Anche il nostro Claudio Conte, interviene nella discussione a cui hanno dato vita i ragazzi della quinta liceo napoletana, con una lettera che ci inviarono e che venne pubblicata il venticinque dicembre dello scorso anno (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/12/25/8310/).

Fino ad adesso in questa discussione sono intervenuti.. Carmelo Musumeci (detenuto a Spoleto) Francesco Annunziata (detenuto a Catanzaro), Alfredo Sole (detenuto ad Opera), Domenico D’Andrea (detenuto a Padova), Pasquale De Feo (detenuto a Catanzaro), Giovanni Arcuri (detenuto a Roma Rebibbia), Girolamo Rannesi (detenuto a Spoleto).

(vai ai link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/08/lettere-di-risposta-ai-ragazzi-della-quinta-liceo-napoletana/ e  http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/12/alfredo-sole-risponde-ai-ragazzi-della-quinta-liceo-napoletana/  e   http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/18/domenico-dandrea-risponde-ai-ragazzi-della-quinta-liceo-napoletana/

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/21/pasquale-de-feo-risponde-ai-ragazzi-della-quinta-liceo-napoletana/

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/23/giovanni-arcuri-risponde-ai-ragazzi-della-quinta-liceo-napoletana/

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/27/commenti-di-girolamo-rannesi-alla-lettera-dei-ragazzi-della-quinta-liceo-napoletana/)

Vi lascio ora alla lettera per i ragazzi della quinta liceo napoletana.. di Claudio Conte.. carcere di Catanzaro.

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Cari ragazzi,

ho letto la vostra lettera sulla pena di morte e carcere a vita…

Grande merito per l’interessamento, che non ebbi io alla vostra età (19 anni) quando entrai in carcere per non uscirne più.

Sulla necessità di riforme, la risposta ve la siete già data. Se il carcere è disumano, l’espiazione di qualunque pena non è più legittima né rieducativa o si riforma il carcere o si sospende l’esecuzione della pena come in Germania.

Ma la domanda più importante è: chi stabilisce che quel delitto merita la pena di morte o l’ergastolo, e non bastano invece 30 anni di reclusione?

Lo può stabilire Dio? Ma non tutti credono in Dio. E allora? Lo stabilisce chi è più forte? Ma in tal caso non sarebbe giustizia, ricordate le “grida manzoniane”?

La maggioranza? Ma non è detto che faccia la cosa giusta, se pensiamo alle dittature che si reggevano su maggioranze del 98%. Il nazismo ci ricorda qualcosa.

Allora, su dove si fonda la legittimità di una pena?

Sulla Ragione potremmo dire… il diritto, infatti, è ragione che contempla anche il”torto”. S’interessa della vittima e del carnefice. Il diritto non si fonda, sul sentimento di vendetta delle vittima o familiare, né sulla frustrazione dell’estraneo che si scarica contro il presunto colpevole di turno (in un’Italia in cui il 50% degli imputati è riconosciuto innocente in giudizio).

Dunque, se la pena si fonda sulla ragione, allora non può essere eliminativa. Poiché per esperienza sappiamo che l’uomo può sbagliare (anche quando giudica) e che col tempo si modifica. Sappiamo che l’uomo può sbagliare (anche quando giudica) e che col tempo si modifica. L’uomo non è il reato. Ha senso tenere in carcere una persona non più pericolosa, ma utile alla società?

Secondo voi tra pena di morte, ergastolo ed una pena a 30 anni di reclusione, con un fine pena certo, qual’è la più giusta?

Le prime due sono eliminative, nel caso di errore determinano un danno irrimidiabile e non consentono la rieducazione. Pensate ad un innocente condannato a morte o all’ergastolo e non può dimostrarlo.. morirà in carcere. Invece una pena moderata, mette al riparo anche da questi errori, abusi e limita i danni.

Avrete sentito di quelle sette persone condannate all’ergastolo per la strage del  “giudice Borsellino”, riconosciute innocenti dopo 18 anni di carcere?

Perché non le invitate per farvi raccontare la loro esperienza, sofferenza, durata 18 anni. Credo che riuscirete ad esprimerla solo nel silenzio di lacrime condivise.

Io ne ho incontrato qualcuno, al regime del 41 bis (carcere “duro”). Lo sapete che sarebbero morte in carcere perché non potevano collaborare?

E sì, perché in Italia c’è questa vergogna. In carcere ci rimani solo se vuoi, o puoi, fai un “patto” e lo Stato ti dà soldi, appartamento, una nuova identità e un lavoro, in cambio di accuse verso altre persone, colpevoli o innocenti non interessa a nessuno. Con buona pace delle aspettative delle vittime e dei loro familiari.

In questo spazio, su questo Blog, troverete quelli che preferiscono “pagare” se colpevoli o essere riconosciuti innocenti, senza scaricare su altri le loro responsabilità o la sfortuna di essere incorsi in un errore giudiziario.

Per questo concludo scrivendo (e non mi rivolgo a voi ragazzi ma a chi si affaccia su questo spazio, Blog), spogliatevi delle vesti dell’ipocrisia, dei falsi moralismi, dei pregiudizi e timori, dei titoli, ruoli o “maschere sociali”, e sarete ben accolti nella vostra “nuda umanità”, nelle schiere degli “angeli dei diritti” che lottano per noi, e per un mondo migliore. Perché questo è il “Tempio” nel quale arde la fiamma della Dignità che differenzia l’uomo dagli “animali” che si contentano di soddisfare i propri bisogni, interessi e piaceri.

Qui i principi, i valori si sostanziano, divengono concreti, corpi, assumono sembianze, volti, e prendono un nome. Il “prezzo”? Alto, quello della libertà… a volte della vita…

Un abbraccio

Claudio Conte

Catanzaro-carcere,  6 febbraio 2012