Emidio Paolucci è un vero poeta. Io credo che ognuno meriti di esprimere se stesso tentando di fare poesia. Che ha sempre senso cercare di fare uscire la propria anima e le proprie emozioni. Non ho quindi la spocchia che alcuni hanno verso quelli “che credono di essere poeti”. Ma ci sono quelli che portano intrinsecamente la forza della poesia. Uno di questi è appunto Emidio Paolucci -detenuto a Pescara. Emidio ha una forte tempra passionale, una vibrazione spesso malinconica, e un pensiero ispirato agli ideali dell’anarchia.

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MANCA…

Manca poco

manca tanto

manca sempre più di quanto uno possa credere

manca sempre meno di quanto uno possa immaginare

quel che è

è che manca tutto in tutto questo niente

e ci si sente mancare svuotati ormai di tutto

manca

manca la normalità in tutta questa anomalia

manca un orizzonte tra tutte queste mura

mancano carezze per tutti questi pugni

mancano le chiavi per tutte queste porte

mancano i passi per tutti questi labirinti

manca

mancano i sogni per tutta questa realtà

manca l’amore in tutto questo odio

manca

manca il tempo per tutto questo tempo

manca il futuro in tutto questo presente

manca e mancherà sempre più di quanto uno possa credere

mancherà forse meno di quanto uno possa immaginare

ma manca più di tutto una cosa

per noi che siamo refrattari all’obbedienza

manca la speranza.

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SARA’ COSI’

Sarà così che le cose e le persone s’incontrano per poi

andarsene lontano

ci abbandonano i pensieri

poi i sentimenti

che si ridestano su quella materia che è stata nostra

ma l’ambizione giustifica ogni cosa dimenticando

poi andiamo via noi

partiamo per perderci in tutto ciò che non ci appartiene

cercando di fare nostro quel che mai sarà

quando ci illuderemo di essere arrivati

continueremo ad andare lontano

restando fermi in tutto quello che credevamo di avere abbandonato

e rimpiangeremo una ferita

e ancora tutte le ferite

ma poi torneremo ad illuderc

appena la vita ci sorriderà

e andremo lontano 

non accorgendoci che quello della vita era solo un ghigno

alla nostra tenacia d’illuderci

continueremo ad andare lontano in questo tempo eterno

che ci vede passare

che ci vede innamorati ed illusi di 

tutto ciò che mai sarà nostro.

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TENERO  E CRUDELE

E’ una provocazione l’affinità dei tuoi desideri

non è certo la paura di riscoprirti in tutto ciò

che non è stato

è solo l’angoscia di non averci mai

restando così

disorientati in queste vite a metà

indossando abiti che detestiamo

in un carnevale infinito a cui vorremmo rinunciare

dimmi a quanti disastrosi inconvenienti ci siamo abituati

dimmelo tu

tu che non hai dimenticao

ricorda che c’è la mia mano sulla parete

i nostri corpi sono solo un ricordo su di essa

un ricordo dove senza pudore mi nascondo desiderandoti

dimmi se ci si può amare così

rinunciando all’oblio della misura

quest’è una sfida che mi strazia ogni giorno

dimmi ancora

dimmi se si può sovvertire il castigo

senza perdersi in quest’interminabile mancare.

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IL NUOVO SEMPRE VECCHIO, E IL VECCHIO SEMPRE NUOVO

Guardo un’ombra che si deteriora

nell’assurdo di un tempo già consumato ma eterno

dove il futuro nasce morto ogni giorno

e il presente si conserva inalterato

infinitamente misero.

Cerco di perdermi in un passato impossibile

illudendomi di riordinare una vita che non m’appartiene più

i pensieri restano tali senza scampo

senza forza di gravità

tuttavia inseguo ricordi che

altri hanno sepolto in giorni a me impossibili

la mia memoria ormai giace sul selciato

nell’oblio di vite che non riconosco più.

Muore anche questo giorno

muore tra le ombre di un tempo immateriale

m’illudo ancora una volta

credendo a domani

credendo in tutto quello che mi lasciate credere

ma domani nascerà un altro giorno morto

domani sarà sempre oggi.