Nell’incontro, di anime, luoghi, dolori, passioni, sigarette bruciate sulla pelle, speranze sfregate pelle a pelle.. nell’incontro piccoli miracoli. Se anche il gruppo facebook avesse generato solo questo momento dove un nostro compagno di viaggio, Ciro Campajola, leggendo le parole di Carmelo Musumeci, i suoi testi, ha potuto scrivere un testo come questo.. una lettera ideale (che poi comunque sarà “reale” dato che la faremo avere  a Carmelo).. beh.. anche solo per questo quel gruppo avrebbe avuto un senso. In fin dei conti siamo tutte fiammelle che danzano nella notte, ci incontriamo per caso, e ci riconosciamo come membri dispersi di un piccolo popolo che si ritrova. In fin dei conti è la sete di amore che ci unisce. Al di là dei nomi, delle coccarde e delle parole.. siamo qui per Amore.

Hai fatto un dono a tutti noi. Grazie Ciro…

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A volte, vediamo nelle persone il riflesso dei nostri pensieri,
dei nostri desideri,
di quello che vorremmo fossero ma che invece non saranno mai
A volte, persi nelle nostre avide sofferenze,
passiamo distratti sopra le sofferenze altrui, sopra i dolori altrui.
A volte bruciati da una disperata sete d’amore,
ci scordiamo di dissetare il bisogno di chi ha più sete di noi.
Ho letto i tuoi scritti
e d’istinto
avrei voluto donarti l’universo intero,
perché l’universo è dentro tuoi scritti
e io mi sono sentito parte di lui.
Sei la parte mancante della mia anima,
la completezza del mio esistere, lo scopo del mio vivere.
Quando smisi con la droga
credevo che mai più nessuno
mi avrebbe fatto emozionare e soffrire così tanto,
mi mancano le facce consumate dei miei amici
morti emarginati
così come hanno vissuto
giudicati da tutti,
tranne che dai “cattivi”
E ora tu Carmelo
ancora più “cattivo” di noi…
non ci conosciamo eppure parli la mia lingua
forse l’amore si concretizza solo nella sofferenza,
forse solo attraversandola
si può giungere all’assoluta certezza di amare veramente
o forse è solo un luogo comune.
Ma dal mio vissuto
dal Tuo
trarrò la linfa vitale che necessita alla nostra anima
per raggiungere l’apice estremo del suo esistere
altrove ho trovato solo niente.

Grazie

Ciro