In realtà questa lettera riprende una precendente lettera, di Francesco Galdi, dal carcere di Frosinone, con il quale si era presentato al nostro Blog (vai al link… http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/05/22/lurlo-di-francesco-galdi-da-frosinone/), e infatti alcuni passaggi sono ripetuti. Ma il testo che leggerete oggi, che Francesco ha voluto inviare successivamente, e più completo e dettagliato.

Vedete, ci sono sempre i professionisti delle “buone maniere”. A volte da qualche carcere qualcuno (non detenuti) ci sussurra.. “ma sì.. le carceri non sono certo un paradiso.. ci sono magagne, come no.. ma.. che modi… bisogna seminare a lungo… non irritare inutilmente.. lavorare ai fianchi… diplomazia..”. Cose sagge, certo. Ma diplomazia ne ho vista tantissima. Ho visto invece pochi cambiamenti. Soprattutto non tutti possono sempre e comunque essere diplomatici. Il punto è che c’è un dovere di verità. E se cose gravi emegono ORA, ORA vannno raccontate. Senza inutili accanimenti, ma senza sconti per nessuno. E se qualcuno si irrita? Oh… che gran problema…:-)

Andiamo da Francesco, adesso.

Quello che Francesco racconta sono violazioni inaccettabili. Qualcuno ritiene che siano in tutto o in parte non reali, bene.. scriva o ci contatti e dica la sua. Ma intanto abbiamo queste dichiarazioni, e abbiamo il dovere di pubblicarle..

Ci sono tante domande che vanno fatte sul caso Francesco Galdi….

Prima di tutto la premessa. Francesco è stato trasferito dal luogo di residenza al carcere di Frosinone, in relazione ad una decisione del D.A.P., sulla base di norme che prevedono l’allontanamento dal luogo di residenza, su richiesta della D.D.A., in presenza di particolari reati e circostanze. Francesco sostiiene che questi presupposti non sussistono più, avendo lo stesso Tribunale di Catanzaro, in sede di riesame, fatto decadere l’unico profilo legale, nel suo caso, in base al quale era configurabile lo spostamento dal luogo di residenza.. ovvero l’art. 416 bis? E qui iniziano le domande..

E’ così? Se fosse così.. perchè nessuno revoca un trasferimento che non è più giuridicamente legittimo?

Poi.. è vero che Francesco Galdi pur dovendo essere assegnato alle sezioni di Alta Sicurezza.. è collocato in quelle di transito, in seguito al sovraffollamento? E’ così? Se è così non ci sono scuse.. il carcere DEVE rispettare la legge come ogni altro soggetto. Se il carcere di Frosinone non è in condizione di collocare i detenuti nelle sezioni e nei circuiti in cui devono essere collocati, allora quei detenuti vanno trasferiti dal carcere di Frosinone, altri non debbono giungere.

E vero che il reparto medico è un fallimento totale? Questa sarebbe la cosa che mi stupisce di meno. Se una cosa emerge dalle testimonianze dei detenuti in tutta Italia… è che il reparto sanitario è una sorta di parodia di ciò che dovrebbe essere, un colabrodo, un ectoplasma.  Per molti queste sono classiche lamentele. Molti sono abituati a un mondo in cui se il proprio figlio o la propria madre sta male.. il medico lo vedono il giorno dopo. Quelli messi peggio, dopo qualche mese spesso comunque ottengono una visita. Credo che pochi possono “sentire” il senso di smarrimento che prova un detenuto quando per la sua patologia i farmaci sono scarsi e vengono a singhiozzo.. e per patologie specifiche (come scrive Francesco) sono spesso inesistenti. VORREI VEDERE UNA PERSONA CHE MI DICA CHE NON E’ UN CRIMINE CHE FRANCESCO ATTENDA DA SEI MESI UNA VISITA CARDIOLOGICA. Chi ha buone condizioni economiche e professionali, in questo paese, vive su un altro pianeta sanitario. E’ come se le persone fossero divise in caste. E i paria … sono trattati come l’ultima ruota del carro.

Continuiamo con le domande..

E’ vero che l’acqua potabile nelle celle del carcere di Frosinone è limitata sia di giorno che di notte?

E’ vero che il Direttore del carcere di Frosinone limita le telefonate che sono state regolarmente autorizzate? Il Direttore non è un capo. Il Direttore è un servitore. Servitore della legge e degli scopi connessi alla gestione corretta, razionale e umana di un carcere. Non ha facoltà di andare oltre i limiti che caratterizzano la sua funzione, e i principi che la legittimano. Semplicemente.. se un Direttore viola la legge non è più adeguato alla funzione che svolge, va rimosso e spedito eventualmente in luoghi dove possa fare meno danni.

