Riprendiamo a pubblicare i diari mensili di Pasquale De Feo.
Questi diari stanno venendo recuperati grazie al nostro Carmelo che sta li sta facendo trascrivere.
Quello che pubblichiamo oggi è il diario di febbraio 2019

——————-

Corsa al nucleare. 1-2-2019
Trump tutti i giorni ne combina qualcuna, questa volta l’ha fatta grossa, perché ha rotto l’accordo che avevano firmato Reagan e Gorbaciov nel 1987, oltre trent’anni fa, questo fermò la corsa alle armi nucleari e ai missili.
Ora ricomincerà di nuovo la corsa agli armamenti nucleari e ai missili che le possono trasportare.
Per circa cinquant’anni il mondo è stato sull’orlo di una guerra nucleare, con la firma del trattato e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha dato al mondo intero la speranza di un futuro di pace, ma purtroppo gli americani hanno fomentato tante piccole guerre; Papa Francesco l’ha chiamata la terza guerra mondiale a pezzi.
Con la fine dell’impero comunista e l’indipendenza di tutte le repubbliche ex sovietiche, ci fu anche lo scioglimento del patto di Varsavia.
Si doveva cogliere l’occasione per smantellare anche la Nato e costringere gli americani a ritornare a casa e togliere l’occupazione sull’Europa.
Bisognava fare alcune cose che non sono state fatte: primo sciogliere la Nato;secondo chiudere tutte le basi americane in Europa;terzo costruire un esercito europeo;quarto aiutare la Russia nella transizione dalla dittatura alla democrazia;quinto agevolare la Russia e tutti i paesi europei ex sovietici verso l’entrata nell’Unione Europea.
Oggi avremmo un Europa più forte e un mondo più pacifico.
Mentre stiamo peggio di prima, perché i personaggi come Trump sono incontrollabili e pericolosi.
Mi auguro che alle prossime elezioni gli americani abbiano il buon senso di mandare a casa Trump e di non fare eleggere più personaggi come lui.
Il pigiama a strisce. 2-2-2019
Il Ministro degli Interni Salvini ha possibilità di mettersi in mostra, vola.
Si è fatto riprendere con tutte le divise delle polizie e non, sfoggiandole come se ci credesse, invece non è altro che accaparrarsi i voti di chi ci casca.
L’unica divisa che non ha indossato, ma neanche si è espresso come il suo collega del triunvirato; somiglia a quello di Marcantonio, Ottaviano e Lepido, quest’ultimo era il conte di adesso, contava quanto il due di briscola.
Salvini e di Maio, il 27 gennaio giornata dedicata alla memoria della Shoah, non hanno detto una parola i due “consoli” per ricordare questa grande tragedia.
Mi sarei aspettato che Salvini avesse indossato la divisa dei prigionieri ebrei nei campi di sterminio nazisti.
Non l’avrebbe fatto mai perché avrebbe perso i voti degli estremisti di destra, fascisti antisemiti che ha ormai portato nella sua orbita e voteranno per lui.
Mi auguro che alle prossime europee prenderanno la Lega e il M5S una sonora bastonata come è successo in Sardegna il mese scorso.
Reddito di cittadinanza. 3-2-2019
Ora il reddito di cittadinanza è definitivo, siccome nelle settimane scorse ogni giorno usciva una limitazione, ero convinto che sarebbero stati pochi che ne avrebbero usufruito.
Finalmente oggi trovo un prospetto su un quotidiano, mentre lo leggo la mente cercava di capire quante erano le persone che potevano rientrare nel reddito.
1.Chi si trova sotto la soglia di povertà assoluta e nel nucleo famigliare si considerano i coniugi anche separati o divorziati se risiedono nella stessa abitazione; il figlio convivente fino a 26 anni di età, non sposato e senza figli, a carico dei genitori.
I requisiti limitano la libertà delle persone, non basta che devono appartenere alle classi al di sotto della povertà, ma il controllo su ogni singolo euro è mortificante e somiglia ai paesi dittatoriali comunisti.
Ci manca poco che chiedono la critica per la rieducazione che facevano nei campi di prigionia.
La disperazione della gente, purtroppo, li costringe a scendere a qualsiasi compromesso.
La fame e il bene dei figli fa spogliare le persone della propria dignità.
L’assistenzialismo della prima Repubblica, così criticato e vilipeso, aveva una sua dignità, il cittadino che ne usufruiva, non era costretto a tanti limiti e obblighi, era libero di gestirsi i soldi come meglio riteneva opportuno.
Il nuovo assistenzialismo ha talmente tante condizioni e limiti, che la gente deve perdere ogni ritegno sulla propria privacy, sviscerare tutta la sua disperazione e dare conto di come spende i soldi, è squallido e anche miserabile.
Purtroppo si sono comprati tanti voti per le prossime elezioni.
Se questo è il nuovo, il vecchio era molto più nuovo di questi populisti incompetenti.

Leghista terrone. 4-2-2019
Colgono ogni occasione tutti i movimenti meridionali e di sinistra, principalmente quando viene Salvini, per protestare contro di lui e la Lega.
A mio parere giustamente.
Ho visto una foto su un quotidiano, dove c’era uno striscione degli attivisti di Insurgencia con su scritto: “Leghista terrone vergogna del meridione”.
Nell’articolo con la foto ci sono altre esclamazioni contro i meridionali diventati leghisti: “Traditori del Sud”; “Site o scuorno e Napule”.
Addirittura la Lega con i suoi ascari meridionali ha aperto una scuola per insegnare ai giovani del Sud la questione meridionale, è paradossale che il partito che negli ultimi 25 anni, in un modo o nell’altro è stato al vertice dello Stato, facendo politiche economiche contro il meridione, oggi ipocritamente o meglio dire truffaldinamente vuole formare i giovani convincendoli che la Lega è la soluzione dei problemi del Sud.
Credo che il futuro del meridione sarà peggiore di quello passato, e questi signori al Governo allargheranno la forbice con il Nord ancora di più.
L’unica speranza è l’imponderabile.

Tutti i mesi mi arriva una rivista “Una città” dove trovo scritti notevoli che non potrei trovare da nessuna parte.
Intervistano Alyan Smith eurodeputato dello Scottisch National Party, membro del gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, quello che emerge e che gli scozzesi non vogliono la Brexit, pertanto la questione dell’indipendenza della Scozia ritorna di nuovo sul tavolo, anche perché molta gente che ha votato contro all’ultimo referendum ha cambiato parere perché non vogliono uscire dall’Unione Europea.
La cosa che mi ha meravigliato è stata l’affermazione che, se una persona lavora e risiede in Scozia, per la sua popolazione è uno scozzese, per questo il 350000 cittadini comunitari che vivono in Scozia hanno potuto votare, anche se hanno votato “No” nel referendum per l’indipendenza.
Fa un appello agli europei di andare in Scozia, saranno accolti bene.
“Il mio paese è quello che mi accetta come uno di loro”, non ricordo dove ho letto questa frase, ma il fatto è che la Scozia ti accoglie come un fratello.
La Scozia cos’è l’immigrazione, essendo che un quarto del Canada è abitato da discendenti scozzesi, come anche metà della Nuova Zelanda.
Il giorno che gli scozzesi conquisteranno l’indipendenza, sarò molto felice, perché non bisogna dimenticare quello che gli inglesi hanno fatto nel 1860, aiutando Garibaldi e i piemontesi a distruggerci, pertanto mi auguro che subiscano le stesse pene dei meridionali del Sud Italia.

Cristoforo Colombo. 6-2-2019
Nei libri di scuola ci insegnano che Colombo ha scoperto le Americhe, è stato un grande navigatore ecc., tante vie e piazze sono a lui dedicate.
In America Latina tante statue sono collocate nelle piazze principali delle città.
E’famosa in tutto il mondo la festa che ogni anno viene data in suo onore a New York; gli italoamericani non lesinano nella celebrazione, si tratta del Columbus day che viene festeggiato il 12 ottobre, giorno della scoperta dell’America nel 1492.
I nativi americani si radunano per dare una risposta avversa alla commemorazione, perché ritengono Colombo responsabile del loro genocidio.
Colombo è stato crudele e spietato, torturava gli indigeni, addirittura amputava un arto se la sera non gli portavano un determinato quantitativo d’oro, inoltre è responsabile del genocidio che è stato commesso nel Centro e Sud America, intere etnie e imperi sono stati spazzati via.
In molte nazioni dell’America Latina, le statue di Colombo vengono tolte dalle piazze e sostituite con altre più affine con la popolazione.
Anche se il nome di Colombo è conosciuto in tutto il mondo per la scoperta dell’America, ormai è accertato che non è stato il primo a metterci piede.
Prima di lui ci sono stati i vichinghi, ma si presume che anche i Fenici e i romani ci siano arrivati, ma forse anche i cinesi, prima di chiudersi nel loro isolamento.
Sono vicino ai nativi del continente americano, perché essendo meridionale comprendo che certi criminali vengono osannati pur avendo commesso genocidi.
Anche nel nostro Sud ci sono vie, piazze e statue di veri macellai glorificati come eroi.

