Questo può sembrare un post insolito per questo sito.
Però sento che vi è un filo che collega il contenuto e le..immagini contenuti in questo post… allo spirito del nostro sito.
In qualche modo entra in gioco il carcere. E la forza interiore, la luce, la speranza, l’amore.. che possono nascere e fiorire in un essere umano, nonostante la detenzione e nonostante carcerazioni molto molto molto dure, per non dire estreme.
Per caso conobbi un giorno su internet la vita e l’opera di Ladislav Záborský.
Ladislav Záborský è un pittore slovacco che a causa delle sue attività religiose fu condannato a sette anni di prigione. Dal 1953 al 1957 si trovò nelle carceri di Ružomberok, Praga e Valdice, dove subì interrogatori, e duri trattamenti carcerari. Ogni suo quadro è un tentativo di scoprire Dio. Zaborsky però è considerato un “pittore di luce spirituale”. Disse di se stesso: “La sostanza del mio lavoro è l’esperienza di Dio trasferita nel mio cuore (…) L’arte che cerca la verità e la bellezza, è l’anticipazione dell’eternità”. Trascorse cinque mesi in isolamento, dove scrisse trenta poesie che descrivevano i suoi sentimenti e il suo dialogo con l’eternità ed il divino.
Voglio condividere con voi alcune delle sue opere.