Abbiamo già seguito  in varie occasioni il caso di Giuseppe Martena, detenuto attualmente nel carcere di Bologna. Perchè sappiate tutto ciò che è necessario sapere vi rinvio in particolare alla lettera che ci scrisse Giuseppe Martena (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/03/16/lurlo-di-giuseppe-martena/ ) e al riepilogo che facemmo della questione, nell’atto di preparare una lettera pubblica di sostegno e denuncia, anche alla luce delle cose che ci aveva scritto la moglie, Paola Valentino (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/11/lettera-appello-sul-caso-giuseppe-martena-alla-luce-degli-ultimi-eventi/).

Oggi pubblichiamo quest’ultima disperata lettera  di Paola Valentino….

Questa donna sta pagando un prezzo enorme. Non è molto gravoso da un punto di vista economico spostarsi ogni volta per i colloqui. Ma è soprattutto il costante trauma psichico, che ha comportato gravi ricadute sul piano fisico e psichico (attacchi d’ansia, di panico, ecc..) che non la menttono in condizione di lavorare e rendono ancora più problematico il suo stato familiare in relazione al fatto che deve occuparsi di cinque figli.

Questa donna rischia di pagare un prezzo bestiale, con una catastrofe che ricadrà sull’intera famiglia… Lecce e Taranto sarebbe l’ideale. Ma almeno a Roma.

Nessuno sta dicendo che il marito è innocente. Si sta semplicemente dicendo che queste persone vanno trattate come esseri umani, anche se non sono… detenuti d’alto bordo, o amici di qualche potente, o persone con i riflettori mediatici addosso.

Lei non sta chiedendo la libertà per suo marito, e neanche particolari agevolazioni.

Chiede quello che non si dovrebbe neanche chiedere in un paese civile e umano. Chiede solo che suo marito possa scontare la pena in un luogo più vicino alla famiglia.

La burocrazia carceraria oltre a partecipare a convegni e lamentarsi sui problemi, potrebbe, almeno di tanto in tanto, cogliere l’occasione di provare a risolverlo un problema, quando è nelle sue facoltà, come in questo caso.

Continuiamo a sostere Paola Valentino, nella sua battaglia.

Di seguito la sua lettera..

