Raffaele Afeltra, detenuto nel carcere di Catanzaro, e di cui a suo tempo pubblicammo una favola simbolica, Il sogno della rondine (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/07/08/2376/), ci ha mandato, proprio in questi giorni, un’altra sua bellissima storia, Il muro di gomma… che pubblico con questo post. Una storia che, nonostante tutte le amarezze e gli ostacoli che incontra il protagonista, invita alla speranza e alla perseveranza.

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IL MURO DI GOMMA

Era un ragazzo felice che rincorreva le farfae su un prato verde, quando andò a sbattere su un muro di gomma. Questi lo rimbalzò per terra. Rialzatosi iniziò a riflettere sull’esistenza di una barriera della quale non si era mai accorto.

Decise di cambiare direzione per vedere dove finiva. Si incamminò sulle tracce di un sentiero che portava in un bellissimo bosco. Tutto gli appariva incantevole e pieno di vita. Pensò che fosse la strada giusta per superare il muro di gomma che aveva trovato prima. Ma, attraversato il lungo bosco e giunto alla fine si ritrovò di nuovo innanzi al muro. Ogni volta che il muro gli sbarrava la strada, lo scaraventava a terra e sempre più lontano. E ad ogni caduta aumentava il dlore. Ciò nonostante lui continuava a rialzarsi e a tentare.

Non si arrese, cambiò di nuovo direzione.. Grande era il desiderio di trovare la strada giusta. A un certo punto il cammino fu interrotto dalla presenza di un grande lago. Non si lasciò scoraggiare, anzi si buttò in acqua e iniziò a nuotare per attraversarlo. L’acqua era limpida e temperata dal calore del sole. Si sentiva libero. Finalmente forse questa sarebbe stata la direzione giusta per superare la barriera. Ma a un certo punto anche il lago era interrotto dal muro di gomma, contro il quale si scontrò rimandendone stordito. Il muro infatti era invisibile all’occhio umano. Ripresosi si chiese se avrebbe mai trovato la strada giusta e se ne esistesse una.

Ritornato a riva, camminò nella direzione opposta e incrociò un fiume, ne seguì il percorso, e il lungo corso… mentre gli anni passavano. Il  ragazzo crebbe durante tale faticosa e dura ricerca. La stanchezza veniva superata col ricordo delle parole che aveva sentito: “Dopo una dura fatica c’è sempre una giusta ricompensa”. E la sua sarebbe stata rappresentata dal superamento del muro. Ma anche quel tentativo, durato chilometri e anni di sofferenza, non trovò il varco e la sua fine.

“Non è possibile”, pensò tra sé.

Ma continuò a camminare prendendo un’altra direzione. Durante il percorso si trovò ad attraversare una città. Una bellissima città, piena di luci, auto di lusso e belle regazze. Ne rimase rapito.

“E’ questa la strada giusta”, pensò di nuovo tra sé. “Continuerò per questa direzione tutta la vita. E’ così piacevole che non può essere sbagliata”.. concluse. Percorse vicoli e attraversò piazze. Alla fine però si scontrò di nuovo col muro di gomma, che lo scaraventò tra le braccia di una bellissima ragazza. I suoi occhi erano gocce d’oro, le labbra come cioccolatini, la pelle aveva il profumo di fiori di camomilla…

… che bella la vita. Chi l’ha inventata è veramente un genio. Cos’altro potrebbe desiderare un ragazzo a vent’anni con una così bella ragazza da poter baciare in ogni momento?.. da viziare con carezze e regali, portarla in giro con auto di lusso, nei migliori ristoranti? Con tanti amici, forse tropi!?

E così trascorsero gli anni a venire, con giorni uno più bello dell’altro.

“Chi afferma che nella vita bisogna fare sacrifici è veramente un egoista”, pensava tra sé. “La vita è bella così.. quando è spensierata.. bella la vita, bella…”. Si ritenne fortunato. Sì anche questa volta aveva trovato il muro di gomma, ma invece di scaraventarlo a terra come al solito, l’aveva gettato nelle braccia dell’amore.

Questo pensò mentre provò a baciare quelle dolci labbra. Ma nel momento in cui le due bocche stavano per unirsi, sentì sbattere il “viso” su quel muro di gomma che si era nuovamente frapposto. Fu una brutta mazzata per quel ragazzo che, ormai cresciuto, era pronto all’amore. Si ritrovò con il uore spezzato, quasi non fossero sufficienti le sofferenze già passate.

“Cosa è successo?.. Dove sono?…”.. disse a voce alta. Un bel sogno.. era stato solo un bel sogno, che col risveglio si trasformava in incubo.

Sveglio, infatti, si ritrovò tra quattro mura. Questa volta di cemento, ma era presente sempre il muro di gomma. Erano svanite le ragazze, le auto di lusso, gli amici. Dopo tanti anni, e infinite notti insonni, nel cercare la strada per superare quel muro d gomma che da quando era piccolo gli aveva sempre sbarrato ogni strada, si accorse che gli erano rimasti, oltre ai ricordi, solo quello che restava della sua famiglia e tanta, tanta amarezza. Rinchiuso in quattro mura di cemento ricoperte dal muro di gomma che continuava a rimbalzarlo da un muro all’altro.

Il buio imprecava in quella specie di “pozzo”, dove si era ritrovato rinchiuso, ma fu squarciato da un raggio di luce, un riflesso di Dio, che gli parò dicendo: “Resisti ragazzo, resisti! Continua a provarci. La strada per superare il muro esiste. Oltre il quale c’è chi ti vuole bene e ti aspetta. Seguimi e e ti indicherò la giusta via.

Raffaele Afeltra

11/01/2011