Emidio Paolucci è uno tra i recentissimi amici del Blog.. Blog che cresce, si espande costantemente e ottiene fiducia e consenso, man mano che il tempo passa.

Emidio è detenuto a Pescara, una storia detentiva particolare e travagliata alle spalle.. e un temperamento e una concezione politica e sociale di stampo anarchico. Ama scrivere poesie. E le sue poesie devo dire che mi piacciono particolarmente.. in quanto non cercano una astratta armonia classica.. nè un impalpabile surrealismo.. sono poesie di sangue, eros, corpo, carne.. dannatamente vive.. Cito un brano della seconda delle sue due poesie che pubblico oggi.. tanto per capirci..

Ci sono ore del giornno e della notte

che sono ferite macchiate di poesia,

dove io non accetto niente,

non escludo niente,

che non abbia il tuo nome.”

Vi lascio alle sue due poesie che mi ha mandato recentemente, ma le faccio precedere dalla sua lettera di saluto.. che è molto bella e merita di essere letta.

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18 maggio 2011

Ciao Alfredo,

Ho ricevuto la tua gradita lettera. Ti avevo inviato altre due poesie, e alcuni aforismi, prima di ricevere la tua lettera.

Ho letto di come è nato il Blog, e mi complimento con voi per quanto fate e per le possibilità che date ai detenuti d far sentire la loro voce, in special modo agli ergastolani.

Ho pubblicato anche io per Informacarcere, ma il vostro Blog è più dinamico. Ho fatto fare delle ricerche da mia sorella, che mi ha stampato alcune pagine del Blog. E mi è piaciuto molto. Poi.. su MAI DIRE MAI ho visto il tuo indirizzo e ti ho scritto.

Mi chiedi delle mie simpatie anarchiche. Non sono sempre stato anarchico. Lo sono diventato. Ero comunista. Poi, attraverso un percorso  che io chiamo di coscienza, ho capito che lo Stato, le autorità, comunque si presentino, qualsiasi colore politico esse sventolano, sono sempre i responsabili  delle ingiustizie e delle disuguaglianze. Un tribunale che sia democratico e ostenti la croce, che sia popolare e ostenti la falce e il martello (per fare un esempio).. sarà sempre un tirbunale che tutelerà determnati settori a discapito delle libertà altrui. Credo fortemente nella libertà individuale e sono contro ogni forma di reclusione. In sostanza sono contro il carcere.

A me il carcere ha rovinato la vita (come a tanti altri). Ero un diciottenne (1985) con tanti sogni e poca esperienza. Ora ho 44 anni, e da allora è stato un continuo ritorno in carcere, rifiutando la logica del lavoro salariato. Ho accumulato condanne su condanne. Sono stato detenuto in Spaggna (3 anni), in Belgio (per estradizione). In Belgio sono stato detenuto in sezioni speciali dove non esistevano servizi igienici e acqua. Detenuno in Alta Sicurezza e sezioni psichiatriche in Italia. Attualmente mi trovo in carcere dal 24 febbraio (…)

Ho tanti problemi, ma non mi arrendo. Scrivo e leggo il più possibile. La mia cultura e la mia educazione l’hanno fatta la strada e la galera. Cerco di comunicare anche attraverso una lettera, per non soccombere allo schifo del carcere. Carcere che divora ogni cosa.. affetti, sentimenti, vita.

Il carcere è inutile e dannoso. Le frasi di monito che compaiono sui pacchetti di sigarette andrebbero affisse fuori ogni carcere.

Per quanto riguarda Carmelo, non lo conosco personalmente, però conosco la sua situazione e le sue lotte attraverso i suoi scritti.

Come ho detto, sono contro il carcere e questa società che è schiava di logiche politiche che fanno del correzionalismo e dell’incarcerazione un uso scontato, per far fronte a problemi che essa stessa genera, dove il detenuto soffre inerme una politica penitenziaria di ricatto e coazione. Il discorso  è lungo, io l’ho affrontato in un mio scritto (“Il carcere è inutile”) dove denuncio lo schifo delle logiche peniteziarie.

Di più che dire? Approfitto per inviarti altre due poesie. Se vuoi posso inviarti qualche articolo scritto da me e una foto. Come detto scrivo, e non mi dispiace scrivere e confrontarmi con altri.

(..)

Ciao Alfredo, è stato un piacere leggerti, ti saluto unitamente a tutti gli amici del Blog, con il mio saluto ribelle libertario.

Emidio Paolucci

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DICHIARAZIONE D’AMROE

In un giorno di consumato sentimentalismo,

i miei corpi cavernosi ripleti di sangue

agognano le tue profondità.

E’ un giorno di poesia impura,

come un letto disfatto,

come il tuo sesso,

come il mio sesso dopo avere fatto l’amore,

come la malinconia di una bestia

innamorata della vita,

che ormai non percepisce più  contatto umano,

come il desiderio d’amore,

di sesso,

di passione.

Sequesne ormai in bianco e nero,

in un giorno di  devastato sentimentalismo.

Questa è la mia dichiarazione d’amore.

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CI SONO ORE

Ci sono ore del giorno e della notte

dove l’estremo desiderio di te,

mi seduce e mi afferra profondamente.

Tracce di carne e di mani sciupate

nel dovere dell’amore.

Sesiderio, gusto, tatto, olfatto, vista, udto,

senza freni si abbandonano tra le tue dolci superfici.

Le tue profondità,

che io raccolgo nelle mie mani,

sulla mia pelle.

Tu durissima soavità,

tu poesia disseminata di zucchero grezzo,

impronta carnale,

consistenza e risorsa dei miei sensi.

Tu frutto perfetto di meraviglie indimenticabili.

Ci sono ore del giornno e della notte

che sono ferite macchiate di poesia,

dove io non accetto niente,

non escludo niente,

che non abbia il tuo nome.