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25/11/2011

Mi chiamo Paola Valentino ed oggi scrivo questa lettera come mio ultimo appello a questa societa’…
Mi dichiaro disperata, stanca, affaticata, sconcertata e DELUSA..dal sistema, dallo STATO, dalla Non-Giustizia, dalle amministrazioni politiche e non e dall’Italia.
Mi rivolgo alle più alte cariche, dal Presidente dello Stato , Ministro della Giustizia, Capo Amministrativo del Dap , alla Procura, alla d.d.a … ai cari Amici Radicali e a te Rita Bernardini , ma anche a chi come me conosce la realtà nuda e cruda del sistema ( infernale ) penitenziario.
Tutti hanno appreso tale dramma, gli istituti penitenziari sono al collasso, il sovraffollamento c’è ed è un dato di fatto spaventoso , tutti ne parlano e nessuno vuole far nulla, ignorano fingendo interesse e questo a scapito di chi non ce la fa più. Ho capito in che modo hanno deciso di alleggerire il problema, portando i detenuti al cedimento psicologico e ci sono riusciti…le carceri si svuoteranno solo in un modo e cioè con un suicidio si massa!
Di carcere si muore, potrebbero quanto meno riconoscere che oggi questa e’ diventata una malattia invalidante , come il CANCRO ma un cancro che non dà scampo, niente chemioterapia per i detenuti, niente esami approfonditi, niente ricoveri in ospedale..solo cavie di un sistema che non dà via d’uscita. Alla fine che ci importa di questi delinquenti vero? Se la sono cercata, vero? Attenti cara opinione pubblica giustizialista e dittatrice, che molti dei vostri figli ( figli dell’Italia-Bene) fuma lo spinello a vostra insaputa e per la legge italiana questo è un reato punibile penalmente, se dovesse comprarne 5 invece di uno ve lo sbattono in galera e poi farà parte anche lui di quei delinquenti che se la sono cercata..
Sono stremata, io moglie di un delinquente che all’eta’ di 19 anni cadde nel tunnel della tossicodipendenza e per procurarsi ( una dose ) si trovò ingarbugliato in una storia più grande di lui ..furto di un auto, questo e’ stato l’unico reato da lui commesso , e’ stato condannato a 26 anni e mezzo, questo per informare tutti quelli che pretendono la certezza della pena, più certa di così non si può…
Avete voluto il fine pena mai, bene , è ora che sappiate che il fine pena mai viene meno al momento in cui anche un capo promotore di un associazione mafiosa decide di collaborare , per passarla liscia gli basta mettere altri al posto suo, altri , non importa se innocenti o meno, basta che lo fà, lascia dichiarazioni abbastanza pesanti da distruggere quei ragazzi che lui stesso AVEVA AVVICINATO , ragazzi che avevano
((( ruoli marginali ))) riconosciuti anche in sede di giudizio, ma che si ritrovano a scontare delle pene pesantissime per dare la possibilità al Capo di uscire in libertà il prima possibile, per cui io mi ritrovo con un Boss che ha ammazzato e fatto ammazzare centinaia di persone, che ha terrorizzato interi paesi, che ha distrutto centinaia di famiglie , nascosto chissà dove, con la sua nuova identità, protetto insieme alla sua famiglia, con un lavoro assicurato che si gode la sua vita, mentre noi dobbiamo pagare x 26 anni e mezzo un furto di un auto???? Per voi questa è giustizia???
No , non ci stò più, ho perso le speranze, non so più dove aggrapparmi, le ho provate tutte, ho fatto mille richieste e mi vedo trattata come l’ultima delle donne, mi sono ammalata anche io di questo Cancro, la troppa Non-giustizia mi ha avvelenato il sangue, sono una madre e sono una moglie esasperata. Ho mille malattie, malori continui, non posso più essere una madre efficiente per i miei figli, non riesco più a lavorare in quanto la mia malattia non me lo permette, e che cosa fate per aiutarmi? Mi mandate l’unico punto di riferimento ( MIO MARITO ) a 900 chilometri di distanza? Allora non vi basta distruggere la vita di questi poveri sventurati figli della fame e della povertà, vi ci accanite pure!!!
Chiedo per l’ultima volta un aiuto..non pretendo nè una grazia, nè una riduzione della pena, vi chiedo e vi imploro di salvare la Mia Vita…ho un estremo bisogno che mio marito venga trasferito nel più breve tempo possibile in un carcere più vicino, che sia LECCE, che sia TARANTO che sia ROMA ( REBIBBIA )…sono gli unici tre posti dove io troverei appoggio e sostegno per poterlo andare a trovare.
Da oggi 25/11/2011 sono ufficialmente in sciopero della fame..vado in oltranza fino alla morte se sarà necessario, ma questa lettera non si fermerà , tutti dovranno sapere ,perchè già mi avete ucciso per metà , ma l’altra metà sarete sempre voi ad ucciderla…mi dichiaro al momento una vostra vittima e tale dovrò essere riconosciuta se arriverà la mia fine. Ai miei figli dovrà essere detto che la loro mamma e’ stata uccisa dallo Stato e dalla Non-Giustizia.
Ho aspettato e sperato con tutta me stessa, ma invano..sono troppi anni che siamo in attesa di una Sacra Riforma Della Giustizia, speravo in una comunicazione immediata di una Legge Eccezionale che ci liberasse finalmente dal TERRORE GIUDIZIARIO…pura illusione perche’ mai lo STATO dovrebbe tenderci una mano? Noi siamo gli ultimi, esistono le leggi a tutela dei Maiali, ma non esistono quelle che Tutelano L’uomo.
Profondamente Delusa
Valentino Paola

Per chi vorrebbe comunicare con me o sa’ come puo’ aiutarmi può contattarmi
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Aiutatemi vi prego!!!