I peggiori 150 anni della nostra storia. 7-2-2019

Quando mi trovavo nel carcere di Catanzaro avevo letto il libro di Gennaro De Crescenzo “I peggiori 150 anni della nostra storia”. L’unificazione come origine del sottosviluppo del Sud.

Editoriale Il Giglio.

Rimasi meravigliato dalle tante notizie che ci trovai, mi era rimasto impresso.

Me lo sono ritrovato fra le mani, me l’ha mandato mio fratello Antonio, anche lui si è appassionato alle tematiche del nostro meridione.

L’ho riletto, pur avendo letto tanti libri in questi anni sull’argomento, sono rimasto sorpreso lo stesso.

I temi che tocca sono tanti e sarebbe da farli trattare in un dibattito pubblico, ma il “potere risorgimentale” non lo permetterebbe, pertanto nel mio piccolo li evidenzio in questo modesto scritto, affinché chi lo leggerà potrà comprendere quando sia stata criminale la propaganda nell’ultimo secolo e mezzo da parte dei Savoia e dei suoi discendenti politici.

Partiamo dall’inizio, il Piemonte o Regno Sardo Piemontese, era pieno di debiti e sull’orlo della bancarotta; nel 1859 il braccio destro di Cavour parlò al senato piemontese a Torino e disse: “o la guerra o la bancarotta”, si salvarono invadendo, conquistando e saccheggiando il meridione, (ex Regno delle due Sicilie), uno delle più ricche nazioni d’Europa (nazione da circa mille anni).

La favoletta che ci insegnano a scuola è una menzogna, quel bandito di Garibaldi non sarebbe sbarcato neanche a Marsala senza l’aiuto degli inglese e il beneplacito della Francia.

Con quei quattro scappati di casa, anche se fosse sbarcato non sarebbe andato più lontano della spiaggia.

Quello che ha fatto in Sicilia, lo si deve al traditore generale Ferdinando Lanza che si vendette a Garibaldi per 114000 ducati d’oro, consentendo al nizzardo di fare una passeggiata in Sicilia.

Lanza aveva una superiorità di uomini e armi, poteva scacciare i garibaldini senza problemi.

Fu confinato a Ischia in attesa del processo per alto tradimento, si salvò perché Garibaldi arrivò a Napoli.

Si racconta che nel 1865 andò al banco di Napoli per riscuotere i “30 denari di Giuda”, l’impiegato gli disse che la ricevuta era stata falsificata, e che l’ammontare era di 14 ducati d’oro, gli venne un colpo e morì, ma prima maledisse quel ladro furfante di Garibaldi.

Garibaldi riuscì a passare lo stretto di Messina con l’aiuto della flotta inglese, che l’aveva scortato anche fine a Marsala e aiutato a sbarcare.

L’ha dichiarato lui stesso nel 1864 mentre si trovava a Londra.

Da Reggio Calabria fino a Napoli, riuscì nell’impresa per i tradimenti e i denari degli inglesi e la massoneria.

Al suo arrivo a Napoli si comportò per quello che era, un ladro.

Su ordine di Cavour prese tutto l’oro del Banco delle due Sicilie e lo spedì a Torino, si tratta di 335 milioni in oro zecchino.

Per la precisione 182 sacchi d’oro, messi su un treno e spediti a Torino.

La stessa sera spogliò Palazzo Reale e nei giorni seguenti, subirono la stessa sorte la Reggia di Caserta e tante altre proprietà dei Bordone e dello Stato.

La favola che se ne andò nell’isola di Caprera con un sacchetto di fagioli, è la cosa più ridicola che potevano scrivere.

Ebbe l’altra metà dell’isola, una cospicua somma per costruire un’azienda moderna per l’epoca, animali e macchinari per coltivare la terra, persino uno yacht di 18 metri si comprò, in più un vitalizio molto copioso.

Altro che il Cincinnato romano, Garibaldi è stato un essere spregevole, viceversa il figlio Ricciotti è degno di ammirazione, perché quando vide cosa facevano i piemontesi, ritornò con le armi al fianco dei “briganti”.

Per carità di patria non si menziona nei libri di storia.

Fu un allegro italico saccheggio.

I fratelli italiani ci alleggerirono di tutto il nostro benessere, lo fecero senza malizia, ci vollero togliere i pensieri di una economia sana e paternamente ridurci come gli africani nelle colonie inglesi.

Come scrisse Gigi di Fiore, da quel momento (1860), “noi fummo” e nulla è cambiato fino ad oggi, anzi il futuro lo si immagina ancora più oscuro.

Ci sono montagne di documenti che attestano la prosperità della nazione napoletana, dalla banca più ricca d’Europa, alla terza flotta mercantile del mondo, la prima tratta ferroviaria d’Italia, e solo l’unità di blocco questo processo, uno dei migliori eserciti d’Europa (solo il tradimento lo rese impotente), la migliore industria d’Europa dietro solo agli inglesi e francesi, i primati i tutti i campi sono innumerevoli, come anche le facoltà universitarie.

I prodotti agricoli arrivano fino negli Stati Uniti; il piroscafo “Sicilia” stabilì il record dell’epoca attraversando l’oceano in 26 giorni attraccando al porto di New York.

Pochi anni prima del 1860 alla Fiera industriale mondiale di Parigi, il Regno delle due Sicilie arrivò secondo dietro agli inglesi (all’epoca l’Inghilterra aveva un impero dove non tramontava mai il sole.

Mezzo pianeta era colonia inglese), il Console inglese a Parigi esclamò: ”avversario di prim’ordine”.

La cosa strana e che dopo qualche anno con l’unità diventammo una nazione arretrata, analfabeta e infestata di furfanti e briganti, c’è qualcosa che non torna, ricapitoliamo, prima del 1860 avevamo un’industria che poteva tenere testa agli inglesi (come se oggi una piccola nazione come l’Olanda potesse tenere testa agli USA economicamente, bisogna immaginare una cosa simile), dopo il 1860 è tutto svanito, com’è possibile?

Viene da pensare che o era una grande truffa riuscita così bene che tutto il mondo ci ha creduto, oppure la realtà e che la rapacità savoiarda – piemontese abbia rubato tutto e portato al Nord e dato fiato fino alla propaganda inventandosi la favoletta per coprire la realtà.

Ferdinando II aveva creato una industria che era tra le prime d’Europa, c’erano cinquemila industrie, tra cui la ferriera a Pietrarsa che aveva 1200 operai, visitata da tutto il mondo, la siderurgia a Monziano (Cz), che per la qualità del suo acciaio competeva con gli inglesi, la chiusero e deportarono gli operai specializzati in provincia di Milano dove crearono un impianto siderurgico.

Quello che poterono smontare lo portarono al Nord, il resto lo fecero deperire o chiusero; come gli impianti di Mongiano che furono venduti per ferro vecchio a un garibaldino.

Nel 1861 gli addetti impiegati nell’industria meridionali erano 1,6 milioni, quelli del centro Nord erano meno di 1,5 milioni.

In 150 anni l’industria al Sud non supera 1,7 milioni di occupati, mentre nel settentrione sono 5,8 milioni, come se il tempo si fosse fermato nel meridione.

Cosa c’è da dire?

Niente.

E’così chiaro che solo chi non vuole capire non si sforza di farlo.

Si comportano peggio di un’orda di mongoli, quello che poterono depredare se lo portarono, il resto lo hanno distrutto in vari modi.

Trovarono un’oasi di benessere e la ridussero a un deserto, e tramutarono le popolazioni in un esercito di schiavi, come gli iloti di Sparta.

Per legittimare questo enorme saccheggio, mostrificando la popolazione di un Regno che per gli standard dell’epoca vivevano felici e nel benessere, li fecero diventare tutti briganti, e con le teorie criminali di Cesare Lombroso li ridussero a cittadini di serie B, esseri inferiori, una discriminazione che è arrivata fino ai giorni nostri.

Si inventarono anche l’analfabetismo, quando c’erano dei piccoli centri almeno due scuole, pertanto l’insegnamento era molto diffuso; c’erano oltre 11000 universitari, mentre nel resto d’Italia erano 5000.

Era già allo studio di una sorta di scuola pubblica la chiamavano “scuola popolare”, con l’unità tutto finì, anzi l’oscurantismo medievale preso il posto della luce del Regno dei Bordone.

La calata dei barbari” chiusero l’80% delle scuole, per 30 anni l’analfabetismo galoppò trionfante, il motivo criminale era che le popolazioni meridionali dovevano dimenticare il loro passato; lo fecero anche in altri modi, con massacri e deportazioni.

