Alfredo Sole fa parte dell’anima di questo Blog, ancora prima che nascesse questo Blog. A volte si “assenta” per lunghi periodi, mesi e mesi.. ma resta “presente” e d’un tratto riemerge.. con testi o poesie. Negli ultimi tempi ci ha inviato due sue poesie, una l’abbiamo pubblicata giorni addietro (vai al link… http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/05/02/oltre-il-muro-di-alfredo-sole/), l’altra la pubblichiamo oggi.. con questo post…

Le poesie di Alfredo sono sempre molto dure, emotivamente cariche, toste.. come un urlo lanciato a squarciagola anche quando si chiamano Silenzio (forse la sua poesia più dura.. vai al link… http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/05/19/silenzio-di-alfredo-sole/).

Vi lascio a questa poesia… Belve… di Alfredo Sole..

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BELVE

Avanti e indietro nella gabbia

con gli occhi spenti da una

vita al chiuso.

Avanti e indietro ad aspettare

il pasto.

Avanti e indietro ad aspettare

la sera

Avanti e indietro ed è già

mattino.

Rumori di passi attirano l’attenzione

uomini e donne attraversano il

tragitto a guardar dentro le

gabbie.

Qualcuno pensa: “Poverini, star chiusi

da chissà quanto”.

Qualcun’altro, invece, sorride pensando,

che “e il giusto posto, son pericolosi”.

Raramente qualcuno si ferma,

e timidamente alla gabbia

si avvicina. Con un sorriso intimidito

volge la parola all’animale: “Come

stai?”

Ecco che la feroce belva con

passo felpato e insicuro si avvicina

annusando l’aria. Guarda negli occhi

il temerario e risponde sorridendo:

“Bene, per un ergastolano che non ha

più speranza di riveder la vita”.