Il nostro Claudio Conte -detenuto a Catanzaro- ha scritto questa commedia non conclusa..

Perchè lancia una sfida, a chi leggerà (“liberi” o detenuti)… continuatela voi…

E allora… chiunque vuole aggiungere qualcosa a questa storia.. lo faccia..o taccia per sembre!.. 🙂

Buona lettura…

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L’idea di scrivere la commedia che segue è nata all’interno del corso di scrittura creativa, che prevedeva una rappresentazione e un docu-film, progetti che si completeranno con altre sezioni, motivo per cui ho smesso di scriverla.

Stavo per cestinarla quando ho pensato che potrebbe servire a qualcosa di nuovo, che diverta e unisca allo stesso tempo, sperimentare una nuova forma…

Ho pensato all’idea di scrivere una commedia a “più mani” (senza limite di numero, nazionalità, lingua, con traduzione sotto eventualmente, e di luogo reclusi e liberi).

Insomma possono partecipare tutti coloro che vogliono. Si può scrivere una battuta o un intero atto. Personaggi saremo noi stessi, reali o immaginari (con nomi propri pseudonimi), le battute in prima persona.  Il tutto nella massima libertà. Unico accorgimento, quello di seguire il tema di fondo (vita o sogno, ossia viviamo all’interno di un grande sogno?) e di collegarsi alle battute presenti in un atto (se si interviene solo con un battuta o due, come avventori di passaggio per esempio). Mentre un ato intero può spaziare, iniziarre, e terminare a piacimento. Potremmo decidere il destino di tutti i personaggi presenti e reagire: si può fare morire un personaggio, salva la facoltà di farsi o farlo resuscitare..:-)!

E’ un’idea, che ne pensate?

Bene non rimane che la curiosità di vedere cosa ne esce…

Buon divertimento e a presto risentirci…

Claudio Conte

Catanzaro  7 novembre 2011

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LA MIA VITA E’ UN SOGNO

di Claudio Conte

ATTO I

SCENA PRIMA

 

(Sul palco, un’osteria, ci sono Raffaele il proprietario e Rocco l’aiutante, che stanno parlottando in un angolo. Altri avventori sono seduti a dei tavoli. All’interno  della stanza c’è un’insegna “LA TAVERNA DI PLATONE…”. A questo punto entra Alessandro (il principe Adamo) – il solo vestito con un costume d’epoca – e inizia a gironzolare sul parco parlando tra sé, in modo un po’ folle, prima a bassa voce e poi alta).

 

(Alessandro si avvicina a Rocco parlando tra sé ad alta voce, poggiandogli la mano su un braccio. Rocco si gira a guardare Raffaele – e inizia a gironzolare sul palco parlando tra sé, in modo un po’ da folle, prima a bassa voce e poi alta).

 

Alessandro-  Essere o non essere, essere o non essere, ESSERE O NON ESSERE. QUESTO E’ IL PROBLEMA…

L’esistenza dell’uomo è fatta di sofferenza, patimenti e preoccupazioni. La felicità è talmente effimera, di breve durata, che non si riesce ad assaporarla pienamente. Oppure è talmente grande che non si riesce a scoprirla. Quante volte ci sfiora il pensiero: “Meglio non fossi nato”. Morire per non sopportare più le sofferenze, gli  inganni che il destino ci offre, sarebbe una soluzione. Se non ci fosse l’amore, l’affetto, l’amicizia e l’assaporare la vita in tutte le sue forme. Se non ci fosse il dubbio di cosa ci sia dopo la morte.

 

(Poi Alessandro si allontana e prosegue nel monologo)

Alessandro- cosa ci aspetta dopo la morte, siamo eterni o no… se le miserie ereditate dal corpo, i sentimenti di vendetta, odio, potessero svanire con la morte… Morire dormire, sognare forse… e così mettere fine a queste sofferenze… e se invece nel sonno eterno mi raggiungessero incubi di morte? Essere o non essere… Vita, sogno, o alla fine è un incubo? Questo è il problema. E’ QUESTO IL PROBLEMA? ANCHE TU HAI GLI STESSI PROBLEMI?

(Domanda avvicinandosi di nuovo a Rocco, poggiandogli di nuovo la mano sul braccio. Rocco guarda Raffaele preoccupato e come Alessandro si allontana. Rocco inizia a gesticolare con le mani nel senso: “ma questo cosa vuole da me” rivolto a Raffaele-l’oste, che gli fa segno di stare zitto e non contraddirlo. Nel frattempo… Alessandro si allontana verso l’altro lato del palco…).

