Per sapere qualcosa in più di Francesco Galdi.. e della sua condizione  personale problematica… e del trattamento pessimo che riceve dal pessimo carcere di Frosinone vi rinvio al precedente post in cui pubblicammo una sua lettera (vai al link… http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/07/09/frosinone-carcere-vergogna-di-francesco-galdi/).

Nel testo che pubblico oggi.. parla dei sogni in cella..

Anche questo è uno di quei testi che fanno male..

Perchè, entro certi limiti, Francesco possiamo seguirlo.

Io mi ricordo, un periodo tremendo,grigio, deprimente e oscuro della mia giovinezza. Alcune volte capitava che facevo dei sogni.. in cui era tutta un’altra vita.. e alcune delle cose che più ardentemente desideravo erano presenti, accanto a me.. e sentivo una forza, una gioia.. ma più era intenso il senso di gioia e libertà.. più amara la disillusione nel risveglio alla propria solita realtà.

E allora.. quanto più forte è questo contrasto tra sogno notturno e risveglio duro in un carcere?

Provocatoriamente Francesco, in conclusione lettera, invita i detenuti a non sognare, pur sapendo che non è cosa possibile, trattandosi di una funzione che inevitabilmente, a meno di ricorrere a qualche droga particolare, il nostro complessivo sistema vitale.. continuerà a realizzare.

E io ne approfitto per invitare a SOGNARE. Ma adesso non parlo del mondo onirico.. parlo dei sogni ad occhi aperti. Non bisogna mai arrendersi al potere delle cose presenti. Mai cedere all’abbattimento che accompagna un contesto grigio. Ma rinunciare alla visione profonda. Sognare sempre.. credere sempre.. perseverare… Sognare e credere con forza intensissima non è mai vano. Si pongono semi, che molti non vedono.. ma che avranno un senso.

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I SOGNI IN CELLA

In carcere, quando ti addormenti e un brutto incubo ti tormenta, ti fa sudare, ti fa piangere, ti fa male, quell’incubo che ti proietta in una situazione di grande dolore, facendoti immaginare cose molto brutte che coinvolgono i tuoi familiari e le persone care. Al tuo risveglio  non hai la possibilità di essere sicuro che si trattava solo i un incubo, non hai i mezzi per assicurarti che quel brutto sogno era solo tale, e fino al primo colloquio, fino alla prima telefonata, ti rimane un’angoscia e un tormento tali da rendere ancora più insostenible un periodo della tua vita già pessimo di suo.

In carcere, quando ti addormenti e un bellissimo sogno ti inebria, ti coinvolge, ti fa ridere, ti fa stare bene, quel bel momento, che magari ti fa immaginare la tua libertà, il tuo amore, la tua euforia, insieme alle persone care. Al tuo risveglio avrai la maledettissima conferma che si trattava solo di un momento stupendo, ma solo immaginario. Avrai la certezza che era solo tale, cioè un bellissimo sogno. E la branda fredda, il silenzio nella sezione e l’ambiente vetusto e lugubre saranno l’avallo a tale certezza.

Miei cari amici carcerati, se potete…

In carcere evitate di sognare, perchè sognando, che si tratti i un incubo o di un bel sogno, comnque, al vostro risveglio, farà tanto male…

In carcere anche sognare è sinonimo di soffrire, e lo so che non si può decidere di sognare o meno, allo stesso modo non si può controllare la sofferenza.

Francesco Galdi

Carcere di Frosinone