Il 2 ottobre abbiamo pubblicato una lettera di Raffaele Afeltra -scritta dopo il suo trasferimento dal carcere di Catanzaro alla casa lavoro di Sulmona-  di impostazione molto critica verso il carcere di Catanzaro, dove era stato detenuto fino a poco tempo addietro (vai al link http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/10/02/lettera-di-raffaele-afeltra-dopo/).

Una delle educatrici del carcere di Catanzaro, Antonella Ripepe, ha inviato una lettera in cui contestava alcune delle affermazioni fatte da Raffaele Afeltra (vai al lin http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/10/16/leducatrice-antonella-ripepe-risponde-a-raffaele-afeltra/).

Anche il nostro amico Claudio Conte ha voluto dire la sua. Di seguito la sua lettera.

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Sulla lettera-denuncia di Raffaele riguardo le condizioni del carcere di Siano-Catanzaro.

Si è saputo che l’amico Raffaele ha scritto dal carcere di Sulmona. Qui ancora non abbiamo avuto modo di leggerlo, dato che le selezioni del Blog ci giungono solo dopo qualche mese. Dunque ci affidiamo alle poche notizie conosciute. Sappiamo che probabilmente si tratta di uno sfogo per le tante speranze deluse.

Ci siamo domandati se dovessimo intervenire sull’argomento. Le posizioni sono state diverse. Perché è facile essere travisati. Non credo possa succedere in questo caso, dato che non abbiamo bisogno di ingraziarci, né abbiamo preoccupazione di nessuno, ma qualche parola è necessaria per dimostrare che si deve restare propositivi anche in condizioni come le nostre. Essere sempre cauti nell’esprimere giudizi. Le apparenze ingannano… gli equivoci e le incomprensioni sono all’ordine del giorno, questo lo sappiamo tutti.

Personalmente ritengo che, per onestà intellettuale, si debba esprimere la propria opinione sempre e comunque, senza offendere. Perché in tal caso si deve circostanziare il fatto “senza fare di tutta l’erba un fascio” e in tal modo dare la possibilità di ribattere per creare un confronto costruttivo. Quello di Raffaele è uno sfogo… esacerbato da tante delusioni, ma da stigmatizzare per i modi e i toni. Ed anche per i contenuti… Troppe esagerazioni! Probabilmente la vena ironica che di solito lo contraddistingue questa volta è rimasta schiacciata dalla delusione… di 17 anni di speranze cadute nel vuoto, che comunque dovrebbero far riflettere ma anche far fare una “piccola” autocritica a tutti però, anche a noi che ci lamentiamo.

Il carcere di Siano non può essere definito un “fiore all’occhiello”, come Bollate o Laureana di Borriello, ma neanche un “girone infernale”.

Dobbiamo dare atto che con la “Nuova gestione” molto si è fatto e si vuole fare, tra mille difficoltà. Conciliare sicurezza con sviluppo e rispetto della persona non è facile, ma resta un obbligo giuridico prima che morale. Esaltare solo gli aspetti negativi sarebbe ingiusto e offensivo. “Luci e ombre” esistono dappertutto, nella pubblica amministrazione come in ogni insieme formato da persone.

A Catanzaro, a mio modesto avviso, prevalgono le “luci”. E ne ho viste carceri… in 23 anni.

Ci sono persone che si distinguono per professionalità e si profondono per chi è recluso senza sosta, solo per umanità e sensibilità, senza che ci sia mai nessuno a dirgli ufficialmente grazie! Eppure è proprio grazie a loro che in questi posti si riesce a sopravvivere…

E questa è una propensione che caratterizza tutte le componenti che operano in questo luogo, dalla Direzione, all’Ufficio Comando, agli Agenti, all’Area educativa, all’Area sanitaria fino alla Scuola (Rafé pare che non hai salvato nessuno…). Non dobbiamo dimenticarci che quando si tratta di cose serie, importanti, l’attenzione e la sensibilità sono massime. Naturalmente anche in queste categorie ci sono “luci e ombre”, chi fa di più e chi meno del suo dovere. Dispiace però dare l’impressione che siano tutti un “Fascio”, dispiace non vedere premiati coloro che fanno tanto per chi è privato della libertà. Almeno noi diamogli la soddisfazione e il giusto riconoscimento.

Con l’occasione lo faccio io che non posso essere tacciato di alcunché, dato che per posizione giuridica e penitenziaria mi sento ancora libero… (mentalmente 🙂 !).

Essere comprensivi e costruttivi… è necessario!

Claudio Conte

Catanzaro, 27 ottobre 2012