L’unità d’Italia è stato un genocidio, non solo per il milione di morti e mezzo milioni di deportati a fare gli schiavi, principalmente in Sardegna nelle proprietà dei Savoia (miniere, cave, terreni da bonificare ecc.), dove morirono a migliaia;su una popolazione di 9 milioni di abitanti.

Ma, perché cercarono di annullare in tutto un intero popolo.

Il popolo meridionale si ribellò, il 99%combattè contro lo straniero piemontese (parlavano francese), pur senza comandanti si batterono e diedero filo da torcere all’esercito piemontese che nel frattempo era diventato “esercito italiano”.

Per dieci anni fu guerra senza esclusione di colpi, la ferocia savoiarda era peggiore di quella nazista in Unione Sovietica, per avere la meglio dovettero usare circa 150000 uomini in pianta stabile, e subirono molti più morti di tutte e tre le guerre di indipendenza, da parte meridionale furono dieci volte di più.

Con la legge Pica emanata nel 1863, tutto passò nelle mani dei militari, fu una bolgia di sangue, scorse a fiumi.

Fecero legge il sospetto e ogni sopruso fu legittimato.

Chi portava una divisa doveva uccidere e fare quello che voleva, rubare, stuprare e abusare del suo potere.

I bersaglieri commisero tante crudeltà da paragonare le SS un esercito di scout; oggi mantenere ancora questo corpo, per tutti i crimini che ha commesso, è un’offesa ai milioni di meridionali ce subirono affronti indicibili.

Non da meno furono i carabinieri, che all’epoca erano un corpo scelto dell’esercito del Re Savoia, anche loro commisero atrocità indescrivibili.

Tanti macellai criminali che oggi sarebbero davanti al Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità, gli sono state dedicate vie, corsi, piazze, caserme, palazzi ecc., lo sfregio dei vincitori, glorificare i carnefici e mostrificare chi ha subito i loro crimini.

Il re Francesco II di Bordone sulla nave che lo portava in esilio da Gaeta a Roma, disse una frase che anticipava tutto l’abominio che il direttorio criminale-Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II-avevano preparato per i meridionali: “Non vi lasceranno che gli occhi per piangere”.

Dopo oltre un secolo e mezzo possiamo dire che aveva visto giusto, forse perché conosceva la crudeltà dei Savoia e la loro indole predatoria.

Nel XVIII secolo Napoli era la terza città più importante in Europa dopo Londra e Parigi.

Prima di essere accorpata all’Italia unita, era la città capitale di una grande monarchia, oggi sarebbe una città più grande e sviluppata se fosse rimasta la capitale di uno stato autonomo piuttosto che essere ridimensionata a un capoluogo.

Nel 1860 il Regno delle due Sicilie, era prospero, e con una fiscalità che riempiva le case del regno senza svuotare le tasche dei napoletani, gli invasori del nord dapprima ammirarono i conti in ordine e la tassazione, poi la distrussero come una marea di Unni guidati da Attila.

Nessun ministro fu accusato di essere ladro.

I capi della tesoriera maneggiarono per cinquanta e più anni di centinaia di milioni di ducati, non un nome è stato mai macchiato di approvazione.

L’unica ricchezza lasciata in dote alle loro famiglie, insieme alla povertà, è stata la loro onorabilità.

Se guardiamo fino ad oggi, funzionari e politici, l’elenco di approvazioni e ruberie è lungo molto lungo; questa è l’eredità di Cavour e i Savoia.

Il sistema pensionistico attuato dai Bordone era più favorevole di quello odierno; gli impiegati collocati a riposo con 40 anni e un giorno di servizio riceveranno una pensione pari alla totalità dello stipendio.

In tema di lavori pubblici, le grandi opere venivano divise in porzioni piccole onde escludere i grandi appalti ed ammettere alla concorrenza i piccoli imprenditori.

Provvedimenti che nei tempi odierni di egemonie politiche e sindacali fanno riflettere non poco.

Era prevista anche la destituzione dei responsabili dei lavori “per le spese eccedenti la previsione del progetto”.

Oggi le spese aumentano, partono da 100 e arrivano a un milione; sono diventati i bancomat di tutto il direttorio di potere che gestisce il Paese; politica, sindacati, banche, confindustria, Chiesa.

Nella cultura hanno fatto lo stesso, grandi intellettuali in tutti i campi, li hanno sotterrati e fatti dimenticare, persino delle favole hanno avuto paura di dare merito a chi le ha scritte.

Cenerentola famosa in tutto il mondo, prima dei fratelli Grimm, era stata scritta da Giambattista Basile pubblicata nel libro “Lo cunto de li cunti” con il nome della “La gatta Cenerentola, e lo scalone dove perde la scarpetta e quello di Palazzo Reale di Napoli, ma non potevano farlo, perché la loro propaganda diceva che prima del 1860 c’era il medioevo e l’oscurità su tutto; eravamo una razza inferiore, pertanto non potevano avere intellettuali degni di questo nome.

Questo è stato il genocidio peggiore dei massacri con centinaia di migliaia di morti.

Concludo con le parole di uno scrittore francese di origini siciliane che, nelle sue parole c’è tutta la grandezza della tragedia: “La storia ufficiale ha voluto lobotomizzarci dal 1860 e ad vitam aeternam, dopo averci coperto di ceneri dell’obbrobrio e dell’infamia, dopo averci spogliato delle nostre ricchezze, sperando di seppellirci sotto la monnezza…

Perché i piemontesi, impoveriti dalle guerre, le imposte giuste e le cattive gestioni, come nuovi viceré spagnoli arrivati con le galere vuote, consideravano ancora-e giustamente, viste le sue ricchezze-la nostra città capitale come l’inesauribile Potosi d’Europa.

Revoca dell’ergastolo. 8-2-2019

Circa tre anni fa avevo presentato un’istanza alla Corte d’Assisi di Salerno per farmi revocare l’ergastolo, dopo cinque rinvii il 3 dicembre me l’hanno discussa, si sono riservati come al solito.

Oggi mi chiama la matricola e mi notifica la decisione.

La Corte ha dichiarato la sua incompetenza funzionale e rinvia all’udienza al 20 febbraio 2019 dinanzi alla Corte di Appello sezione ordinaria.

Non credo che avranno il coraggio almeno di mandare gli atti alla Corte Costituzionale, sarebbe una decisione che susciterebbe una notizia di livello nazionale.

L’autorità della Corte di Assisi avrebbe dato una sorta di legittimazione morale, che difficilmente l’avrà una sezione ordinaria.

Le provo tutte perché non voglio avere rimpianti, ma non credo che il 20 febbraio riceverò una notizia positiva.

Pazienza, continuerò a lottare.

Dio…perché non è madre? 9-2-2019

Tutte le religioni fanno riferimento a un Dio (sempre maschile), insegnano che il pater famigliare e l’obbedienza è un dovere, di conseguenza la donna viene in secondo piano.

Nei secoli passati con “Il malleus Maleficarum” pubblicato nel 1486 dai frati domenicani su richiesta di Papa Innocenzo VII, fece diventare la donna lo strumento del demonio, aizzando un odio scellerato che appiccò i roghi in tutte le piazze d’Europa, le donne diventavano streghe a ogni latitudine, e quando non trovavano “l’agnello” sacrificale se lo inventavano.

Il potere maschile trova nella religione il suo baluardo assoluto, condizionando anche la società civile.

Ancora oggi le società sono improntate sul comando dell’uomo, le donne devono adeguarsi e non possono decidere come deve andare il mondo.

Nessuna religione è diversa, perché non c’è differenza tra il Papa, il Dalai Lama, l’Iman, o qualsiasi sacerdote delle altre religioni sparse per il mondo.

Questo comporta che le istituzioni assolute e maschiliste come la religione e l’esercito, condizionano qualunque riforma nella società affinché avvenga la parità tra uomo e donna, che assolutamente non vogliono.

E’una lotta ancora lunga, anche perché addirittura vogliono controllare il corpo della donna e impedire che ne dispone come meglio crede.

Siccome non riescono a cambiare questo mondo maschilista, l’unica cosa da fare è farlo con le leggi che diano la parità alle donne.

Mein Kampf. 10-2-2019

Non si finisce mai di apprendere dalla storia, come al solito viene sempre scritta dai vincitori che copre i suoi amici e alleati.

Avevo già letto che Hitler non era una cima, culturalmente era mediocre ma aveva una intelligenza luciferina.

Un vecchio ebreo polacco salvatosi dai campi di sterminio diceva: “I miei correligionari si dimenticano di rileggere il Mein Kampf perché vi troverebbero dentro tutto il Vecchio Testamento”.

Non aveva tutti i torti, perché Hitler lo scrisse in collaborazione con un frate cappuccino cattolico bavarese Bernhard Stempfle, che fu ucciso nella Notte dei lunghi coltelli nel 1934; forse testimone scomodo che andava eliminato.

