istituzioni competenti o chi di dovere per risolvere il mio drammatico problema che essendo ristretto in carcere non ho nessuna possibilità di curarmi cioè un diritto che in un paese civile mi toccherebbe a livello di umanità e diritto alla vita. 
Inoltre, per quello che riguarda la mia posizione giuridica sono ancora giudicabile e quindi avendo una custodia cautelare non colpevole fino al terzo grado di giudizio, e pure che io fossi un condannato, sarebbe sempre un mio diritto come essere umano curarmi di un male perché non capisco per quale motivo le istituzioni competenti alla mia posizione giuridica e sanitaria non prendono decisione sul da farsi mandandomi o in un centro per cure specifiche oppure dando a me la possibilità e l’autonomia di andarmi a curare in una clinica o un centro apposito. 
Con questo mio scritto non voglio esonerarmi da nessuna responsabilità penale che potrebbe esserci su di me. La ringrazio per essere stato ascoltato e spero che al più presto qualcuna delle istituzioni a cui mi sono appellato mi dia risposta.

Alessandro Cataldo
Casa Circondariale di Siano (CZ)