Amici pubblico oggi una splendida poesia di Nino Pavone, il caro amico detenuto a Palmi e fratello di Piero Pavone, storico amico di questo sito.

1939 (A mio padre)

Venti di guerra soaffiavano
su comignoli fumanti di miseria,
sopra tegole antiche
di antiche case.
Frammenti di storia
di campi da arare
di schiene curve al sole
incallite mani, tese al Signore*
al colone, ricco di ipocrisia
e della sovrana ignoranza.
Sguardi vuoti e smarriti
di un bambino, che tale non fosti
presto rapito al tuo tempo.
Padre…..o padre mio!
Anche se tu non fossi
quello che sei stato.
Ugualmente t’amerei!

Palmi 12 marzo 2019

*Signore: “U gnuri”: proprietario terriero (spesso “barone” latifondista)