Ci eravamo già occupati di Alessandro Cataldo – detenuto nel carcere di Catanzaro e affetto dal linfoma di Hodgkin, un cancro maligno del sistema linfatico- il 26 aprile di quest’anno (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/04/26/aiutatemi-a-guarire-dal-linfoma-di-hodgkin-carcere-di-catanzar/). In quell’occasione scrivemmo:

“Il 27 marzo 2012 Alessandro Cataldo viene a sapere dal Dirigente sanitario del carcere che il disturbo è relativo ad una patologia tumorale. Questa patologia sembra avere i requisiti del linfoma di Hodgkin. Comunque, essendovi stata l’attestazione (stando alla lettera) di una problematica patologica grave da parte dello stesso Dirigente sanitario del carcere di Catanzaro, la struttura è a conoscenza dei problemi di salute di Alessandro Cataldo. Ma Alessandro, in questa lettera, attesta che giunti al 24 aprile ancora non c’è stato nessun intervento a suo riguardo.

Ci aggiungiamo anche noi alla richiesta di un intervento tempestivo ed efficace, per non aggiungere in futuro il nome di Alessandro Cataldo alla lista dei cadaveri che periodicamente sforna il carcere. Le belle parole su come il carcere non sia un luogo dove le persone non sono ridotte ad esseri di serie b, ma la loro umanità è rispettata.. quelle parole vanno dimostrate coi fatti.”

Effettivamente, le cose si mossero.

In primo luogo venne presentata, il tre maggio, una interrogazione da parte Radicale, sollecitata da Emilio Quintieri, ex Consigliere Nazionale dei Vas ed Esponente dei Verdi, da sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti umani, e che ha preso a cuore questo caso fin dall’inizio.

I successivi sviluppi li riporto dal comunicato stampa dello stesso Emilio:

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Subito dopo l’Interrogazione Parlamentare il detenuto venne immediatamente sottoposto ad esami di alta specializzazione e ad opportuno trattamento chemioterapico in Day Hospital ogni 15 giorni presso il Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro. In data 16/04/2012 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro Livio Sabatini richiedeva al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia l’individuazione di una struttura carceraria idonea per la cura della patologia tumorale e dei verosimili effetti collaterali derivanti dall’imminente trattamento chemioterapico.

In data 27/04/2012 il Dap, in esito a quanto sollecitato dal Servizio  Sanitario Penitenziario di Catanzaro, comunicava al Gip l’assegnazione del detenuto Alessandro Cataldo presso la Casa Circondariale di Messina per ivi avvalersi delle strutture e dell’assistenza dell’annesso Centro Diagnostico Terapeutico (Ctd) specificando che “esami di alta specializzazione come la Pet e la somministrazione di chemioterapia non sono eseguibili presso nessun Centro Clinico Penitenziario”.

In data 16/05/2012 il Servizio Sanitario Penitenziario di Messina informava il Gip di Catanzaro ed il Dap che il cetrarese Cataldo non era stato mai tradotto in quell’Istituto poiché, nel frattempo, è stato ricoverato presso il Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro. Inoltre, faceva presente, che trattandosi di patologia neoplastica ad andamento evolutivo richiedeva frequenti esami di alta specializzazione presso strutture esterne che quel Centro Diagnostico Terapeutico non poteva assicurare. 

In pari data il Servizio Sanitario Penitenziario di Catanzaro informava l’Autorità Giudiziaria ed il Dap che il detenuto stava eseguendo, secondo un calendario cadenzato, la chemioterapia e poiché la stessa era stata ben tollerata senza evidenti effetti collaterali auspicava che lo stesso rimanesse in quell’Istituto per completare il trattamento senza ulteriori perdite di tempo che si potrebbero verificare con un suo spostamento. Tuttavia, segnalava, che il detenuto era affetto da patologia neoplastica la cui evoluzione ed eventuali complicazioni erano imprevedibili e pertanto, nel caso in cui le condizioni cliniche sarebbero peggiorate, avrebbero preso i necessari provvedimenti tra cui anche la possibilità di riproporre il trasferimento presso il Centro Diagnostico Terapeutico di Messina.

Il Gip del Tribunale di Catanzaro Sabatini, ritenendo necessario effettuare una completa ed approfondita relazione peritale per verificare le attuali condizioni di salute del detenuto Cataldo e la loro compatibilità con il regime carcerario, con Ordinanza del 17/05/2012 nominava il Dott. Pietrantonio Ricci, Professore Ordinario di Medicina Legale e Direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro.”

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Nonostante tutti i “movimenti” fatti e le azioni intraprese, Emidio si trova ancora detenuto. “Nessun provvedimento è stato intrapreso  né da parte dell’Autorità Giudiziaria né da parte dell’Amministrazione Penitenziaria ” dice Emilio Quintieri “per tutelare la salute di Alessandro Cataldo nonostante sia chiara la grave patologia tumorale di cui sia affetto. La sua detenzione in carcere si sta traducendo ad un trattamento contrario al senso di umanità e ad una sostanziale elusione del diritto individuale costituzionalmente garantito alla tutela della salute che sta provocando seri danni alla sua stessa sopravvivenza.”

Concordiamo con le parole di Emilio, che si sta adoperando per la presentazione di un’altra interrogazione parlamentare.

E vogliamo dare il nostro contributo organizzando un invio collettivo di lettere e di email. Lettere ed email che ognuno di voi potrà inviare.

Le lettere cartacee andranno inviate presso il carcere di Catanzaro, mettendo, all’angolo del destinatario, la dicitura:

– Alla cortese attenzione della Dott.ssa Angela Paravati

L’indirizzo del carcere di Catanzaro è:

via Tre fontane n. 28 – 88100 – Catanzaro Siano

Se non volete inviare una lettera scritta di vostro pugno e preferite inviare un prestampato (da sottoscrivere), richiedetemelo al mio indirizzo email: erasmuszed77@yahoo.it

Le email andranno inviate al Ministero della Giustizia, all’indirizzo: 

dg.detenutietrattamento.dap@giustizia.it

E al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria all’indirizzo: 

prapcz@tiscalinet.it

Anche in questo caso, qualora preferiste non scrivere una email di vostro pugno, e ne vorreste una già definita da sottoscrivere, chiedetela al mio indirizzo email:

erasmuszed77@yahoo.it

Grazie della vostra attenzione.