panni

Pubblico oggi un pezzo di Antonio Gallea, detenuto a Secondigliano.

Anche questo pezzo, come i precedenti, ci giunge tramite la nostra preziosa Monica.

——————————————————————

Era I’ora che volge il disío…nostalgia…

“Senza un po’ di coraggio non si può fare una osservazione sensata, nemmeno su se stessi”

Quando ti accorgi di avere perso tutto e l’unica cosa che ancora ti resta da difendere è la vita, cominci a ragionare… ragionare… e ragionare… attraverso di “essa” le risposte arriveranno come “da cielo in terra” e la divina provvidenza ti daranno la forza e il coraggio la calma e il sangue freddo per affrontare la “tempesta” che ti ha travolto cosi improvvisamente. Se ci sei entrato ne uscirai sicuramente per la ragione di continuare ad andare avanti senza arrendersi mai.

Fonte di libertà è la vita stessa con i suol estremi… finché si è “accesi” si è liberi… difenditi! Vico ci insegna che se si cancella la storia di tutti o del singolo si cancella la vita… e la storia, come la vita di ognuno di noi, va ripercorsa per darsi conto dei cambiamenti avvenuti nel tempo passato che si rapportano sempre migliorandosi nel presente.

Capitava ogni tanto, per nostalgia, di mandare uno sguardo oltre il “muro” in cerca delle cose che poteva offrire la natura nella sua bellezza infinita e fantasticare su quel che vedevo mi dova !a certezza di non esserne affatto escluso.,. alla fine gli occhi si fermavano su una casa distante dalla mia finestra un centinaio di metri. Quasi distinguevo le persone di quella famiglia, li vedevo uscire al mattino per andare a lavorare e ritornare la sera e,!a prima cosa che facevano appena in casa, era accendere la luce e poi il camino. Da lì a poco nella mia cella arrivava un “profumo” di legna che ardeva e “aspirare quell’aria a quell’ora” mi dava una certa sensazione di libertà…immagini di focolare domestica….famiglia riunita per la cena… dialoghi sulla giornata quasi conclusa (mentre io ero solo nella mia).

Riflettevo sulle differenze di vita e mi accorgevo, per consolarmi lentamente, che non erano poi tante. Anche  loro vívevano con una certa monotonia (ogni animale ha la sua tana). In fondo è solo uno questione di spazi… “poi siamo tutti prigionierí dí questo mondo!” L’unica cosa di cui sentivo la mancanza era quel camino… perché anch’io quella sera, avevo acceso un fuoco nel cuore… ma non sapevo dove farlo riposare… Catene spezzate del libero arbitrio… perchè.. o Dio mio?

Saper vedere negli avvenimenti un invito o entrare in se stessi per comprendere le proprie responsabilità e puntare a un rinnovamento del cuore è il primo contributo che possiamo dare, unito al!a preghiera costante per !a giustizia… per la pace… per la libertà.

Antonio Gallea