Rocco- Ma chi è?

Raffaele- Un giorno è comparso dal nulla dicendo di essere il principe Adamo. E’ n po’ fuori di testa… dice di avere scoperto di essere stato rinchiuso in prigione per 20 anni da suo padre…

Rocco- E che aveva fatto?

Raffaele- Nulla. Dice che alla nascita al padre gli astri avevano predetto che sarebbe stato il suo assassino…

Rocco- Sì, ma che vuole da me… (gesticolando con le mani).

Raffaele- Sssstttsss! Non ti far sentire. Assecondalo. O qui finisce male per tutti e due. Ormai parla da solo e parla di vendetta…

Rocco- Di vendetta? E io che c’entro…

Raffaele- Sssstttsss! Zitto, ti dico zitto…

(Alessandro continua a parlare da solo)

Alessandro- Essere o non essere. Perché se dopo la morte ci fosse il nulla, in vita mi potrei prendere tutte le soddisfazioni che vorrei. Diversamente… le azioni compiute in vita si ripercuotono anche dopo la morte. Devo trovare una risposta. Nei libri della biblioteca del castello troverò quello che cerco.  Me li farò portare qui da Ofelia. OFELIA, VIENI QUI… (Rivolgendosi a Rocco che nella sua “follia” ha scambiato per Ofelia).

Raffaele- Parla con te…

Rocco- Con me? E mica mi chiamo Ofelia.

Alessandro- Ofelia non attardarti, vieni qui.

Rocco- Perché non gli mandiamo giocasta?

Raffaele- Giocasa?

Rocco- Sì, la tua nuova cameriera.

Raffaele- Buona quella, e dove la trovi, quella è “infrattata” con qualche giovanotto… altro che Gio-casta, Gio-squillo la dovevano chiamare..

Rocco- E io dovevo passare per donna?

Raffaele- Zitto, assecondalo, non hai visto che è fuori di testa?

Rocco- Ma io… (Rocco tutto sconsolato si avvicina e lo asseconda, come fosse Ofelia).

Rocco- Eccomi mio signore, cosa desiderate?

Alessandro- Bene, bene, eccoti! Ofelia cara, portami tutti i libri di filosofia e teologia che si trovano nella biblioteca del castello… anzi no, solo quelli di filosofia e astrologia. Vedremo se gli astri hanno deciso veramente il mio destino  e qual è il giorno propiziato per il suo compimento…

Rocco- Vado subito mio signore (e ritorna da Raffaele).

Rocco- E adesso che faccio, vuole dei libri, ma qui non ne abbiamo. Che faccio?

Raffaele- Domanda a Fabio in cucina, ogni tanto l’ho visto leggere dei libri. Vai e fattene dare qualcuno.

(Rocco chiama Fabio che esce sul palco).

Rocco- Fabio, Fabioneeee.

Fabio- Che c’è?

Rocco- Fabio mi servirebbe qualche libro di LIPO-sofia e di astruseria.

Fabio- Cosa? Libri di LIPO-sofia e astruseria?…. “Stu cazzu”.. e a che servono?

Rocco- C’è uno, il principe Adamo là… che li vuole, cerca risposte sul senso della vita, dela morte, boh! Io non ci capisco niente. Me fa male a capa (Fabio esce e ritorna con un libro).

Fabio- Tieni, fagli leggere questo. E’ inutile che cerca in quelli di FILO-magia… lì ci sono solo chiacchiere per confondere la gente, scritte da persone che non hanno nulla da fare. Le risposte concrete le puoi trovare solo nella Bibbia e in questo libro che può donarti la felicità anche se per copo…

(Rocco ritorna da Raffaele col libro)

Raffaele- L’hai trovato? Di che si tratta? (Prende in mano il libro e legge il titolo): “100 modi per essere felice- Le migliori ricette per dolci di Fabio”. Ma questo è un libro per dolci… comunque portaglielo lo stesso…

Rocco- E se si accorge che è un libro per dolci? Perché non glielo porti tu?

Raffaele- Ma non vedi quanto sono più grosso di te? Non potrebbe mai scambiarmi per Ofelia…

Rocco- Ah! Perché forse assomiglio alla bella Ofelia?