Questo pone tante domande, ma principalmente che l’antisemitismo cattolico ispirò Hitler, questo gli consentì non solo di portare dalla sua parte tanti cristiani, ma anche fare la guerra depredando tutte le ricchezze degli ebrei, per questo motivo non ebbe bisogno di aumentare le tasse fino alla fine della guerra.

Saccheggiò anche tutta l’Europa che occupava.

Quando si arresero i tedeschi, gli alleati trovarono montagne d’oro nascoste, insieme a incalcolabili tesori artistici depredati in tutta Europa; un terzo ancora devono essere trovati.

Il paradosso è che Hitler ha usato gli stessi metodi che ci sono nella Bibbia, nella parte del Vecchio Testamento.

Massacri e estinzioni di intere popolazioni.

Li ha usati contro lo stesso popolo che li ha adoperati nell’antichità e che crede che la Bibbia sia stata dettata dal Dio di Israele.

La natura. 11-2-2019

Nell’ultimo mezzo secolo, la natura è stata martoriata nel nome del progresso.

Oggi siamo quasi a un punto di non ritorno, perché l’inquinamento ha raggiunto limiti a cui il genere umano non era mai arrivato.

I pochi che hanno preso coscienza e cercano di informare la società civile, vengono ostacolati dalla minoranza che controlla l’80% della ricchezza mondiale e di conseguenza la quasi totalità dell’informazione globale.

Quello che non riescono a comprendere le popolazioni mondiali e che rispettare la natura, l’ambiente e il clima è nel nostro interesse, a prescindere che per adesso abbiamo solo questo pianeta e pertanto dobbiamo tenercelo caro, in caso contrario periremo insieme; la Terra senza di noi può sopravvivere, noi senza non possiamo.

La natura non bisogna considerarla un posto da sfruttare, ma bensì ricordare sempre che è casa nostra.

Trump…lunare. 12-2-2019

Il presidente americano Trump ha dichiarato che ha dato mandato alla Nasa per mettere in cantiere un progetto per andare sulla Luna e rimanerci con una base.

Siccome uno zimbello come lui; lo possiamo definire il nostro Berlusconi dei tempi “belli”, neanche concepisce perché si dovrebbe andare sullo spazio, gli avranno “consigliato”che si deve andare sulla Luna perché i cinesi vogliono andarci e stabilirsi per sfruttare l’elio 3 per le centrali nucleari a fusione, un combustibile che si può definire ecologico essendo che la combustione ne annulla qualsiasi effetto radioattivo.

Gli Stati Uniti che si ritengono i primi del mondo, anche per questo mantengono un apparato militare mastodontico, con la scusa di un nemico, una volta era l’Unione Sovietica, poi hanno creato gli islamici.

Questo gli impedisce di permettere ai cinesi di andare sulla Luna e impiantare una base lunare prima di loro

Il desiderio dei cinesi è un bene, perché prenderanno il posto dei sovietici nella corsa allo spazio, saranno da stimolo per gli americani, mi auguro che non si fermeranno alla Luna.

Sono contento di questa competizione, perché sarà da stimolo anche per sbarcare su Marte, ed è un evento che desidero tanto assistere.

Per adesso la Nasa ha stabilito che sarà nel 2033-2034, spero che sia prima.

Lo spazio è la salvezza del pianeta, perché tutti i minerali di cui abbiamo bisogno, il cosmo ne è talmente pieno che basterà per i prossimi milioni d’anni, questo consentirà la fine dell’inquinamento che l’estrazione cagiona.

Inoltre con il sovraffollamento si avrà bisogno di un altro pianeta, ma principalmente fra cinque miliardi d’anni, la Terra e il sistema solare saranno distrutti dalla fine del carburante della nostra stella “Sole”, per questo motivo dobbiamo trovare altri luoghi dove vivere se vogliamo che la razza umana non si estingua.

Auguriamoci che questa volta la corsa nello spazio sia permanente e non periodica come quella degli anni 60-70.

Attivato programma spaziale lunare russo. 13-2-2019

Tornando al discorso di ieri, gli americani non si muovono per niente, qualcosa c’era sotto.

Oggi leggo che i russi hanno riattivato il programma spaziale lunare che i sovietici avevano interrotto nel 1976.

Questa è una buona notizia, perché la competizione sarà più ampia e pertanto le risorse in campo saranno di più.

Non bisogna dimenticare che ci sono anche gli indiani, l’India costruisce tutto da solo, pertanto è arrivata con ritardo, ma ora sta recuperando perché ogni anno sforna dalle sue università milioni di laureati che vengono assorbiti anche all’estero, principalmente negli Stati Uniti.

Circa tre anni fa, mandarono un satellite in orbita, spendendo l’1% della cifra che spendono americani ed europei, questa la dice lunga sulle capacità che potranno sviluppare nei prossimi anni il comparto spaziale indiano.

I russi con le enormi risorse petrolifere e di gas, ma principalmente con le competenze e le tecnologie, potranno avere le risorse per sviluppare e ampliare il loro programma spaziale.

Credo che nei prossimi dieci anni vedremo cose molto belle, lo spazio diventerà più trafficato.

Mio padre. 14-2-2019

Oggi pomeriggio ho telefonato a casa, la voce di mio padre era molto diversa dalle altre volte, gli ho chiesto se stava bene, mi ha risposto che erano le ossa che gli facevano male.

Dopo ho parlato con mio fratello che era in permesso premio; lui è stato fortunato, ha trovato il carcere di Favignana e il magistrato di sorveglianza che gli ha dato tutte le possibilità, e dal 2012 usufruisce di permessi.

Mentre io pur avendo la relazione extramuraria dal 20 febbraio 2012, non riesco ad avere neanche mezza giornata di permesso.

Sentire la voce di mio padre così fievole, stanca e senza energie, mi ha messo un velo di tristezza che ha reso malinconico tutti i miei pensieri.

Sto chiedendo da qualche anno un permesso di alcuni giorni da trascorrere da mio padre, prima che non ci sia più.

L’ho chiesto come una sorta di ultimo desiderio, anche perché stanno svanendo anche i sogni, essendo che gli anni passano e non si vede luce all’orizzonte, purtroppo il magistrato non va oltre le tre ore di permesso con la scorta, pur avendo la relazione extramuraria dove attesta che sono maturo per i permessi premio dal 2012, dicono che l’ostacolo è l’ergastolo ostativo.

Non gli chiedo il permesso premio, ma il permesso di necessità (quello delle 3 ore con la scorta) libero, ai sensi dell’art.64 Reg. Esec., che consente di concedere i permessi liberi fino a cinque giorni più i giorni di viaggio, ma siccome l’Ufficio di Sorveglianza ha in linea di non dare i permessi liberi con l’art. 30 O.P. di necessità, non li danno, neanche a me che sono maturo da sette anni per andare in permesso premio.

Cosa cambia tra permesso premio e permesso di necessità con l’art. 64 Reg. Esec.?

Niente, sono entrambi liberi, l’unica distinzione e che si chiamano in modo diverso.

Forse, anche per questo il legislatore ha creato l’art. 64 del Regolamento di Esecuzione, dare possibilità a chi ha la pena ostativa di poter usufruire dei permessi in sostituzione dei permessi premio.

In Italia non bisogna dimenticare il fattore burocratico, permette un’ampia interpretazione delle leggi, questo consiste nell’avere una discrezionalità che rasenta l’illegalità.

Non mi hanno fatto vedere mia madre né da viva né da morta, mi auguro che mi consentiranno di passare alcuni giorni da libero con mio padre, come ultimo saluto, mi appello al senso umano della pena che dovrebbe sempre prevalere da parte di chi ha l’autorità per farlo.

L’amica Sandra. 15-2-2019

Mi ha scritto l’amica Sandra Berardi, inviandomi un atto di transazione dI  Giuseppe Lanzino di Rende (CS, incaricato di citare il ministero della giustizia per le mercedi da “fame”che ci danno.

Lui aveva voluto 300 euro e altri 50 per il suo commercialista, anticipati.

Mi chiede di fare la transazione con il ministero accontentandomi del 60% dei 2856,29 euro che il commercialista ha quantificato (a me sembrano pochi), portandoli al 60% diventano 1713, 74, a cui devono essere sottratti 629 euro per le spese di lite oltre l’IVA.

Sottraendo i 629 euro rimangono 1087 euro, conteggiando i 350 euro iniziali di spese legali e del commercialista, la somma rimanente è di 737 euro, neanche un terzo della somma iniziale.

Non mi resta da pensare altro che questo avvocato Giuseppe Lanzino c/o Studio Legale Pugliese Via Giovanni XXIII n.11 scala A87036 Rende Cosenza, sia in combutta con il ministero e con la protezione di qualcuno truffa i detenuti, sicuro dell’impunità.

Che squallore, rubare a dei poveri cristi, e poi noi siamo delinquenti o mafiosi come veniamo etichettati, questi cosa sono?

Lascio al lettore la definizione.

