Roberto Bertazzoni, detenuto a Torino, è un nostro nuovo amico.
Oggi pubblico una delle poesie che ci ha inviato

Roberto ha un grandissimo desiderio di potere corrispondere con più gente possibile. Per chi avesse piacere a corrispondere con lui, giro l’indirizzo:
Roberto Bertazzoni via M. Adelaide Aglietta n. 35 – 10151 – Torino

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Al di là del muro

Esiste un albero nel cortile della mia prigione
che quando a primavera i fiori sorridono
s’innamoròdi una quercia, al di là del muro.
Dei suoi rami ridenti e forti,
dei colori dorati e magici,
dei riflessi che il sole l’inondava di luce.
L’ho visto tendere i rami più che poteva,
piegarsi al vento a poterla toccare.
L’ho visto tirare a sorte
la possible colpa di un uomo
che si inventò già quel muro sofferto.
L’ho visto sperare d’essere diverso
e poter correre a lei,
l’ho visto piangere per questo destino
d’inutile tempo trascorso a tentare.
E venne un autunno beffardo e ladro
e sotto di lui prime spine e dolore.
E la quercia conobbe il magico oblio
e l’imbarazzo di non esser “morto”,
per giungere infinte
alle amate radici.