Raffaele- Su, su vai, non fare sempre le solite storie.

(Rocco porta il libro ad Alessandro)

Rocco- Ecco mio signore, ho trovato questo libro che ha tutte le risposte che cerchi… (con l’espressione poco convinta).

Alessandro- (Prende il libro) Grazie Ofelia, mie sei sempre d’aiuto, come sei bella e buona e che morbidi capelli che hai (ma accarezza la testa “pelata” di Rocco. Raffaele da lontano fa segno di assecondarlo).

Alessandro- Sei così sincera e vera. Di te posso fidarmi come dei miei occhi, delle mie mani che ti toccano, del sapore che mi darebbero i tuoi baci (fa finta di avvicinarsi a Rocco spaventato… per baciarlo, ma poi si ferma).

Alessandro- Ma non oso violare tale soglia del paradiso, riservata solo al tuo legittimo sposo. Dunque va, vai, anzi aspetta, tieni questo anello come mio pegno… (si toglie un anello dal dito e glielo consegna).

Rocco- Grazie mio signore, ma non sono abituata a tanta regale generosità.

Alessandro- Ti prego accettalo, dopo quello che hai fatto per me.

Rocco- Se insisti… (prende l’anello e lo osserva con la faccia rassegnata mentre torna da Raffaele).

 

(Alessandro si siede al tavolo e inizia a leggere attentamente il libro…)

FINE SCENA PRIMA

 

SCENA SECONDA

 (Vincenzo e Giovanni seduti a un tavolo discutono sula vendita di alcuni agnelli e del dubbio).

Giovanni- Caro Vincenzo tu hai sempre voglia di scherzare, lo so che alla fine paghi, ma hai questa passione di filosofare.

Vincenzo- Ma perché Giovanni, tu potresti  veramente affermare di avermi dato due agnelli? Al massimo ti è potuto sembrare di avermi dato due agnelli…

Giovanni- Non sembrare Vincenzo… è una certezza, io ti ho dato due agnelli. Me lo ricordo benissimo. Come se fosse ora. Presi due agnelli dei più belli e te li consegnai, proprio nelle tue mani.

Vincenzo- Te l’ho spiegato mille volte che nella vita non c’è niente di certo. Fammi l’esempio di una sola cosa sicura e io ti pago tre volte gli agnelli.

Giovanni- Sono certo di averti dato i due agnelli.

Vincenzo- Allora ti devo raccontare la storia di un ragazzo:

C’era un ragazzo che faceva il guardiano di pecore. Un giorno il padrone  gli raccomandò di stare attento la notte, perché erano avvenuti dei furti e dunque dovevano vigilare. Ma il ragazzo stanco della giornata di lavoro, la sera si addormentò. E sognò il diavolo, che diceva: “quando vedi me è perché il tempo su questa terra è finito”. “Anche il mio?”, gli aveva domandato di rimando il ragazzo. “Forse” aveva aggiunto il diavolo, “ma andiamo a controllare”. E lo portò in una chiesa: “Vedi queste candele? Ognuna di queste candele rappresenta la vita di un uomo. C’è quella intera, e quella quasi consumato… che significa la morte…”. “E la mia qual è?” domandò il ragazzo. “E’ questa che sta per finire” rispose il diavolo. “Ma non possiamo fare nulla per rimetterne una più lunga?” pregò il ragazzo. “Sì. Ma ti costerà due agnelli” rispose il diavolo. “D’accordo. Patto fatto” concluse il ragazzo. “Sì. Ma ti costerà due agnelli” rispose il diavolo. “D’accordo patto fatto” concluse il ragazzo e gli consegnò due agnelli nelle mani, uno bianco e uno nero: “Li ho trovati sulla strada…” gli disse il padrone. Ed egli si domandò se li avesse dati veramente o fosse stato solo un sogno… e non seppe darsi una risposta.

Giovanni- Vincenzo i sogni sono sogni ma io ero sveglio quando te li ho consegnati.

Vincenzo- Ancora… ti sembra di avermeli dati.

Giovanni- Allora sai che facciamo, se a te ti sembra che te li abbia dato due agnelli, io ti consegnerò gli altri che ti servono quando mi sembrerà che tu me li abbia pagati…

Vincenzo- Adesso sì che andiamo d’accordo. Eccoti il saldo (gli dà i soldi) . Giovanni devi sapere che a casa mia ho un quadro dove è rappresentato un punto interrogativo e dietro quello esclamativo.