Mi spiace di Sandra che si fida e si faccia abbindolare da questo avvocato.

Sono certo che lei non immagina quello che sta facendo questo signore.

Gli ho scritto una lettera, negando assolutamente il mio consenso alla transazione, ma furbamente questo individuo ha mandato prima l’atto a mio padre(tutore) e dopo che l’ha firmato e spedito con raccomandata, ha mandato tramite Sandra l’atto di transazione a me, mi auguro di riuscire a bloccarlo.

Ci sarebbe da denunciare questo avvocato, ma pur con l’evidenza dei fatti, il suo modus operandi rientra nei limiti della legalità, pertanto ne uscirebbe più pulito di prima.

Mi auguro che Sandra apra gli occhi.

Che delusione…16-2-2019

Avevo tanta fiducia su Potere al popolo, ma si è dimostrata una vera delusione.

Avevo tanto entusiasmo perché me l’aveva trasmessa Sandra Berardi, aveva fatto inserire nel programma l’abolizione dell’ergastolo e del 41 bis, la sua leader su Rai Due aveva difeso dall’attacco dei giornalisti la decisione di eliminare queste due torture.

Viola Carofalo, la portavoce come si considerava lei, aveva spiegato in modo corretto perché questi due obbrobri andavano eliminati, rimasi incantato dalle sue parole, aveva conquistato un sostenitore passionale.

Scrissi venti punti sui temi della giustizia, da inserire nel programma del movimento, servivano a coinvolgere tutti i detenuti, aspettavo che Sandra o Mario mi dessero la conferma che fossero inseriti nel progetto di Potere al popolo, volevo fare un manifesto elettorale da far girare subito, perché nelle carceri è molto diverso di fuori, non basta arrivare in un carcere, devi arrivare in tutte le sezioni, pertanto per arrivare a tutti devi partire almeno con un anno di anticipo.

Mi sarei impegnato con tutto me stesso per convincere più detenuti possibile, insieme ai miei contatti epistolari.

Sarebbe stato tempo e fatica sprecata.

Mi scrive Sandra e mi informa che ci sono molte divisioni perché, chi vuole fare un partitino e chi vorrebbe seguire il furore antimafia; immagino i detenuti che hanno fatto votare Potere al popolo.

La sinistra non impara mai, come raggiungono un risultato si autodistruggono da soli, la stessa cosa stanno facendo adesso.

Devo ammettere che avevano ragione i tanti detenuti che mi avevano risposto che questi non erano diversi dagli altri, e che loro credevano solo nei radicali, avevano ragione perché quei pochi che credono nei diritti devono essere applicati a tutti, alla fine vengono messi nell’angolo della maggioranza “bolscevica”.

Mi dispiace molto per l’europarlamentare Eleonora Forenza, mi auguro che a maggio prossimo venga eletta di nuovo; come ho scritto a Sandra, nel mio piccolo aiuterò.

Per il resto finisce qui la mia passione per Potere al popolo.

Speriamo che si presentino i radicali alle prossime elezioni.

Latte sardo. 17-2-2019

I questi giorni i pastori sardi protestano versando latte in mezzo alle strade, preferiscono buttarlo così che darlo ai caseifici sottopagato, non riescono a coprire neanche le spese di produzione.

Il problema riguarda tutti quelli che producono, dai pastori, ai pescatori ecc., e devono avere a che fare con la “mafia” della grande distribuzione.

La mafia vera, legale, e non i delinquenti che per la maggior parte costretti per vari fattori: Tossicodipendenza, mancanza di lavoro, intere zone lasciate al degrado dello Stato ecc.,

I mafiosi della grande distribuzione guadagnano miliardi di euro con la benedizione della politica e di tutti i poteri che gestiscono il paese, perché sulle spalle di questi lavoratori, banchettano un po’ tutti; i politici con le donazioni che ricevono, i sindacati che guadagnano su tutto(una vera lobby), le banche che giostrano miliardi di euro e si appropriano di migliaia di aziende in modo legale con le leggi dello stato sic, Confindustria che guadagna con le sue aziende lavorando i prodotti, in ultimo l’obolo per la Chiesa c’è sempre sotto forma di donazioni alle varie diocesi; in tutti questi giorni non ho sentito nessun vescovo in Sardegna dire una parola in favore dei pastori.

Leggendo i quotidiani sardi, c’erano molte storie di ragazzi sardi che con passione e tanti sacrifici, hanno intrapreso il lavoro del pastore.

Tra quelle che ho letto ne ho scelta una, anche se si rispecchiano un po’ tutte.

Si chiamano Antonio ZOnca di 32 anni e Alessandra Garau di 27 anni, fidanzati da 14 anni, la passione per la pastorizia li ha uniti ancora di più.

Da un decennio si occupano dell’azienda con 300 pecore e 40 ettari di terreno da coltivare a grano ed erba medica.

L’azienda era del padre di Antonio, l’ha rilevato lui con 30 pecore.

Pensano di sposarsi e avere figli ma non possono farlo, perché non gli viene pagato il latte il giusto prezzo e pertanto non possono permetterselo.

La loro paura è che dopo tanti anni di sacrifici e selezionato un gregge di livello, tutto vada in fumo.

La giornata inizia alle 6 di mattina fino alle 19-20 di sera, sarebbero felici se vedessero un futuro davanti a loro, ma purtroppo non lo si vede con chiarezza.

Per un’accozzaglia di manigoldi che sono a Roma, vecchi che ragionano e agiscono come i feudatari, tanti giovani vengono costretti a scappare dai propri paesi, eppure sono tanti che hanno la volontà di creare attività e produrre.

Questi furfanti tramite i media a loro asserviti fanno trapelare un pensiero che fanno diventare comune, che i giovani non hanno voglia di fare niente, quando invece sono loro non glielo permettono.

Sono così attaccati alla poltrona del potere, che neanche una gru riesce a sradicarli.

I 5S vogliono cambiare tutto, ma secondo me sono un bluff, non cambieranno niente, si adegueranno al sistema imperante.

Hanno assaporato il potere e non vogliono abbandonarlo più.

Anche i detenuti delle colonie penali hanno aderito allo sciopero dei pastori; anche loro producono latte.

Sono con i pastori e mi auguro che vincano la lotta.

Pantera nera. 18-2-2019

In Kenya hanno avvistato e fotografato un rarissimo esemplare di pantera nera.

Hanno scritto è la prima prova scientifica, in un secolo, dell’esistenza dell’animale in Africa.

Siccome in passato aveva letto che per mutazioni genetiche di qualche gene, giaguari, puma, leopardi e qualcun altro felino ha il mantello nero.

Sono stati visti anche in Africa nelle foreste equatoriali, facilmente si trattava di leopardi neri.

Forse questo è un felino nero per natura, una pantera di una razza a se.

A volte tipi di animali che si danno per estinti, all’improvviso compaiono da qualche parte.

L’altro giorno mentre vedevo Focus, parlavano di un uccello che non volava, quando una gallina, che era stato dato per estinto, ne trovarono una colonia in una zona impervia e l’hanno salvata dall’estinzione.

Mi auguro che succederà anche a questa pantera nera.

Suora di clausura. 19-2-2019

Nel paese di Sardara in provincia di Oristano in Sardegna, è successo un evento che lascia di stucco, perché ci sono così pochi politici su cui si può fare affidamento, ed è strano vedersela sfuggire e intraprendere un cammino religioso.

L’assessora Simona Ibba 38 anni laureata in ingegneria elettronica, si è dimessa dalla giunta adducendo motivi esclusivamente personali, lasciando sorpresi tutti i suoi colleghi.

Dopo alcuni mesi si è saputo che si era ritirata in un monastero delle monache agostiniane di Pennabili (Rimini).

Quelli che la conoscono, non sono rimasti meravigliati della sua scelta, perché ha sempre avuto una predisposizione alla vita sociale e religiosa, si è sempre impegnata nella parrocchia, nel sociale e per le persone bisognose.

Il prete del paese è felice, quelli che l’hanno avuta per tanti anni come collega, alcuni ne sono dispiaciuti ritenendola una persona straordinaria, altri tagliano corto affermando che l’importante è che sia felice.

Sarebbe stata sicuramente un politico affidabile, sicuramente non avrebbe rubato e ne intrallazzato, l’unica pecca che gli si può trovare e che avrebbe avuto un occhio di riguardo per le questioni della parrocchia e della diocesi del luogo, per il resto sarebbe stata cristallina, peccato!

L’ultimo saluto. 20-2-2019

Ho scritto una lettera al magistrato di sorveglianza dott. ssa Maria Cristina Lampis, gli ho chiesto alcuni giorni di permesso da trascorrere con mio padre, ritenendolo un ultimo saluto.

Mio padre ha superato gli 80 anni, ha vari acciacchi, negli ultimi anni si è salvato due volte per il rotto della cuffia, la sua fortuna è stata che c’era mio fratello Carmine in permesso ed è riuscito a farlo arrivare in ospedale in tempo.

