L’iniziativa di inviare pensieri e riflessioni sull’ergastolo da parte dei detenuti di Carinola continua ad essere un successo. Oltre i messaggi dell’altra volta. Ne sono giunti altri. E questo è un buon segno. I messaggi possono essere anche tetri e dolorosi. Ma questa marea di piccoli interventi ci dice qualcosa. Che queste persone hanno tanto da dire. Hanno tanto da tirare fuori. E sarà una opportunità per loro farlo. E una opportunità per noi ascoltare. Rendiamo questa occasione “viva”. A nostra facciamoci sentire a loro. Con commenti in primo luogo. Commenti che poi io gli farò avere.

Una nota prima della lettura: tutti i commenti meritano di essere letti, e sostanzialmente non ho cambiato la forma, perché anche in certi errori emerge la spontaneità di una persona.. vi sottolineo in particolare i tre commenti che ho messo per ultimi. Il primo (dei tre ultimi naturalmente) è di un detenuto turco, che quasi certamente non è ergastolano. Il secondo è un commento (in stile “letterario”) collettivo da parte di quattro detenuti (dei quali qualcuno sicuramente non è ergastolano, o forse non lo è nessuno) – e questo, come nel primo post coi commenti, fa comprendere come gli altri detenuti sono solidali con il dramma degli ergastolani –  il terzo commento è particolare, perché l’autore ha la trovata di non firmarsi col suo nome, ma con una sigla.. KK08/90.. in questo modo dando l’idea di non parlare solo come singolo, e anche tramettendo un senso sinistro.. del tipo.. l’ergastolano per la struttura penitenziaria (e anche per troppi là fuori..) è un numero, una sigla, un timbro burocratio.

Vi lascio alla lettura di questa nuova ondata del  MILIONE DI NOMI SUI MURI DI CARINOLA..

—————————————————————————————————–

Io detenuto di Carinola dichiaro che l’ergastolo è una mostruosità in una paese democratico come l’Italia. Bisognerebbe abollirlo. (Pagano Antonio)

—————

Penso che l’ergastolo sia la peggiore di tutte le crudeltà. Il più cattivo martirio, la più grande tortur che lo stto possa infliggere ad un uomo, il cui unico peccato è stato quello di credere alle persone sbagliate per un ideale di vita che ormai è estinto da tempo. (Speranza Antonio)

—————

Un uomo non è sempre lo stesso, dopo 20 anni di reclusione cambia e migliora e bisognerebbe ridargli la vita. Ecco perché l’ergastolo non ha senso e non aiuta a migliorare la  società. (Clacerino Massimo)

————–

Io credo che la giustizia italina sia rimasta ancora con l’idea di Mussolini, cioè il fascismo, ed è uno dei paesi che hanno ancora l’ergastolo e non dnno una seconda possibilità all’essere umano per potersi fare una seconda vita. (Giannetti Salvatore)

—————

Io credo che l’ergastolo sia la peggiore pena che un essere umano possa espiare, perché vede l’inizio e non la fine. E’ una tortura che nei giorni e negli anni non avrà fine. Come un incubo da cui non c’è risveglio. (Castaldo Giuseppe)

—————

L’ergastolo è una pena in totale contrasto per una nazione come l’Italia. Nel paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria non ci possoo essere OMBRE sulla nostra civiltà giuridica. Il carcere ha una funzione molto importante: recuperare la cosa più preziosa al mondo.. L’UOMO. “L’ERGASTOLO E’ ANNICHILIMENTO”. (Prugno Salvatore)

————–

Viviamo in un paese cattolico, la nostra religione insegna che è giusto punire e altrettanto redimere chi ha peccato. L’ergastolo mette in atto solo la prima cosa, ignorando la seconda. Allora mi chiedo.. che cattolici siamo? Un uomo che ha sbagliato è giusto che paghi il suo debito verso la società. Ma credo sia giusto anche dargli la possibilità di riscattarsi dopo tanti anni di carcere, perché forse è un’altra persona. (Spiritoso Giuseppe)

—————

Il vindice ergastolo? Una pena inutile per la comunità, e, soprattutto, un’offesa alle facoltà intellettive di chi la commina! ABSIT INIURIA VERBIS (Marolla Carmine)

—————

Credo che l’ergastolo sia una perpetua tortura legalizzata e la stanza viene paragonata alla propria tomba. Gli ergastolani italiani vengono sepolti vivi in un paese considerato civile. (D’Arcanallo Gennaro)