E’ vero che i colloqui con  telefonici con gli avvocati vengono ingiustamente cumulati con i colloqui familiari? Già le occasioni di contatto con i familiari sono drasticamente poche.. se fosse vero anche questo.. ottimo modo di favorire i contatti umani del detenuto…

E concludo adesso con una domanda scecificatamtente connessa a Francesco Galdi..

E’ vero che Francesco ha subito un Consiglio di Disciplina, con conseguente punizione per 10 giorni, per avere con sè farmaci che portava dal carcere di Bologna, regolarmente autorizzati dal medico? Per favore ditemi che non è vero… ditemi che il mondo non è diventato ancora un manicomio… :-)..  Credo che tutti voi, esseri coscienti e di sana e robusta costituzione, potrete da soli farvi un’idea del valore di un tale Consiglo di Disciplina… aggiungo solo che.. mi sento più sicuro, questo si chè ciò che si intende quando si dice.. “iniziamo dalle priorità”… pericolosissimi farmaci autorizzati da un altro medico di un altro carcere… giustizia  è fatta!

Amici noi entriamo per poco nel mondo dell’assurdo. Francesco, e migliaia di persone come Francesco ci vivono tutto il giorno.

Non dimenticatelo…

Quanto a noi segnaleremo le illegalità (presunte.. si dice così?) del carcere di Frosinone.

Vi lascio alla lettera di Francesco Galdi

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Mi chiamo Francesco Galdi, sono detenuto dal 2 dicembre 2010 per effetto di un provvedimento della D.D.A. di Catanzaro. Risiedo a Bologna da diversi anni, dove vivo con mia moglie e mio figlio. In data 24 gennaio 2011 sono stato assegnato e trasferito nel carcere di Frosinone, e di conseguenza allontanato  dalle uniche persone a me congiunte. Premetto che questa decisione del D.A.P. è stata come un lampo a ciel sereno, poichè l’allontanamento dal luogo di residenza su richiesta della D.D.A., è previsto per reati di mafia e per detenuti di A.S. considerati pericolosi. Circostanze che nel mio caso non erano configurabili, perchè il reato più grave che mi veniva ascritto era quello ex 416 bis, che è stato annullato dallo stesso Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro in sede di riesame della misura cautelare in carcere.

Mio malgrado a nulla sono servite le mie proteste pacifiche e i tentativi di trasferimento a Bologna, nonostante tre diversi esposti alle autorità, per i gravi abusi, inefficienze, del carcere di Frosinone, che a causa del sovraffollamento colloca detenuti appartenenti al circuito Alta Sicurezza, come me, in sezioni di transito, con la conseguente e palese violazione di diritti.. quali limitazioni delle docce, limitazioni del passeggio e delle salette (non sono sicuro di avere compreso bene la parola… nota di Alfredo) ricreative. Queste sezioni, considerate di transito, dovrebbero essere per il detenuto tali, ma in realtà io e tanti altri detenuti siamo costrettti a rimanervi per mesi, perchè le uniche sezion di Alta Sicurezza in questo carcere sono la Sezione 5 e la Sezione 4, che ovviamente sono sature. Ma la Direzione  di questo carcere continua a fare arrivare detenuti di Alta Sicurezza, pur consapevole dei disagi e delle condizioni precarie, spesso ai limiti della decenza e della dignità umana, alle quali i detenuti sono costretti.

Un altro degli aspetti tragici di questo carcere è la totale inefficienza del reparto medico sanitario, contro il quale esistono centinaia di querele, denune, esposti, che non hanno mai sortito alcun cambiamento. Nel mio caso, in particolare, la vicenda è paradossale. Malgrado alcune patologie riscontrate, sono in attesa da 6 mesi per una visita cardiologica, pur in presenza di picci di pressione del sangue che ha raggiunto livelli di 220 su 120. I farmaci sono spesso mancanti, e i farmaci per patologie specifiche.. inesistenti. Spesso per una visita medica bisogna aspettare mesi.

Io ho dovuto subire un consiglio disciplinare, con conseguente punizione per 10 giorni, per farmaci che portavo dal carcere di Bologna, regolarmente autorizzati dal medico, perchè secondo loro non potevo tenerli in cella.

Un’altra delle violazioni gravissime è la limitazione diurna e notturna dell’acqua potabile, che per igiene e per legge dovrebbe essere sempre disponibile nella cella del detenuto.

Le telefonate, anche se autorizzate, vengono limitate, per decisione del Direttore, e i colloqui telefonici con gli avvocati vengono ingiustamente cumulati a quelli famigliari, impedendo il diritto alla difesa o gli affetti familiari.

Questo è altro ancora in un carcere che è facilmente paragonabile ad un lager nazista.

Francesco Galdi