Prego che viva altri cento anni, ma sono razionale e consapevole che ogni giorno possono ricevere la brutta notizia.

Gent.ma dott.ssa Lampis

Le ho scritto dal carcere di Secondigliano (NA)per informarla del fatto che il Ministero mi aveva nuovamente concesso quindici giorni di avvicinamento colloquio.

Il 22 dicembre ho fatto colloquio con mio padre, ma dopo qualche oretta si è sentito male ed è dovuto andare via.

Il 28 dicembre viene nuovamente a colloquio, ma questa volta dopo cinque ore in attesa del colloquio si è sentito male ed è andato via senza potermi vedere, lo stesso giorno ho telefonato e gli ho detto che lo strapazzo era troppo e perciò si sentiva male, quindi era meglio che non venisse più.

Il 12 gennaio sono andato in permesso e sono stato tre ore con lui, ho compreso che gli anni passano e avendo superato gli 80 anni, li sente e molto.

Da più parti ci fanno sapere che quest’anno si risolverà la questione dell’ergastolo ostativo, entro Natale o la Corte Costituzionale o la Corte europea (Cedu) abbatteranno questa barbara norma.

Ma credo che per mio padre sarà troppo tardi.

Infatti, nell’ultima telefonata ho sentito la sua voce senza energia, con il cuore infranto ho la consapevolezza che il tempo si avvicina…

Quello che le chiedo è di usare le norme che ci sono già, un permesso agli arresti domiciliari, oppure libero applicando l’art. 64 REg. Esec., dandomi la possibilità di poter passare alcuni giorni con lui, lo reputi per dargli l’ultimo saluto.

Mentre mi trovavo a Secondigliano, c’era un detenuto della provincia di Napoli, con una condanna all’ergastolo.

Gli hanno dato tre giorni di permesso agli arresti domiciliari.

Gli agenti lo accompagnavano la mattina a casa e la sera lo andavano a riprendere, così passava tutta la giornata a casa con i famigliari.

Non le sto raccontando una storiella, perché lei si può informare nel carcere di Secondigliano.

Le ricordo che ho la relazione extramuraria del 20 febbraio 2012, sono sette anni, pertanto le chiedo di mandarmi in permesso con la dicitura che Ella riterrà più opportuna.

Dal 17 gennaio 2018 ho presentato istanza di permesso con la richiesta di inesigibilità, a gennaio 2019 ho presentato sollecito alla richiesta.

Tutto quello che era nelle mie possibilità l’ho fatto, ora tocca a lei usare la sua umanità nell’interpretare l’applicazione della legge.

Anche se lotto, sono rassegnato al mio destino, mi rimane mio padre, quando non ci sarà più, non ho bisogno né della telefonata settimanale e né del permesso di tre ore che mi concede ogni sei mesi, pertanto è adesso che ho bisogno della sua umanità.

Venti anni fa avevo chiesto un permesso al magistrato di sorveglianza di Pavia per andare a vedere mia madre, mi chiamò e mi disse di presentare un’istanza per avvicinamento colloquio, il ministero la rigettò.

Andai di nuovo dal magistrato, mi congedò dicendomi che non poteva darmi il permesso.

Dopo qualche anno mia madre ebbe un ictus e morì, mi fu rigettato anche il permesso per andare al funerale.

Per alcuni anni ho vissuto nell’odio e nel rancore per la perdita di mia madre che adoravo.

Il tempo lenisce ogni dolore e il vuoto lasciato da mia madre, l’ho colmato avendo rispetto per me stesso e cercando di migliorare sempre, sono certo che oggi mia madre sarebbe contenta di me.

Cercherò di ricordarla dedicandogli il mio secondo libro e un capitolo del volume.

Lei è l’arbitrio del mio sogno che in ogni momento può svanire, dopo neanche lei potrà esaudire questo mio desiderio.

Pasqua si avvicina, potrebbe essere (mi auguro di no) l’ultima festività che potrei passare con mio padre, la prego di non rimanere inchiodata al mio passato, ho scontato una pena lunga una vita, mi avvicino ai 60 anni.

Un atto di umanità farebbe bene in primis al mio papà e poi anche a me.

Fiducioso nel suo accoglimento, le porgo cordiali saluti.

E’ morto…il computer. 21-2-2019

Stavo scrivendo una lettera a un’amica, il mio compagno di cella voleva vedersi un film che gli era arrivato.

Mentre ero intento a scrivere, lo sento dire che il computer si è spento tutto, mi alzo e vado a vedere, effettivamente non si accendeva neanche la luce che segnala l’attacco della corrente, totalmente “morto”, smontiamo la cornice dello schermo, credendo che il problema sia derivato da lì, troviamo tutto apposto.

Non c’è verso di farlo ripartire, non dà segni di vita.

Il giorno dopo un compagno di sezione mi dice che anche a lui è capitato due volte, il problema l’ha risolto togliendo la batteria e rimettendola.

Non presto attenzione.

Ero in attesa di andare a scuola, mi vengono in mente le parole dell’amico, prendo il computer e tiro fuori la batteria e la rimetto, come pigio il tasto di accensione, riparte e si accendono tutte le luci, ad essere sincero è stata una gioia di liberazione, ho detto “è risorto il computer”.

Ormai sono quasi due anni che abbiamo un problema con i computer, molti ancora devono riaverlo e chi lo ha (come me), in caso di problemi, anche minimi, ci vogliono mesi per farlo mettere a posto, perché il responsabile vede i computer come se fossero “bombe nucleari”.

A novembre ho dovuto iniziare uno sciopero della fame durato 22 giorni, per riavere il computer che mi era stato ritirato con la scusa del controllo, ho dovuto denunciare il responsabile e fare reclamo al magistrato di sorveglianza.

Ne ho raccontato tutto l’evento in uno scritto postato nel sito www.urladalsilenzio.it., con il titolo “fake news”.

L’amico Carmelo Musumeci l’ha messo anche su Facebook.

Quello che non comprendiamo, perché il direttore mantiene ancora questo stato di cose?

E perché continua a permetter tutto questo potere dispotico al responsabile dei computer?

Domande a cui non riusciamo a dare una risposta “razionale”.

Scolpitelo nel vostro cuore. 22-2-2019

Mentre ero nel carcere di Secondigliano(NA) ascoltai un’intervista di Liliana Segre alla Rai e di getto gli scrissi una lettera, ma, non so per quale motivo decisi di spedirla dal carcere di Oristano, forse volevo trascriverla al computer.

Mi trovavo nel carcere di Secondigliano per quindici giorni di avvicinamento colloquio, mentre la mia assegnazione fissa è il carcere di Oristano.

Ci sono delle pause che non riusciamo a controllare, pur avendo riavuto il computer non ho scritto la lettera, ma lo farò presto.

Ho capito perché quando è arrivato il giorno della memoria il 27 gennaio, la prima persona che mi è venuta in mente è stata lei, forse inconsciamente prendiamo decisioni dettate dalla razionalità della mente.

Qualche giorno dopo l’insegnante di italiano della scuola del Liceo Artistico ha portato alcuni libri sulla Shoah, quando ho visto quello della senatrice Segre mi sono subito messo a leggerlo, una buona parte l’ho letto quel giorno a scuola mentre gli altri discutevano del genocidio degli ebrei, il resto l’ho letto dopo una ventina di giorni, sempre per quei motivi misteriosi a cui non sappiamo dare una spiegazione, il limbo è durato circa tre settimane.

Una volta neanche ci pensavo, facevo tutto di corsa, ero come una vaporiera sempre sotto pressione, sembrava che il mondo doveva finire il giorno dopo.

Oggi mi abbandono a queste sensazioni e lascio che il tempo guidi i miei momenti di pause e riflessioni; credo che sia l’età.

Oltre tre decenni di cattività hanno modificato il mio modo di essere, di propormi e di sentire la spiritualità, è stato un lento percorso che continua per migliorarmi ogni giorno di più, affinando la sensibilità in ogni orizzonte.

Ho finito di leggere il suo libro: “Scolpitelo nel vostro cuore”. Dal binario ad Auschwitz e ritorno: un viaggio della Memoria, di Liliana Segre. Edizione Piemme.

Questo libro ripercorre la sua odissea, da bambina fu colpita dall’infamia delle leggi razziali del 1938, che i fascisti nell’imitare i nazisti emanarono con la firma dei Savoia;criminali che gli eventi hanno fatto una dinastia di Re, ma la storia ristabilisce sempre la verità riportando certi personaggi alla loro reale dimensione.

Come era naturale, da bambina non comprendeva perché non poteva più andare a scuola, la sua famiglia veniva isolata e guardata male dalla gente, persino persone che fino al giorno prima erano cordiali non li salutavano più, l’isolamento sociale lo faceva soffrire molto, come normale che fosse.