—————-

Non so proprio come definire questa parola “ergastolo”. So solo he in uno stato democratico come il nostro, dove tanto si lotta contro la pena di morte, si applia lo stesso una visione diversa… (Eligiato Giuseppe)

—————

Meglio la morte che essere condannato all’ergastolo, perché essere ergastolano vuol dire morire piano piano e tutti sono indifferenti. (Torrisi Salvatore)

—————

“Ergastolo”. Vivere giorno dopo giorno. E morire con il sogno che non si realizzerà MAI – come il fine pena. (Lorenzo Tommaso)

—————

Sbagliare è umano, ma pagare tutta la vita è ingiusto. (Pellissieri Gianni)

—————

La parola “ergastolo” fa paura. E’ una parola he non si deve dire, visto che siamo in un paese civeile e democratico. (Mollice Pasqua.. credo.. su alcune firme non metto la mano sul fuoco circa la totale esattezza della mia trascrizione.. perchè alcune sono scritte molto poco chiaramente..)

—————

Anch’io sono solidale nei confronti di coloro che tanto desiderano di poter dimostrare alla società che realmente sono e ciò che possono dare a questo Paese che, come non mai, si dimostra molto egoista ed indifferente nei loro confronti ovvero di chi si vede violare, per tutta la vita, un suo sacro santo diritto: la libertà. Sì, perché l’ “ergastolo ostativo” priva, per tutta la vita, la libertà non solo di chi ne ha subito la condanna in modo diretto, ma anche chi, di riflesso, ne subisce, nonché genitori, coniuge, figli, etc… Un Paese non può certo ritenersi democratico e di diritto quando lo stesso toglie, anche se soltanto ad un solo individuo, la libertà per tutta la vita. Un sincero saluto a tutti gli ergastolani. (Sejdi Cazim)

Ergastolo! Frase che spaventa chiunque. Sembra il codicie per aprire la porta dell’inferno. Un biglietto di sola andata. Sembra la pronuncia di Minosse che indica l’unico cerchio, ed è davvero l’inferno. Dante, nel suo viaggio immaginario ultraterreno, con la sensibilità dello spirito umano, esprime commozione per il destino delle anime condannate. E noi? Dopo quasi settecento anni dalla pubblicazione dell’nferno danteco, non riusciamo a riflettere sulla realtà? Credo che dobbiamo guardae dietro le sbarre, guardare negli occhi di chi, quella parola, gli è venuta addosso come una valanga a seppellirlo per sempre, spesso, per sbaglio della forza maggiocre. Chiunque s’accorgerebbe del loro sguardo spento, della sofferenza interiore, della speranza svanita, e sicuramente, sentirebbe la voce delle loro anime congelate. Siamo contrari all’esecuzione della pena perpetua (Ferhati Altin – Soccio Daminao – un nome incomprensibile – Lasciale Giuseppe)

Sono un ergastolano. Il mio nome è kk08/90, recluso da quasi venti anni. Ritengo a mio modesto parere che, l’ergastolo resta ancora nel XXI secolo una delle più grandi tragedie dell’umanità.
La pena dell’ergastolo rappresenta una contraddizione in uno Stato che voglia definirsi democratico. L’ergastolo è una crudeltà, una violenza dell’esecuzione, di un regime tirannico, dove regredisce ad uno stadio di giustizia prerazionale, emotivo, ad una sorta di “legge del taglione” (occhio per occhio, dente per dente). Oltre tutto non è affatto dimostrato che la pena dell’ergastolo faccia diminuire i gravi reati.  Comunque; sono convinto che l’ergastolo non lo toglieranno mai, perché è una vendetta consumata sulla spinta dell’emotività e su criteri di necessità politica. Al di là di questa riflessione, spero di sbagliarmi!
Il fatto più grave però. è che, a fronte di tutto questo, la società dimostra un sostanziale distaccco ed un’irritante indifferenza, passando imperterrita da un fallimento all’altro, per poi gridare allo scandalo, o i nvocare pene severissime come l’ergastolo, in presenza di vicende particolarmente cruente o eclatanti. Molto meglio sarebbe se, invece di affannarsi in inutili atteggiamenti crudeli e vendicativi, l’intero corpo sociale si preoccupasse di restituire solidi valori etici ed esistenziali ad una gioventù che appare sempre più in agonia. CON AFFEZIONE DETETUTO KK08/90.