Giovanni- Punto esclamativo e interrogativo?

Vincenzo- Sì, il punto interrogativo è il segno della mia religione. Perché rappresenta il dubbio. Vedi il mondo si divide tra quelli che credono nel punto interrogativo, nel dubbio e quelli ceh credono nel punto esclamativo, nelle certezze assolute. Dei primi non devi avere paura, perché sono sempre tolleranti e pronti ad ascoltare, discutere le ragioni altrui. I secondi, quelli che credono nel punto esclamativo, temili, perché quando affermano una cosa, niente e nessuno li smuove. Perché sono certi! Sono i cosiddetti uomini che prendono le decisioni irrevocabili. E’ dal punto esclamativo che nascono l’intolleranza e la mostruosità che si sono avute nella storia.

Giovanni- E’ vero Vincenzo, parole sante.

(A questo punto si avvicina Tonio e chiede a Vincenzo)

Tonio- Scusate ma voi siete Vincenzo de’ Tali?

Vincenzo- Può essere…

Giovanni- A “ridaie…” (dice rivolto al pubblico, muovendo mano  e testa…)

FINE SCENA SECONDA

 

SCENA TERZA

(Alessandro, intanto, seduto al tavolo continua a consultare il libro… poi… si addormenta per la stanchezza, dopo un po’ si sveglia)

 

Alessandro- Ah! Mi sono addormentato. Senza trovare risposta. Il dubbio se essere o on essere, non può certo essere svelato. Rimane un mistero e ogni mente umana cerca una risposta che va bene solo per se stessa. C’è chi pensa che il mistero della vita possa essere svelato attraverso la conoscenza delle sue miserie terrene. Che non finisce tutto con la morte del corpo ma va oltre l’apparenza di questa vita terrena. Voglio sperare e credere che questa nostra esistenza non sia solo l’apparenza che vedo in questa stanza. Ma realtà o apparenza, in questa vita devo pur guardarmi le spalle… Se non ricordo male le predizioni astrologiche stabilivano che fossero questi i giorni previsti per la sua uccisione, dunque mio padre si affretterà a farmi ri-arrestare.

(Entra un avventore e appoggia un cappotto e cappello sul porta abiti alle spalle di Alessandro)

Alessandro- Devo fuggire dal castello. Le sue guardie mi staranno già cercando (volge il capo guardigno)..).

Alessandro- Ecco, troppo tardi. Dannati sgherri. Sono qui, uno è già alle mie spalle (si riferisce al cappotto e cappello appesi al porta abiti, che scambia per un uomo).

Alessandro- Ma non mi farò imprigionare nuovamente per una stupida previsione astrologica (alzandosi cerca i impugnare la spada che porta con sé, ma inciampa nel porta abiti e cadono  a terra, infilzando il cappotto…).

Alessandro- Oh! Destino crudele, allora esisti veramente. Padre come ho fatto a non riconoscerti e ucciderti (la scena si svolge rimanendo inginocchiato). Proprio come era stato predetto. Arrestatemi, ho ucciso mio padre… sua maestà il Re! Mi consegno alla giustizia umana e a quella divina. Sono pronto, che aspettate (e protende le mani per le manette… ma gli avventori dell’osteria lo guardano sconcertati, loro vedono che quello infilzato è solo un cappotto…).

 

(Entra il Procuratore del re con le guardie e arrestano Alessandro e Rocco).

 

Procuratore del re- Arrestate questi due uomini, hanno attentato alla vita del re!

Rocco- Raffaele ma che vogliono da me… mi portano via… Perché???

Raffale- Non preoccuparti di niente Rocco, penserò io a te…

Rocco- Non ti dimenticare delle mie pecorelle… (grida mentre lo portano via ammanettato insieme ad Alessandro).

 

(Escono Procuratore, guardie e arrestati)

 

Raffaele- Giocasta! Giocasta vieni qui… subito.

 

(Arriva Giocasta)

 

Giocasta- Dimmi Raffaele che vuoi?

Raffaele- Hanno arrestato Rocco… Una cosa grave… Qui dobbiamo trovare un buon avvocato…

 

(Raffaele e Giocasta si fermano a riflettere)

FINE SCENA TERZA

 

ORA, CONTINUATE VOI… E BUON DIVERTIMENTO J