Dalla sera alla mattina migliaia di cittadini italiani divennero nemici dello Stato e perseguitati e allontanati da tutto e tutti, nessuno si oppose, supinamente accettarono l’infamia razzista.

Come autorità morale la Chiesa doveva tuonare contro il fascismo, i Savoia e lo Stato, non fece niente, pur sapendo l’inferno dei campi di sterminio.

Dopo il 1943, quando la guerra era ormai perduta dai tedeschi, il Papa diede ordine ai conventi, monasteri e case cattoliche di aiutare gli ebrei.

Il Papa dell’epoca era Pio XII (Eugenio Maria Giuseppe Pacelli), quando era Nunzio in Germania affermò che Hitler era una benedizione di Dio perché avrebbe fermato tutto quello che veniva dall’Est, cioè il comunismo e Stalin.

Le sue parole possono far comprendere molto di più di quello che modestamente posso fare io con la mia scarsa cultura, capire quel periodo storico che rese l’Italia un Paese indegno di restare nel consorzio dei Paesi civili: “Le voci di quelle migliaia di italiani della minoranza ebraica che, come me, subirono la violenza e il rifiuto: come cittadini, come esseri umani. Espulsi dalle scuole, dalle professioni, dal cuore degli amici e dalla vita del proprio Paese. Le leggi razziali perpetrarono questo scempio. Fu la persecuzione, la sottrazione di diritti-e, soprattutto, il silenzio nel quale tutto questo avvenne- a preparare la strada alla Shoah. E’ nell’indifferenza generale che i dittatori compiono i saccheggi più gravi alla dignità dell’uomo”.

Il padre cercava in tutti i modi di preservarla da quel brutto periodo, ma non poteva oscurare ciò che vedeva anche se non lo comprendeva.

Il padre, credendo di aver messo in salvo i propri genitori, con documenti falsi partì con la figlia per riparare in Svizzera con la guida di un trasportatore di esseri umani, arrivato al confine svizzero una guardia svizzero li consegnò ai soldati italiani e trasferiti a San Vittore.

Una bambina che doveva sognare le cose più belle, una vita di favole e pensare alle frivolezze della sua età, si trovava catapultata in un luogo tetro quale possa essere un carcere, e quelli vecchi come San Vittore lo sono ancora di più (ci sono stato).

Nel suo libro dedica parole bellissime ai detenuti, la loro umanità è stato un momento magico, forse credeva che il mondo fosse diventato ciò che avevano creato l’infamia delle leggi razziali, ritrovare un po’ di calore in quel luogo, gli ha addolcito la realtà.

Credo che le sue parole possono trasmettere molto di più di quello che scrivo pertanto le riporto integralmente: “San Vittore non era stato ancora rinnovato ed era ancora come quelle prigioni americane che vediamo nei film, con tanti ballatoi davanti alle celle. Improvvisamente vedemmo tantissimi detenuti affacciati a quei ballatoi. Furono fantastici! Ci fu un bagno di umanità e di pietà che ho sempre ricordato con riconoscenza. Furono capaci di pietà, loro. I detenuti si sporgevano fuori dai ballatoi e ci buttavano una mela, un’arancia, un paio di guanti, una cosa qualsiasi ma soprattutto gridavano parole meravigliose: “Che Dio vi benedica! Vi vogliamo bene! Non avete fatto niente di male! Coraggio!”. E fu un bagno di umanità straordinaria. Ci vollero anni, poi, per ritrovare uomini capaci di pietà”.

Il viaggio fu come tutti gli altri che abbiamo visto in tanti film e letto in tanti libri, fu bestiale come lo era la cultura nazista e tutti gli organismi e organizzazioni che hanno alimentato nei secoli l’antisemitismo, che ha portato all’epilogo della Shoah.

L’arrivo che tutti i sopravvissuti hanno definito infernale, neanche le scene dei film possono farci comprendere la paura, il terrore, lo smarrimento e l’annichilimento di quei momenti; in minima parte so cosa può significare arrivare in un posto e diventare un oggetto che non è più un essere umano, ma una cosa a cui tutto si può fare perché non ha più diritti.

Credo che solo il caso ha scelto per la salvezza dei sopravvissuti, la stessa cosa ho percepito nel libro di Primo Levi, idem per la senatrice Segre.

Quello che ammiro nella signora è non aversi fatto avvolgere dal furore dell’odio; per quello che aveva sofferto diventava anche naturale.

Né tantomeno aspirare alla vendetta, sentimento che spesso anche tra i migliori prevale; succedeva agli stessi deportati ebrei nei campi di sterminio, invocando il signore “Dio della vendetta non dimenticare”.

Quando intorno a te non vedi che crudeltà, sadismo, infamia, ti appelli a tutte le forze occulte che possono renderti giustizia, anche se in quel momento quella che si chiede è vendetta; avendo vissuto certe circostanze dove tutto finisce, persino la speranza, prevale solo la sopravvivenza, quella spietata che solo l’essere umano sa mettere in campo quando vi è costretto.

Non dimentica, come potrebbe, ma libera da ogni sentimento lugubre; lo dimostra con il comandante del campo su cui poteva vendicarsi, prendere la pistola e sparargli, sarebbe stata giustizia, ma in quel momento lei ha capito che era diversa e non poteva scendere allo stesso livello del suo carnefice.

Ci vuole una forza straordinaria, scegliere l’amore e il perdono per se stesso e l’umanità;mi viene in mente quello di Nelson Mandela: “Perdonare ci rende superiori ai nostri aguzzini”.

Pur avendo subito 27 anni di carcere in un regime di tortura uguale al nostro 41 bis, parlava di perdono.

Girare le scuole per rinnovare continuamente la memoria di quella immane tragedia che fu, è un dovere che glielo impone la sua coscienza nel ricordo di quanti divennero fumo nel vento.

Il sentimento che più ti colpisce nell’animo è il ricordo di Janine, il rammarico di non averle rivolto neanche un accenno di saluto, e lei lo sottolinea provando anche dopo oltre settant’anni un po’ di vergogna per il suo comportamento: “Quel giorno non mi sono voltata a salutare Janine. Avevo capito che la stavano mandando al gas, ma non mi sono girata verso di lei per dirle, come i detenuti di San Vittore che avevano avuto pietà di noi: “Ti voglio bene, non hai fatto niente di male”.

L’essere stata nominata Senatrice a vita gli permetterà di allargare il suo impegno come testimone della memoria e ricordare tutti, anche chi viene sempre dimenticato come i Rom e i Sinti, che subirono anche loro l’annientamento con mezzo milione di morti; la cosa bella è che lei lo ricorda nel suo discorso di insediamento al Senato, affermando che si opporrà a ogni legge speciale contro popoli nomadi; mi auguro che lo farà contro tutte le leggi di emergenza per la repressione.

Nel nostro Paese si sta consolidando un nuovo fascismo impregnato dal razzismo leghista con un nulla come Salvini, lei ha respirato quell’aria malsana pertanto ne conosce l’odore, e avvertirà l’opinione pubblica del grave pericolo di un ritorno al passato.

Come diceva Martin Luther King, ciò che è dannoso nel mondo non sono gli uomini cattivi ma il silenzio di quelli buoni.

Concludo rinnovando il mio apprezzamento per la signora Segre, perché dopo aver attraversato l’inferno, ha scelto di non odiare, questo dimostra di aver un animo nobile e degno di ammirazione, e quando l’anima è grande non c’è nulla che la superi.

Conservare l’energia. 23-2-2019

Spesso notizie che possono cambiare il mondo, vengono pubblicate in un piccolo articoletto, non ne ho mai capito la ragione.

Comprendo che le multinazionali del petrolio e gas, controllano che niente possa disturbare il loro business monopolista, fregandosene dell’inquinamento che causano i cambiamenti climatici.

Purtroppo questo è possibile perché i Paesi che non vogliono cambiamenti, comandano il pianeta, per loro vengono prima i loro interessi e poi il resto.

Un gruppo di ricercatori della Chalmers University of Tecnology in Svezia, ha creato un fluido-combustibile solare termico-capace di conservare l’energia solare per dieci anni.

L’ingegnere Jeffrey Grossman spiega che “un-combustibile solare termico-è come una batteria ricaricabile, dove al posto dell’elettricità si mette la luce del sole, che genera calore quando è necessario”.

Messa in questi termini, dovrebbe essere una scoperta rivoluzionaria, perché potrebbe risolvere tutti i problemi energetici e anche quelli ambientali, finirebbe il riscaldamento climatico che tanto preoccupa l’umanità intera (tranne Trump che non ci crede).

Mi chiedo perché una notizia del genere è ritenuta una piccola notiziola?

All’arroganza non c’è limite. 24-2-2019

Il Garante Nazionale dei Detenuti Prof. Mauro Palma ha redatto una relazione sul regime di tortura del 41 bis, conoscendo la sua onestà e dirittura morale avrà sicuramente messo nero su bianco la realtà di questo obbrobrio, che solo dei carnefici possono difenderlo.

