Carmelo Musumeci e il nostro nuovo amico Gaetano Bocchetti, ci inviano -dal carcere di Padova- questo testo tagliente su una delle tante dinamiche distorte che vengono posto in essere per via del sovraffollamento (o almeno utilizzando queto argomento)…

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LA GUERRA DEI SENZA CELLA IN ITALIA

“La disinformazione è il primo potere politico in Italia (Beppe Grillo)”

Gli uomini dal cuore nero del Dipartimento Amministrativo Penitenziario considerano alcuni detenuti più pericolosi degli altri e per loro inventano un regime di tortura appena più basso di quello del 41 bis, che chiamano E.I.V. (Elevato Indice di Vigilanza).

La Corte Europea dei diritti dell’uomo sez., 11 gennaio 2005 ricorso N.33695/96 (Musumeci contro Italia) condannava l’Italia per aver violato il diritto di accesso a un tribunale in relazione all’applicazione del regime E.I.V. sul presupposto della maggiore afflittività.

A questo punto gli uomini dal cuore nero del Dipartimeno Amministrativo Penitenziario che fanno? Con la circolare 3619/6069 del 21 aprile 2009 cambiano nome al regime di tortura E.I.V. e lo chiamano A.S.1, ma di fatto non cambia nulla. La circolare citata, tra l’altro, stabilisce che detta tipologia di detenuti vada tenuta di fatto in cella singola al fine di evitare che si operino aggressioni e sopraffazioni.

Sono anni, per non dire secoli, che alcuni detenuti sostano in questo regime senza essere declassificati. Uno dei due autori di questo articolo da ben 16 anni.

Le sezioni che raggruppano i detenuti A.S.1 (ex E.I.V.) non sono molte in Italia. Erano 10. Ora, con la chiusura di Livorno e Spoleto sono diventate 8. A causa di questa diminuzione di posti è iniziata la guerra fra i senza cella. Una guerra di carattere più basso riuscirono a farla solo il marchese di Rovigo e di Belluno il netturbin Gaetano Esposito a causa delle posizioni della loro tomba nella poesia “A livella” di Totò.

Tuttavia quella era immaginaria, ironica, e se vogliamo socio-filosofica. La nostra, purtroppo per noi, è vera. Abbiamo visto guerre per il pane, per il lavoro, per la libertà, per la democrazia, ma mai crediamo si sia vista una contesa per una cella.

In regione del sovraffollamento delle carceri gli uomini dal cuore nero del Dipartimento Amministrativo Penitenziario hanno deciso che non siamo più pericolosi e, senza declassificarci, ci hanno imposto di stare in una tomba fatta per uno in due.

Carmelo e Gaetano si sono ribellati, uno ha chiesto il rispetto dell’isolamento diurno, l’altro ha chiesto il rispetto della stessa circolare che stabilisce la cella singola per l’E.I.V.

Carmelo ha vinto. Dopo una denuncia, 15 giorni di isolamento e due rapporti disciplinari, ha ottenuto una cella singola.

Gaetano ha perso la cella singola, il consiglio di disciplina gli ha cominato dieci giorni di punizione e, come se non bastasse, l’Assassino dei Sogni (il carcere come lo chiamiamo  noi) lo ha denunciato all’autorità giudiziaria per resistenza e forse rischia la deportazione in qualche lager d’Italia.

Questo è il carcere in Italia, il luogo più illegale e criminale di qualsiasi altro posto.

Gaetano Bocchetti

Carmelo Musumeci

Padova settembre 2012