corano1

Continuo con la pubblicazione del saggio sul diritto islamico scritto da Fabio Falbo, detenuto a Rebibbia.

Questa è il sesto capitolo.

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Come su esposto, tra i 600 versetti che racchiudono il testo coranico solo cento sono normativi. Circa 500 riguardano la religione, i comportamenti, ecc. La seconda fonte è la Sunna e le principali scuole di diritto sono state quelle di Medina, Mecca, Gufa, Bassara.

La Sunnah: 1° comportamento del Profeta-   2°insieme di racconti del Profeta-   3°detto fatto silenzio, fonte di cognizione, per i Sunniti improntata sulla veridicità del contenuto, cioé sanare le imperfezioni esistenti nel Corano, trasmessa alla presenza di due testimoni. Le principali azioni sunnite in termine di Sunnah avvengono intorno al IX secolo a Bucaia e Bsnim. Queste sono le più importanti; principalmente concorrono alla retribuzione e distribuzione derivante da un profitto di attività commerciale non chiaramente riportata nel Corano. I giuristi musulmani concentrano tutto il loro studio sulla veridicità del racconto e non sulla autenticità come fanno i giuristi occidentali.

Terza fonte del dirito: la Igmà, ossia la comunità islamica, in termini la indefettibilità della stessa comunità (Umma comunità araba).

Mohamed o Maometto diceva: 1)La mia comunità non si troverà mai d’accordo su un errore.   2) Ciò che ai musulmani è apparso buono ed equo, è buono anche al cospetto di Dio.