Sulla pagina Facebook dei sindacati della polizia penitenziaria l’hanno attaccato con insulti e minacce in stile “mafioso”, in altro modo non si può definire.

Certi comportamenti e atteggiamenti non può essere cambiata l’etichetta in base all’abito che si indossa.

Tutti i cittadini che non indossano una divisa non possono essere mafiosi, invece chi indossa una divisa non lo può essere, perché?

Certi comportamenti sono mafiosi per tutti o per nessuno, perché se non fosse così, ci sarebbe una discriminazione palese.

Qualcuno potrebbe obbiettare che non è così, ma nella realtà, purtroppo, la magistratura fa questa distinzione.

Addirittura una delle bestialità: “Spero ti ammazzeranno un figlio”, e tante altre nefandezze del genere.

Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha ritenuto questi messaggi inaccettabili, e ha difeso l’operato del Garante previsto dalla legge, e per questo non può essere insultato e minacciato.

Ma ha precisato che lui non è d’accordo sul pensiero del Garante riguarda il 41 bis.

Sono certo che il ministro neanche sa di cosa parla, quando cita il regime di tortura del 41 bis, inoltre dovrebbe intervenire con tutta la sua autorità contro gli aderenti dei sindacati della polizia penitenziaria, e sanzionarli come succede con tutti i cittadini che commettono un reato e violano i regolamenti dei Corpi a cui appartengono.

Quando si tratta di aderenti a qualcuno dei corpi di polizia, la notizia viene censurata dai media e non viene data a livello nazionale.

Giurisprudenza creativa…o razzista? 25-2-2019

Mi passano una sentenza della Corte Suprema di Cassazione 1°sezione penale n.42815/16 Sent. n. sez. 1649 del 6 maggio 2016 R.G.N. 15436/2015.

Ricorso proposto da Incognito Marcello sul rigetto del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, in merito all’inesigibilità.

I suoi reati sono chiariti in processo, ma la Sorveglianza di Catanzaro a priori rigetta ogni richiesta di inesigibilità; sono stato a Catanzaro e conosco come la pensano.

Ma il punto non è su questo, ma bensì sul principio della Cassazione che ha affermato: “In caso di delitti commessi dopo il 12 luglio 1991, il Tribunale di Sorveglianza non può rivalutare la sentenza di condanna emessa dal giudice della cognizione ritenuto sostanzialmente esistente l’aggravante di cui all’art.7 d.l. del 13 maggio 1991, convertito con modificazione in legge n. 203 del 12 luglio 1991, e, quindi operante il divieto di concessione dei benefici penitenziari ai sensi dell’art. 4 bis, comma 1, Ord.Pen..”

Il punto è che la Costituzione stabilisce che nessuna legge può essere retroattiva, invece in questo caso la Suprema Corte di Cassazione afferma il principio che i reati commessi quando la legge dell’aggravante dell’art. 7 convertita in legge il 12 luglio 1991 n.2013 non esisteva, con un atto di “imperio” il magistrato di sorveglianza può decidere che il reato è ostativo perché ritenuto secondo il suo giudizio “insindacabile”commesso per agevolare un associazione mafiosa.

Il magistrato di sorveglianza diventa giudice “giudicante di 1°, 2°, 3° grado e cambia il titolo di sentenza passata in giudicato.

La Corte di Cassazione stabilisce anche che i delitti commessi dopo il 12 luglio 1991, se il giudice di cognizione non ha applicato in sentenza l’art. 7, il magistrato di sorveglianza non può entrare nel merito di applicarlo come può fare con le sentenze antecedenti alla data del 12 luglio 1991.

Non sono un giurista, non mi piace la materia, quel poco che ne capisco è perché l’ho subito, ma credo che questo principio “Salomonico” sia contrario alla razionalità della giurisprudenza.

Mi chiedo dove sono gli avvocati?

E come fanno a stare zitti con decisioni così madornali e discrezionali;a ggiungo razziste, perché al 99% riguardano solo i meridionali.

Granito sulla Luna. 26-2-2019

Su una delle pietre riportate dalla missione Apollo 14 del 1971, si ritiene che ci sia il pezzo di Terra più antico mai ritrovato.

Una ricerca del museo nazionale svedese di storia naturale con a capo Jeremy Bellucci, ha pubblicato sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters”, le analisi su un campione della roccia n. 14321, nel centro della pietra c’era un frammento di granito, ciò è incompatibile con le condizioni chimiche-fisiche della Luna; potrebbe essersi formato sulla Terra circa 4 miliardi di anni fa.

Si presume che a portare la roccia sulla Luna sia stato un violento impatto con una meteorite,capace di scagliare detriti così lontani da essere catturati dalla gravità lunare.

Siccome all’epoca la Luna era tre volte più vicina alla Terra di adesso, non è improbabile che possa essere successo.

La teoria che la Luna sia nata dall’impatto di una meteorite con la Terra, queste analisi lo sostiene.

Nei prossimi dieci anni ci sarà la convalida di questa teoria, perché andranno sulla Luna per restarci, pertanto si faranno ricerche e analisi e sapremo con certezza la validità di questa opinione.

Avocado. 27-2-2019

Del Messico si parla solo di cronaca, della violenza e dei narcos, apprendere qualche notizia di una scoperta di utilità per il mondo intero, fa molto piacere.

Una piccola azienda messicana con 14 dipendenti, si chiama Biofase, produce 700 tonnellate di bioplastica al mese utilizzando il nocciolo dell’avocado.

Dal nocciolo si ottiene un polimero modellabile in qualsiasi forma ed è biodegradabile.

Ci sono alcuni paesi che hanno enormi piantagioni e li esportano, pertanto il nocciolo che non è commestibile, potrebbe dare un aiuto considerevole per la fabbricazione di bioplastiche biodegradabili.

Bisogna bandire totalmente la plastica che sta inquinando tutto il pianeta, principalmente i mari, dove sono stati trovati pesci con microplastiche nel loro organismo, pertanto la plastica arriva anche nei nostri piatti.

Hanno stabilito scienziati che lavorano con l’ONU, che per il 2050 ci saranno l’equivalente del 50%di plastica e pesci, pertanto se non si corre ai ripari, in futuro mangeremo plastica.

Facebook. 28-2-2019

Qualunque azienda che raggiunge una porzione di mercato nel mondo, inizia a ragionare come uno Stato, guarda solo ai propri interessi a discapito dell’utilità sociale, politico e umanitario.

Facebook è ormai una multinazionale, termine dispregiativo che calza con questo social network, perché fa accordi con i governi ed è attenta a non fare niente di politicamente non corretto, è complice delle aberrazioni che certe nazioni commettono, non mi dilungo nel fare l’elenco, mi soffermo solo su una, la Turchia.

I kurdi da oltre un secolo subiscono massacri e discriminazioni dalle quattro nazioni a cui dopo la fine della Prima Guerra Mondiale furono “venduti” dagli inglesi e francesi alla Siria, Iran Iraq e Turchia.

Vergogna e tradimento, perché con la promessa dell’Indipendenza combatterono contro l’impero Ottomano al fianco degli alleati, alla fine della guerra li abbandonarono ai carnefici.

Il popolo kurdo è composto da circa 50 milioni di persone, non si è mai arreso pur subendo tanti massacri, principalmente dai turchi, che non si sono limitati a sterminare, ma gli impedivano l’uso della loro lingua e della cultura, addirittura cambiandogli il nome con “turchi di montagna”.

Dal 1999 il leader del PKK (partito dei lavoratori kurdi) si trova in isolamento in un carcere su un’isola turca; dopo che noi italiani l’abbiamo tradito, prima l’abbiamo fatto venire in Italia e poi l’abbiamo costretto ad andare via, così i servizi segreti turchi hanno avuto vita facile nel sequestrarlo e portarlo in Turchia.

Molte manifestazioni in favore del leader del PKK Ocalan vengono fatte dove la diaspora kurda ha i sostenitori del partito.

Da alcuni anni Facebook censura tutto ciò che può essere sgradito alla Turchia.

Oscura anche i profili che fanno informazione su ciò che succede nei territori del Kurdistan.

Come a Cizre, città della Turchia, sotto assedio militare da alcuni anni, con massacri da parte delle forze speciali.

Mark Zuckerberg censura qualsiasi manifestazione sia in favore a Ocalan, sia per le carovane per portare aiuti e solidarietà alla città e sia il movimento curdo nella sua ampiezza.

Eppure i kurdi sono stati per procura al posto dell’occidente, con tutto ciò viene oscurato.

Bisognerebbe boicottare questo social network perché si comporta da criminale come le multinazionali, pertanto tutti i giovani dovrebbero oscurare i loro profili su Facebook, in modo che capisca che il comportamento dell’azienda è miserabile e deve cambiare il modus operandi.